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Giustizia climatica, la prima Accademia per ambasciatori

Il 5 e 6 giugno ad Alzano Lombardo, l’istituto Rita Levi Montalcini ha coinvolto 85 ragazzi e ragazze di 9 istituti della Provincia

Nelle giornate del 5 e del 6 giugno 2021 - dopo più di un anno di paziente, vigile e operosa attesa - tra le ore 9 e le ore 18 presso l'istituto comprensivo Rita Levi Montacini di Alzano Lombardo - si è tenuta la prima "Accademia per gli ambasciatori della Giustizia climatica" organizzata da una scuola in Lombardia, in collaborazione con l'associazione Plant for the planet fondata da Felix Finkbeiner, il ragazzo che piantava gli alberi. Durante le due giornate, 85 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni (45 dell'istituto comprensivo di Alzano Lombardo al sabato e 40 provenienti da altri 8 istituti della provincia alla domenica) hanno partecipato ad una serie di attività - sia laboratoriali che didattiche che esperienziali - attraverso le quali si sono formati per diventare Ambasciatori della giustizia Climatica.

Lo schema delle due giornate era simile. Dopo il triage e l’accoglienza, il primo modulo di lavoro si chiamava World Game. A ragazze e ragazzi sono stati consegnati delle carte d’identità per provare a rinascere con l’identità di persone di tutto il mondo. Così, tutti insieme si è ragionato un po’ sulla distribuzione della popolazione sul pianeta, sull’uso delle risorse e sull’impatto ambientale del nostro stile di vita di persone di paesi sviluppati. In particolare sull’impronta idrica e ambientale del nostro modo di mangiare. Il passo successivo è stato quello di mangiare insieme. Un ragazzo rappresentava la persona più ricca del mondo e aveva cibo talmente abbondante da non vedere la tovaglia del tavolo a cui era stato invitato a sedersi. Soltanto tre ragazzi erano ricchi e sedevano a un tavolo con qualche vassoio di pane e nutella e succo. Gli altri 40/42 ragazzi, seduti a terra, hanno ricevuto anch’essi la loro merenda: una o due noccioline a seconda che fossero poverissimi o soltanto poveri (1,50 euro al giorno). Per intenderci, qualcuno era entrato nei panni di un bambino poverissimo costretto a vivere legato al telaio con cui tesse i tappeti (ci ricordiamo tutti di Iqbal) mentre qualcun altro era un conducente di risciò o una sposa bambina o una badante russa che per lavorare è dovuta venire in Italia lasciando i propri figli coi nonni. La persona più ricca del mondo non è riuscita a mangiare tutto così il cibo avanzato è stato gettato in un bidone proprio davanti agli occhi di chi aveva ricevuto solo una nocciolina.

Le emozioni dei ragazzi sono state intense: qualcuno avrebbe voluto prendere le armi, qualcun altro avrebbe voluto migrare, tutti provavano invidia e rabbia. E sapevano di avere molta fame e di trovarsi in una situazione profondamente ingiusta. Dopo un modulo dedicato alla crisi climatica e un altro dedicato all’arte della retorica, vi è stata la parte più attiva e operativa.

Primo. Ci si è recati al campo messo a disposizione dal Comune di Alzano per mettere a dimora i 5 pioppi regalati all’Accademia dalla Seriana Verde e i 9 noccioli con cui si vuole creare un rigoglioso noccioleto. E’ stato così inaugurato il Boschetto dell’Accademia al confine tra Alzano e Nembro.

Secondo. I ragazzi suddivisi a gruppi hanno elaborato delle proposte concrete e realizzabili per migliorare l’impatto climatico della scuola e del comune e le hanno presentate ai dirigenti scolastici, ai sindaci o agli assessori dei loro comuni che hanno accettato di dedicare loro due ore del loro tempo festivo. Le idee sono state tante. Alcune possono sembrare troppo semplici, ma sicuramente tutte ci mostrano teste e cuori in fermento. Dal migliorare la raccolta differenziata a scuola rendendo più chiare le indicazioni sui bidoni in ogni classe (come ad Alzano già è stato fatto nell’ambito del progetto Green School) al promuovere il consumo di merende plastic-free. Dal piantare alberi al raccogliere fondi per farne piantare in luoghi desertificati. Dal raccogliere l’acqua piovana all’avere una pagina sul notiziario comunale con la quale sensibilizzare la cittadinanza al problema.

La giornata si è conclusa con un gesto simbolico: i ragazzi - dopo aver ricevuto il loro diploma di ambasciatori della giustizia climatica - hanno messo davanti alla bocca degli adulti una mano con riportato lo slogan: “Stop talking, start planting!”. Le parole non servono a nulla se non sono accompagnate da azioni concrete. Ora è giunto il tempo di agire. Ora tutto inizia.

Luglio 2021

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