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Ecco il grattacielo che mangia CO2

Ecco il grattacielo che mangia CO2

Biotic Arch, una struttura verticale per combattere l’inquinamento di Taiwan

Un grattacielo a zero emissioni di CO2, rivestito da verde verticale che “mangia” l’anidride carbonica della città. È il progetto futuristico di Vincent Callebaut Architects a Taiwan, che coniuga tecnologia e natura. È ormai sotto gli occhi di tutti l’irrefrenabile sviluppo che da numerosi anni coinvolge la Cina, una delle maggiori potenze economiche mondiali. Ciò rappresenta al contempo la maggiore causa d’inquinamento che repentinamente sta soffocando l’ecosistema del continente asiatico e non solo.

Proprio dalla presa di coscienza di questo fenomeno, nasce l’avanguardistica idea di Vincent Callebaut di unire tecnologia e natura all’interno della città di Taichung a Taiwan. L’intenzione dell’architetto francese è di ergere un enorme grattacielo a emissione zero all’interno della città. Si chiamerà Biotic Arch e apparirà come un grande cespuglio all’interno della metropoli.

Come da progetto, la struttura esterna sarà completamente rivestita da giardini verticali, che nascondono l’apparato ultratecnologico dell’edificio. Il Biotic Arch sarà una struttura a zero emissioni di anidride carbonica, grazie all’ingegnosità e all’efficienza degli impianti inseriti all’interno del grattacielo, i quali sfrutteranno le principali fonti rinnovabili (solare, eolico e biomasse). Il vero elemento innovativo, però, è l’ulteriore utilizzo che Callebaut ha pensato per i grandi “impianti verdi” di rivestimento. Infatti, grazie ai giardini verticali la torre riuscirà a immagazzinare buone quantità di anidride carbonica, presente in eccessiva quantità. Il binomio tecnologia-natura è forse la risposta più efficace alle esigenze contemporanee e Vincent Callebaut sembra averlo capito.

VetiVertical City. Il progetto italiano per limitare l’inquinamento di Shangai
Un grattacielo per purificare l’aria e risparmiare acqua utilizzando la pianta tropicale di Vetiver
È la proposta di un giovane architetto italiano

L’elevata emissione di CO2 è un problema che tocca gran parte delle città del nostro pianeta. In particolare in Cina, la città di Shangai detiene il primato come una delle città più inquinate. Inoltre, circa l’80% dell’acqua proviene dal fiume Huangpu, uno dei più inquinati al mondo. Il fiume trasporta sostanze inquinanti come cloro, azoto, fosforo e metalli pesanti per tutta la città, costringendo molti cittadini all’acquisto di acqua in bottiglia.

Per questo motivo un giovane architetto italiano, Eugenio Aglietti, ha ideato una proposta per limitare l’inquinamento urbano, attraverso la purificazione dell’aria e il risparmio dell’acqua. Il progetto VetiVertical City consiste in un grattacielo trasformato in giardino verticale e ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020, sfruttando le proprietà della pianta di Vetiver. Il “Chrysopogon zizanioides”, suo nome scientifico, è una pianta dalle caratteristiche uniche. Il Vetiver, infatti, ha proprietà naturali incredibili, tanto da essere stato soprannominato dai biologi “la pianta del miracolo”. I suoi impieghi sono svariati: dall’industria farmaceutica e di bellezza all’ingegneria naturalistica, per riabilitare il suolo per le coltivazioni, purificare l’acqua, combattere l’inquinamento e prevenire i danni delle tempeste. Il suo uso è controllato secondo il Sistema Vetiver (VS) sin dagli anni ’80 e, grazie alla sua capacità di adattamento alle diverse condizioni climatiche, può essere piantata pressoché ovunque nel mondo.

Sono proprio le sue radici fini e penetranti che costituiscono il vero segreto di questa pianta. Queste vengono usate, ad esempio, come filtri assorbenti dei metalli pesanti, garantendo una loro trasformazione pari all’80-90% in sostanze nutritive, dopo circa 72 ore. Il sistema Vetiver, inoltre, ha un grande potenziale per l’assorbimento atmosferico di biossido di carbonio. Secondo alcuni ricercatori del CIAT (Centro Internazionale per l’Agricoltura Tropicale) la pianta è in grado di assorbire circa 5,3 Kg di CO2 per metro quadrato in un anno. Il progetto VetiVertical City immagina un grattacielo di 410 metri di altezza, collocato nel cuore di Shanghai, tra il distretto di Luwan e il fiume Huangpu, che s’innalza come una sorta di montagna artificiale a formare la facciata sud dell’edificio che accoglie 280 mila piante di vetiver.

Tutte le piante sono collegate ad un duplice sistema di condotti che consente di trasferire le acque reflue e le acque piovane fino alle piante di Vetiver, dove vengono purificate e depurate per essere poi reimmesse nella rete domestica. Le proprietà “magiche” del Vetiver serviranno poi per assorbire il biossido di carbonio contenuto nell’aria dimezzando i livelli di inquinamento della città. Il grattacielo è suddiviso in terrazze, che mantengono una pendenza massima di 47 gradi, superata la quale le piante di Vetiver potrebbero riscontrare problemi di crescita e irraggiamento.

Oltre a non pesare sull’ambiente, VetiVertical City non rappresenterebbe nemmeno un problema a livello economico, essendo meno costoso dei tradizionali sistemi ingegneristici di purificazione. Pertanto, la capacità di adattamento delle piante di Vetiver rende il progetto applicabile a qualunque tipo di struttura e di condizione sociale, indipendentemente dalla risorse economiche del paese ospitante.

Gennaio 2013

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