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Smaltimento toner esausti: la guida da seguire

Il corretto smaltimento dei toner esausti non è una di quelle cose da prendere sotto gamba. Mentre per un privato smaltire toner e cartucce può essere relativamente semplice facendo riferimento alle isole ecologiche. Per le aziende con partite Iva non è così.

Infatti la normativa vigente in tema ambientale, impone al produttore del rifiuto di classificare il tipo di rifiuto da trattare, assegnando il corretto codice CER. Dunque smaltire toner esausti potrebbe fare incappare l'azienda anche in pesanti sanzioni amministrative.

Lo smaltimento di toner e cartucce esausti insomma rientra a pieno titolo tra quelle attività di gestione che vanno valutate con attenzione.

 

L'inquadramento generale

Proprio riguardo lo smaltimento dei toner esausti pendiamo prendiamo spunto dall'articolo presente sul sito della società Sicurya. Si tratta di una realtà che offre servizi di consulenza in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro.

Secondo quanto indicato, per le aziende con partita Iva, i toner così come le cartucce delle stampanti giunte a fine vita diventano soggette al Testo Unico ambientale. Vanno quindi trattati come rifiuti. Questi possono essere classificati come rifiuti pericolosi oppure no.

Quindi una cosa è certa: non possono essere gettati nei rifiuti comuni. Vi è in capo alle aziende, in quanto produttori del rifiuto, l'obbligo di smaltirli nel modo corretto.

 

Le differenze di gestione per lo smaltimento dei toner

È bene tenere presente le differenze che ci possono essere tra il dover gestire un rifiuto speciale non pericoloso ed uno pericoloso. Infatti la procedura di smaltimento di un rifiuto speciale pericoloso richiede un maggiore impegno da parte dell'azienda.

Anzitutto sarà suo onere provvedere alla identificazione del rifiuto. Questo al fine di assegnare il corretto codice CER. Se fosse necessario si dovrà anche procedere con analisi chimiche presso laboratori accreditati da allegare al FIR.

Sarà poi necessaria la compilazione e l'invio del MUD entro il 30 aprile di ogni anno alla camera di commercio. Ci sarà poi l'obbligo della tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi. Questo dovrà essere compilato entro 10 giorni dalla produzione del rifiuto e conservato per i successivi 5 anni.

Potrebbe inoltre essere necessario creare una apposita area presso l'azienda da utilizzare per lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi da avviare a smaltimento. Infine, chiaramente, si dovrà provvedere a rivolgersi a trasportatori autorizzati per il trasporto di tali rifiuti. Questi ritireranno e compileranno il FIR in 4 copie di cui solo l'ultima dovrà poi essere ricevuta dall'azienda e conservata.

Per quanto riguarda invece lo smaltimento dei toner esausti che non sono classificabili come rifiuti speciali pericolosi l'iter è molto più semplice. Basta dotarsi della EcoBox.

Si tratta in pratica di una scatola in cui si metteranno i toner esausti (e solo loro) e si procederà con lo smaltimento almeno con cadenza annuale. Anche in questo caso ci si dovrà rivolgere ad un ente specializzato con relativo rilascio del FIR (formulario di identificazione dei rifiuti).

 

Le responsabilità per lo smaltimento dei toner esausti

La responsabilità delle aziende specializzate a cui ci si rivolge ricade sull'azienda. Per cui è bene fare grande attenzione facendo tutte le verifiche del caso.

Infatti è necessario che questo risulti regolarmente iscritto all’albo. Che abbia la licenza rilasciata dal ministero dell’ambiente. Nonché tutte le regolari autorizzazioni regionali.

Un errore in tal senso potrebbe portare a gravi danni sia a livello di immagine che finanziario. Infatti non bisogna dimenticare che la responsabilità dello smaltimento è in capo all'azienda produttrice del rifiuto per tutta la durata del processo.

Dicembre 2020

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