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Luca Mercalli intervistato dall’ambientalista Marino Ruzzenenti alla Microeditoria

Luca Mercalli intervistato dall’ambientalista Marino Ruzzenenti alla Microeditoria

La felicità passa da stili di vita sostenibili

 

In tema di felicità e benessere non poteva certo mancare nell’ambito della dodicesima edizione della Rassegna della Microeditoria una riflessione interamente dedicata alla salvaguardia dell’ambiente e alla sostenibilità dei nostri stili di vita.

Ospite d’onore Luca Mercalli, climatologo e meteorologo, presidente della Società Meteorologica Italiana, noto anche per la sua partecipazione al programma televisivo “Che tempo che fa”. In Rassegna nel pomeriggio di domenica 9 novembre, Mercalli, con il suo immancabile papillon, versione autunnale, intervistato da Marino Ruzzenenti, scrittore e ambientalista che per primo ha sollevato la questione “Caffaro” nel bresciano, con schiettezza e chiarezza ha fatto il punto della situazione.

«Se mi chiamassi Matteo di nome -ha esordito provocatoriamente- tapperei le falle di una nave che sta già facendo acqua, butterei il superfluo e terrei il necessario». Metafore a parte, la situazione italiana non sembra lasciare molte alternative: viviamo in un territorio non troppo ricco di materie prime, ci troviamo a fare i conti con l’eredità del boom economico, ovvero montagne di rifiuti da smaltire e conduciamo un tenore di vita quattro volte superiore alle nostre possibilità.

Partendo dal suo libro “Prepariamoci a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza…e forse più felicità”, Mercalli non manca di sottolineare come la chiave per una vita più sostenibile sia considerare il guadagno in termini di risparmio, riqualificare quello che già c’è nel campo dell’edilizia, rivedere le proprie priorità, perché il mondo ci chiede di salvare ciò che davvero è importante. Cibo, casa, sanità pubblica, cultura e istruzione, vestiario, informazione, mobilità e comunicazione: è una questione di priorità.

La felicità che ruolo ha in tutto questo? È necessario ritrovare il tempo per se stessi e smettere di «correre come criceti impazziti per poi magari alla fine ritrovarsi a stringere un pugno di mosche», smettere insomma di giustificare la nostra folle corsa senza meta con il lavoro. L’imperativo è categorico «o riduci o affondi, quella rotta lì non la puoi più percorrere». Situazioni sbagliate e vecchi problemi ne stanno generando di nuovi. Mercalli chiude il suo intervento annunciando che attorno alla fine di febbraio su Rai Tre in prima serata andrà in onda per sei puntate un programma interamente dedicato a questi argomenti. Buona visione.

Angela Garbelli

 
 
Gennaio 2015

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