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Primo presidio Slow Food in Albania

Primo presidio Slow Food in Albania

Dove i bunker diventano coccinelle

Abbandonata la strada principale, quella che collega Scutari, città a nord dell’Albania, con la capitale Tirana, s’imbocca una via che conduce nel villaggio di Fishte, nel distretto della città di Lezha. Percorrendo pochi chilometri di curve non proprio dolci, si possono ammirare terre rosse, ulivi secolari e un piccolo laghetto immerso nel verde. Un paesaggio bucolico e bellissimo, dove non è raro imbattersi in greggi di pecore, capre o mucche che attraversano la carreggiata, padrone indiscusse di questo angolo di paradiso. Lungo la strada incrociamo di tanto in tanto auto straniere o targate Tirana, tutte dirette verso l’agriturismo di Altin Prenga, che è anche la nostra meta. Cittadino albanese, ma con un marcato accento trentino, Altin, dopo aver trascorso un periodo in Italia svolgendo diverse mansioni quali lavapiatti in un ristorante stellato, collaboratore in aziende gastronomiche e infine gestore di un agriturismo, è rientrato nel suo Paese, ottenendo in poco tempo soddisfazioni e successo.

L’agriturismo “Mrizi i Zanave”, che in italiano si potrebbe tradurre in “L’ombra delle Fate”, è stato il primo in tutta l’Albania a ottenere il presidio Slow Food: un fenomeno nuovo, al quale sono stati dedicati diversi articoli pubblicati su giornali e riviste, albanesi e non solo. Altin, nel ruolo di portatore della rivoluzione nel campo della cucina e del panorama gastronomico del territorio, è stato protagonista di documentari e programmi televisivi, tra cui la puntata di Linea Verde “Albania: l’alba di un nuovo giorno”, andata in onda domenica 09 novembre 2014. La scelta del luogo suggestivo e immerso nella natura è stata determinante per decretarne il successo. La struttura è semplice ma unica nel suo genere in tutto il Paese, come la bontà e la genuinità dei piatti, preparati dal fratello di Altin. L’avvio dell’agriturismo “Mrizi i Zanave” ha permesso inoltre lo sviluppo della zona circostante, offrendo opportunità lavorative ai suoi abitanti.

Legati alla tradizione, Altin e il fratello cuoco hanno scelto di proporre piatti tradizionali realizzati con prodotti tipici del territorio: una cucina povera ma ricca di gusto, riscoperta dagli stessi albanesi che qui vengono a soggiornare. Il menù è molto vario e viene aggiornato frequentemente in base ai prodotti della terra: le materie prime sono biologiche al 100%. Anche la carta dei vini è ricca di proposte interessanti: oltre alle etichette italiane, Altin promuove il Kallmet, vino autoctono albanese, sbarcato nel 2013 anche al Vinitaly, il Salone internazionale del vino di Verona.

Frequentato da ambasciatori, politici e personaggi del mondo dello spettacolo, questo agriturismo rappresenta quello che molti migranti sono in grado di fare: rientrare nel proprio Paese come soggetti attivamente capaci di promuovere iniziative di sviluppo e sfruttare il turismo come volano per una crescita economica attenta all’ambiente e al proprio territorio, come mostrato nel video presentato dal progetto CELIM “Shqiperia Nesër” (Albania domani) al quale Altin ha partecipato. “Mrizi i Zanave” è un luogo dove i bunker si trasformano in coccinelle, per divertire i bambini, ma anche i grandi; è l’immagine di un’Albania nuova, in grado di coniugare tradizione e modernità, di affascinare residenti e stranieri, ma soprattutto di produrre, in maniera sostenibile e nel totale rispetto del territorio circostante.

Per informazioni maggiori informazioni, consultate il sito www.mrizizanave.com

Elena Pagani

Febbraio 2015

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