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Lecco: 20 anni di Piedibus

Un compleanno in cui il tema della “città 30” e della sicurezza stradale è più che mai presente

Quest’anno il progetto Piedibus del Comune di Lecco, compie vent’anni, una pietra miliare per il progetto finanziato dall’Assessorato Ambiente e Mobilità del Comune di Lecco e gestito dal Settore Educazione di Legambiente Lecco, che ha l’obiettivo di incidere sui problemi della mobilità, dell’inquinamento dell’aria e del traffico in città, coinvolgendo gratuitamente genitori e bambini negli spostamenti casa-scuola senza uso delle auto.

Sempre più negli scorsi mesi, si è infatti fatto avanti in tutta Italia il tema della mobilità sostenibile e delle “città 30”. All’inizio dell’anno, diverse associazioni per l’ambiente e la sicurezza stradale hanno scritto al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti chiedendo un incontro in merito alla sicurezza stradale: è necessario ridisegnare gli spazi e ridurre la velocità, per metter freno sia all’inquinamento da smog che alla violenza stradale.

Con il documento “Città 30 subito”, Fiab, Kyoto Club, Fondazione Michele Scarponi, Amodo, Clean Cities Campaign e Legambiente chiedono infatti l’inversione generalizzata della regola nella disciplina dei limiti massimi di velocità all’interno dei centri abitati, ovvero che i 30 km/h diventino la norma, piuttosto che l’eccezione, “salvo alcuni assi di scorrimento veicolare a 50 km/h”. Le associazioni sostengono: “il bene vita, messo ogni giorno a repentaglio sulle strade urbane, può essere salvaguardato solo attraverso nuove politiche più rapide ed efficaci, in grado di cambiare le città, le strade, il sistema della mobilità, gli stili di vita e di guida, per fermare crisi climatica e strage stradale”. II progetto Piedibus della città di Lecco mette di fatto in atto questo cambiamento con le sue 25 Linee, circa 495 bambini iscritti e 195 accompagnatori volontari che ogni giorno vanno a scuola a piedi.

Questa “carovana di bambini” non solo ogni giorno si muove risparmiando alla città chili di CO2 in emissioni, ma impara anche a muoversi nel traffico, a conoscere il proprio quartiere, apprezzare l’andare a piedi, collaborare con altri sentendosi parte di una comunità. Come sostengono le associazioni: “L’automobile privata non è il mezzo più veloce e affidabile nei centri urbani, solo con l’intermodalità tra i vari mezzi di trasporto, quali trasporto pubblico urbano, sharing e mobilità attiva, si potrà ottenere una riduzione del tasso di motorizzazione di cui l’Italia detiene primato europeo con relativa congestione del traffico, difficoltà negli spostamenti e aumento degli agenti inquinanti, oggetto spesso di procedure di infrazione da parte dell’Europa”.

Nessuno lo sa meglio delle bambine e bambini cresciuti col Piedibus, che dal 2003 fino ad oggi ha fatto percorrere a piedi 740.053 km e, secondo dati del progetto stesso, ha permesso di diminuire l’inquinamento atmosferico, risparmiando sull’emissione di circa 94.241 kg di CO2, continuando a dimostrarsi un validissimo attore della mobilità sostenibile.

Selene Mosti

Maggio 2023

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