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Migliorano le acque del Lario. Parola di Legambiente

Migliorano le acque del Lario. Parola di Legambiente

I dati della campagna annuale "Goletta dei Laghi". Buone notizie dal ramo lecchese, grazie all'impegno di Lario Reti Holding

Anche quest'anno Legambiente è riuscita a portare a compimento la campagna annuale "Goletta dei Laghi", incentrata sul monitoraggio delle acque lacustri. 

Le analisi di Legambiente 

Nonostante la pandemia da Covid-19, l’associazione ambientalista è riuscita anche per l’anno 2020 a prelevare e analizzare vari campioni idrici alle foci di alcuni fiumi e torrenti che si immettono nel Lario, per restituire un quadro d’insieme della salute del lago. I parametri indagati sono quelli microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli): vengono considerati come "inquinati" i campioni in cui almeno uno dei due parametri superi il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e "fortemente inquinati" quelli in cui i limiti vengano superati per più del doppio del valore normativo. Il tipo di inquinamento preso in considerazione è quindi quello derivato dagli scarichi fognari non depurati correttamente. 

Dieci i luoghi tra le provincie di Lecco e Como che sono stati esaminati nel mese di luglio dai tecnici e dai volontari di Legambiente. I punti risultati “fortemente inquinati” sono tre: la foce del torrente Cosia a Como, la foce del Caldone a Lecco e la foce del Meria a Mandello del Lario. Le zone definite “inquinate” sono invece il Gallavesa a Vercurago e il torrente Inganna situato invece a Colico. Sono infine cinque i punti che rientrano nei limiti: il torrente Esino a Perledo, l’immissione dell’Adda nella parte nord del Lago, il torrente Albano a Dongo, il Telo ad Argegno e il Breggia a Cernobbio.

In questa situazione - purtroppo con ancora molte criticità - un segnale di miglioramento arriva dal ramo lecchese del lago, dove il gestore del servizio idrico integrato Lario Reti Holding ha ultimato a luglio la mappatura di tutta la rete delle acque meteoriche della città di Lecco e individuato una serie di irregolarità, che in collaborazione con il Comune di Lecco potranno essere sanate per migliorare la qualità delle acque che finiscono nel bacino lacustre.

Microplastiche

Legambiente non si è tuttavia fermata ai rilevamenti microbiologi, perché grazie alla collaborazione con ENEA e IRSA/CNR, è stato possibile concentrarsi anche sulle microplastiche, fattore inquinante che si sta sempre più diffondendo in tutte le acque del pianeta. Dallo scorso anno all’interno della campagna Goletta dei Laghi è stato introdotto anche il campionamento in colonna d’acqua, con il quale è possibile stimare la presenza di microplastiche fino a 50 m di profondità. I dati comunicati quest’anno da Legambiente ma riferiti al 2019 restituiscono una media di 392.038 particelle di microplastiche per chilometro quadrato di superficie. 

Punto di forza del lavoro di Goletta dei Laghi è inoltre l’aver costruito un database, che permette un confronto con gli anni passati delle condizioni delle acque nei diversi punti campionamento, andando così a creare una storia dell’inquinamento delle acque, visionabile liberamente da chiunque, tramite il sito internet www.golettaverde.legambiente.it. 

Selene Mosti

Settembre 2020

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