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Laboratorio di giornalismo ambientale - Ist.Compr. Alzano L.do - Seconda parte

Se continuiamo a fare finta di niente non avremo più un piano B

Non possiamo più ignorare il problema. L'aumento degli eventi meteorologici estremi sta prendendo una piega particolarmente preoccupante. Tra le principali conseguenze del cambiamento climatico ci sono i periodi di estrema siccità e alte temperature che causano anomale ondate di calore, la diminuzione della disponibilità idrica, una minore resa delle colture, l’aumento del rischio di perdita di biodiversità e l’innesco di incendi, soprattutto boschivi.

Inoltre, se il terreno è arido e argilloso, l'acqua piovana non viene assorbita facilmente, favorendo l’azione catastrofica delle precipitazioni troppo abbondanti, come ha dimostrato l’evento eccezionale che si è verificato a Valencia nell’autunno del 2024.

La questione è piuttosto complessa, ma il mondo è nelle nostre mani: possiamo fare molto, ma se non agiamo subito la situazione peggiorerà ad un livello tale che non potremo più disporre di un “piano B”.

Incendi sempre più devastanti

Negli ultimi anni gli incendi sono sempre più frequenti e devastanti, il che è molto negativo per le persone e per l'ambiente in generale, ma soprattutto perché viene eliminata una grande quantità di alberi. L’azione degli alberi, siano essi nelle città, nei boschi o nelle foreste, è molto importante perché producono ossigeno e assorbono anidride carbonica. Bruciando invece rilasciano grandi quantità di CO2. L’anidride carbonica è un gas climalterante con un effetto riscaldante sul pianeta, difatti trattiene nell'atmosfera i raggi infrarossi che la Terra emette quando è colpita dalla radiazione solare. A sua volta l’aumento della temperatura globale del pianeta fa aumentare il rischio di incendi, sempre più estesi e violenti, perché le foreste sono più secche e meno resistenti.

È quanto è successo nei primi giorni del 2025 in California, dove si sono verificati incendi devastanti. A Los Angeles non pioveva da mesi e questo ha reso il terreno molto arido e la vegetazione molto secca. A ciò si sono anche aggiunti fortissimi venti secchi che hanno creato le condizioni per il disastro, causando almeno 16 morti, l’evacuazione di più di 150 mila persone, la distruzione di oltre 10 mila edifici con fiamme che hanno raggiunto un’estensione di circa 150 chilometri quadrati.

Desertificazione in agguato

La desertificazione è il processo di degrado del suolo che porta alla perdita della sua capacità produttiva e al suo impoverimento, rendendolo inadatto a sostenere la vegetazione e l'attività agricola. Questo fenomeno è causato principalmente da attività umane, come l'uso eccessivo del suolo, l'agricoltura intensiva, la deforestazione e l'inquinamento, ma può essere anche esacerbato da fenomeni naturali come la siccità.

Quando si verifica la desertificazione i terreni si trasformano in ambienti simili a quelli desertici, con una scarsa capacità di trattenere l'umidità e un incremento della salinità del suolo. Le conseguenze includono la perdita di biodiversità, la scarsità di risorse idriche e l'abbassamento della produttività agricola, che può portare a una crisi alimentare e migrazioni di massa.

Nelle zone aride del pianeta oltre il 70% delle aree si trova a rischio (oltre un quarto della superficie terrestre). Siccità e desertificazione trovano la loro causa principalmente nei fattori climatici, ma nelle zone miti, come la fascia mediterranea, la desertificazione è causata principalmente da un uso non sostenibile delle risorse naturali. Secondo le stime del Global Land Outlook, il 70% delle aree libere da ghiacci è stato alterato dall’uomo, con conseguenze dirette e indirette su circa 3,2 miliardi di persone e si prevede che entro il 2050 questa quota possa raggiungere il 90%. E attualmente circa 500 milioni di persone vivono in aree dove il degrado ha raggiunto il suo massimo livello, ovvero la perdita totale di produttività definita come desertificazione.

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I cambiamenti climatici stanno provocando danni a boschi e foreste come ad esempio il devastante incendio che ha colpito il famoso Parco Nazionale di Yosemite nel 2022

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I CUCCIOLI DI ANIMALI IN ESTINZIONE

Bulli del mondo... sappiatelo!

Il cambiamento climatico mette a rischio la sopravvivenza di varie specie di animali.

Ad esempio, per lo scioglimento dei ghiacciai del nord sono a rischio pinguini, orsi polari, foche. Nei territori più caldi invece varie specie come i koala o i panda si stanno estinguendo a causa della distruzione del loro habitat naturale. Tutto ciò accade perché tutti noi esseri viventi viviamo in ecosistemi e, se questi vengono modificati, la nostra sopravvivenza è minacciata. Infatti, se i pesci che vivono sui fondali marini si trovano circondati da depositi inquinati, devono trovare un altro spazio per vivere, così come i pinguini che amano il freddo sono costretti a migrare se il ghiaccio si scioglie. Purtroppo però, non tutti gli ambienti sono adatti ad accogliere le specie che migrano.

Clicca qui per la prima parte dello speciale Cambiamento Climatico

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Aprile 2025

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