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Kenya, la capitale geotermica del continente africano

Kenya, la capitale geotermica del continente africano

Il Paese è l'ottavo produttore mondiale di energia geotermica. Obiettivo: raggiungere il 70% della popolazione entro il 2030

Largo alla geotermia, una delle fonti energetiche rinnovabili più in crescita e con maggior potenziale per il futuro. In “Our Choice – A plan to solve the climate crisis”, Al Gore sostiene che l’energia geotermica sia la più importante, presente e sottovalutata fonte di energia negli USA e nel mondo intero. La stessa lucidità e lungimiranza dell’ex vice-presidente degli USA oggi si riscontra in un interesse verso la geotermia in tutti i continenti e un recente studio dei ricercatori del Cnr ha permesso di portare a termine una mappa globale delle centrali geotermiche e delle aree idonee all’installazione di nuove centrali.

Tra i primi dieci principali Paesi produttori compaiono Stati Uniti d’America, le Filippine, l’Indonesia, la Turchia e il Kenya, all’ottavo posto. Nel Paese africano, però, si trova l’unico sito di produzione geotermica del continente, precisamente nell’area di Olkaira, a 180 km dalla capitale Nairobi.

Energia a emissioni zero in Kenya

In Kenya ancora oggi il 25% della popolazione vive senza elettricità e solo metà dei 47 milioni di kenioti ha accesso a una fornitura regolare di corrente. L’obiettivo del governo è di estendere l’elettricità al 70% della popolazione entro il 2030 e di costruire altri 7 pozzi geotermici. Attualmente nel Paese sono attive 32 centrali geotermiche, tutte nella zona di Olkaira, vicina al sottosuolo della Rift Valley del Kenya. La valle è un’area particolarmente adatta alla produzione di energia di questo tipo sia per la sottigliezza della crosta terrestre che ne facilita l’estrazione, sia per il suo potenziale energetico di diecimila megawatt. I finanziamenti vengono anche da paesi esteri come Giappone e Italia.

Il Kenya vuole diventare una potenza in grado di vendere ai Paesi esteri energia a emissioni zero che costa poco, 8 centesimi di dollaro per kilowatt/ora contro i 16 centesimi del petrolio, riuscendo anche a migliorare il benessere e le vita della propria popolazione.

L.T.

Settembre 2020

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