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Rete Cauto: consulenza strategica per una governance partecipata

Da Brescia al Ministero dello Sviluppo Economico, con lo studio di fattibilità di Cauto per favorire la sostenibilità e produttività per le cooperative italiane

25 anni di attività ed esperienza sul territorio bresciano da parte di Cauto e della collegata rete di cooperative Cauto hanno prodotto una capacità e una competenza che ora viene messa a disposizione per percorsi di consulenza strategica, su alcuni temi caratterizzanti: impatto ambientale, economia circolare, inclusione sociale e governance partecipata.

È questa una delle importanti novità scaturita negli ultimi mesi dalla Rete Cauto che in tutti questi anni è notevolmente cresciuta e ha conseguito risultati ragguardevoli, con numerosissime attività e progetti di qualità, con un organico di ben 421 lavoratori di cui il 41,44 % in progetto di inserimento lavorativo e circa 19 Milioni di fatturato (dati al 31 dicembre 2020).

A testimonianza di questi numeri e soprattutto di questo valore, che colloca Cauto come riferimento corroborato dai fatti e dall’esperienza, si è aggiunto lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico che con un convegno sulla “Sostenibilità e la produttività delle imprese cooperative italiane” ha voluto presentare gli esiti di tre importanti studi di fattibilità sulla Responsabilità Sociale d’Impresa realizzati nel corso del 2019 e 2020.

Assieme alla cooperativa Lama con uno studio sulla Cittadinanza per l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e alla cooperativa Programma Integra, con uno studio sulla Tracciabilità, trasparenza e distribuzione, la cooperativa sociale bresciana Cauto ha presentato il proprio studio di fattibilità sui modelli organizzativi e di governance partecipata.

Attraverso un video corale che ha mostrato la realtà cooperativa, è stato presentato l’esito dello studio di fattibilità che nelle parole del direttore generale di Cauto, Michele Pasinetti, “ha consentito di individuare strumenti metodologici per attivare modalità partecipative nei processi decisionali dell’organizzazione”.

Strumenti e metodi per una governance partecipata

In una prima fase di ricognizione sono state rilette attentamente alcune esperienze progettuali di partecipazione, mentre in una seconda fase il gruppo di lavoro ha elaborato un prototipo delle esperienze analizzate, testandole su un gruppo di circa 30 realtà organizzative differenti, for profit e not for profit. La sperimentazione ha consentito di testare un vero tool kit per la governance partecipata trasferibile ad altre organizzazioni. Il tool kit si presenta come un prezioso prontuario metodologico che, con accompagnamento da parte di Cauto all’uso consapevole, consente di sperimentare, affinare e autoalimentare la partecipazione alle scelte organizzative, dunque la corresponsabilità dei lavoratori in ogni realtà organizzativa.

Questa è per Cauto la via maestra per la sostenibilità di ogni impresa non solo cooperativa, ma per qualsiasi impresa che voglia intraprendere la sfida della complessità contemporanea coniugando crescita imprenditoriale e attenzione alla centralità delle persone e dell’ambiente.

Lo studio di Cauto ha ricavato quelli che possono essere considerati come i tratti imprescindibili di “DNA cooperativo” ovvero le 4 dimensioni di fattibilità.

C’è una fattibilità organizzativa, attraverso una struttura di governo chiara e trasparente nei processi decisionali e nei ruoli, in grado di valorizzare l’intelligenza collettiva dell’organizzazione; una fattibilità giuridica grazie all’adozione di forme giuridiche adeguate – passando dalla semplice formalizzazione delle deleghe ai contratti di rete - che consente di mettere a valore comune competenze professionali e trasversali; necessaria inoltre una fattibilità tecnica, attraverso la presenza nei ruoli apicali di profili con competenze trasversali specifiche in grado di saper condurre e coordinare incertezze derivate da scenari e processi di complessità (capacità negativa). Infine ma non per ultima la fattibilità economica, poiché queste famiglie di progetti sostengono naturalmente l’acquisizione di competenze trasversali utili per affrontare nuove situazioni dando luogo ad un allenamento continuo al cambiamento. La progettazione partecipata diviene così una sorta di “ingegneria genetica” della governance che utilizza la combinazione di queste dimensioni imprescindibili di fattibilità.

“Partecipazione e coinvolgimento sono coniugabili alla crescita e alla produttività di tutte le organizzazioni, in cui a volte la partecipazione si considera scontata – sottolinea Michele Pasinetti -. Il coinvolgimento dei lavoratori, che va nutrito, stimolato, rinnovato, crea corresponsabilità, attaccamento maggiore dei lavoratori ma anche la possibilità di assumere decisioni efficaci grazie al coinvolgimento nelle decisioni di lavoratori, che possono mettere a fattore comune il proprio valore e la propria conoscenza.

La leva motivazionale che è nel coinvolgimento dei lavoratori diviene leva di innovazione e di produttività”.

Oggi Cauto propone percorsi formativi ad hoc e di consulenza per enti e aziende che scelgono la Responsabilità Sociale puntando alla Sostenibilità Integrata: dalla riduzione dell’ impatto ambientale all’inclusione e al diversity management, dall’economia circolare alla governance partecipata.

Per tutte le info e contatti: www.cauto.it

Maggio 2021

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