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Segni sull’acqua

Segni sull'acqua

Al via il progetto partecipato per la realizzazione del Parco delle Cave di Brescia

A sud-est della città di Brescia si trova un’area che un tempo ospitava una vasta pianura coltivata, colma di stagni e corsi d’acqua. Altrettanto ricco era il sottosuolo che per secoli ha permesso l’estrazione di ghiaie e sabbie impiegate nell’edilizia. A poco a poco i bacini estrattivi si sono sostituiti alla originaria destinazione agricola dei suoli, finché, con l’industrializzazione e l’urbanizzazione del XX secolo lo sfruttamento di queste risorse ha raggiuto livelli che hanno spezzato l’equilibrio tra natura e attività umane, producendo, con il passare del tempo, lo scenario stratificato che oggi si presenta ai nostri occhi: estesi e moderni quartieri popolari, vecchi cascinali, centri antichi, autostrade e tangenziali, insediamenti industriali e commerciali.

A ricordare l’attività estrattiva di un tempo sono rimasti diversi ampi specchi d’acqua. La ricomposizione e la restituzione all’uso collettivo di questa vasta porzione di territorio che, convenzionalmente, da quarant’anni, è chiamata “Parco delle Cave”, è l’obiettivo del processo di progettazione partecipata che l’amministrazione comunale della città – nello specifico, i settori parchi territoriali e cave, urbanistica e Urban Center – ha inteso avviare da questo mese (settembre 2014). L’area del Parco delle Cave, dagli anni ’80 è stata oggetto di costante attenzione nei processi di pianificazione locale: studi, ricerche e progetti sono stati prodotti in gran quantità, ma senza mai trovare un’effettiva attuazione, soprattutto perché, negli anni, i diversi piani cave provinciali hanno sempre confermato l’attività estrattiva.

Oggi tale circostanza non sussiste più; l’idea è di partire proprio dal recupero delle aree di cava per avviare il processo di ricomposizione ambientale e paesaggistica, che riconsegni alla cittadinanza il valore comune costituito dall’ecosistema di pianura di questa parte di città. Così, grazie anche alla spinta incessante di associazioni che da anni si impegnano nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, nella raccolta e nella rappresentazione di opinioni, progetti, istanze, si è delineata l’idea di coinvolgere direttamente la cittadinanza nelle fasi di elaborazione del progetto. Quale modo migliore per farlo se non adottando le modalità proprie della progettazione partecipata? Far precedere le fasi di un processo di progettazione partecipata a provvedimenti di governo del territorio permette di prendere decisioni largamente condivise, frutto della collaborazione non solo di portatori di interesse tradizionali ma anche, e soprattutto, di cittadini che liberamente intendono esprimere la propria opinione e mettono a servizio della comunità le proprie competenze.

Qualunque cittadino dunque, indipendentemente da età, formazione, competenze, professione o nazionalità, è invitato a partecipare alle azioni e agli eventi programmati per l’elaborazione del progetto di riqualificazione del Parco delle Cave di Brescia. L’amministrazione si appella a tutti i suoi cittadini per conoscere le loro opinioni sulla perimetrazione dell’area, la definizione dei sistemi di accesso e viabilità all’interno del parco, il recupero dei bacini di cava della zona e tanto altro. In questo modo si restituirà ai cittadini il parco che loro stessi hanno contribuito a ideare.

Angela Garbelli

Settembre 2014

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