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Mirko Isnenghi

Mirko Isnenghi

Lista civica Rinasce Bergamo

Nato ad Alzano Lombardo nel 1954, Mirko Isnenghi si è diplomato in Ragioneria nel 1974, in Ottica nel 1979 e in Optometria nel 1981. È commerciante d’Ottica a Bergamo e gestisce con la figlia l’Istituto Ottico Isnenghi di via Torquato Tasso. Dal 1980 è iscritto al “Partito Liberale Italiano”. Si è poi iscritto a “Forza Italia” prima e al “Popolo della Libertà” poi. Ha coperto diverse funzioni pubbliche: già membro della Commissione della Biblioteca Caversazzi di Bergamo e del consiglio d’amministrazione dell’Istituto Musicale Donizetti; è Consigliere e Presidente della Prima Circoscrizione del Comune di Bergamo. Ha scelto di scendere in politica due anni fa e ritiene che solo l’unità d’intenti di tutti i cittadini possa favorire un nuovo “Rinascimento”. Proprio per questo ha fondato la lista Rinasce Bergamo. È un amante della musica lirica, della classica e del jazz, ma è anche un appassionato di libri e di pittura. Mirko Isnenghi è pronipote del garibaldino Enrico Isnenghi, il quale si stabilì a Bergamo dopo la spedizione dei Mille e aprì un negozio di orologiaio. È inoltre nipote diretto di Guido Isnenghi, stimato botanico e uno dei fondatori dell’orto botanico di Città Alta.

Come mai ha deciso di candidarsi?

Né il centro destra, né il centrosinistra hanno la capacità di risollevare Bergamo. Sono i cittadini che devono scendere in campo. E così ho fatto, decidendo di prendere parte a queste amministrative. Non credo alle candidature dell’ultimo minuto, a chi deve essere pregato come se stesse facendo un favore o a chi ha dubbi, perché vuol dire che sa di non aver lavorato bene. La città deve essere il primo interesse.

Ci presenti la sua squadra

Non solo una squadra di cittadini, ma anche la giunta degli assessori è già pronta, perché l’elettore deve votare una squadra fatta di persone, non di titoli o di età. Chi vota Isnenghi vota direttamente un gruppo di persone. Il nostro unico interesse è il nostro programma.

Quali sono i punti principali del programma?

Sono 7 punti che stanno su un foglio A4. Perché in una società in continua evoluzione come quella attuale non ha senso proporre programmi statici di 5 anni. Anche noi abbiamo dei punti fermi, ma la flessibilità è il nostro punto di forza.

Quali sono questi punti fermi?

Innanzitutto favorire il ringiovanimento della popolazione, agevolando l’acquisto della casa in città per le giovani coppie, organizzando un sistema di collaborazione tra giovani e anziani, sia per quanto riguarda l’ospitalità di studenti in casa degli anziani, sia con la creazione di spazi di studio e di pratica per i giovani nei centri anziani. Per anziani e diversamente abili invece il comune dovrà allestire un servizio, convenzionato con gli artigiani che aderiscono al progetto, in grado di fornire assistenza veloce, sicura e affidabile per qualsiasi necessità: cambiare una lampadina o sturare il lavandino. Le città dovranno fare sempre più affidamento sui volontari e sull’associazionismo: anche per la gestione dei parchi. È inutile creare parchi a poi lasciarli all’abbandono.

E per quanto riguarda la mobilità sostenibile?

Il costo della benzina sempre più alto renderà sempre più sconveniente l’utilizzo dei mezzi privati, allo stesso tempo però renderà più costosi anche quelli pubblici, che già oggi a Bergamo sono inefficienti. Un tapis roulant coperto da pannelli solari rappresenta l’alternativa agli autobus, una tecnologia ormai superata. Inutile parlare dei costi, perché non è sui costi che si decidono le cose da fare, ma sulle necessità.
Rendere più accessibile Città Alta, sostituire una delle due funicolari con una scala mobile gratuita attiva 24h su 24, e sostituire tutta l’illuminazione con quella a led e, dove serve poco, a fotocellule.

Cosa salva della giunta Tentorio?

L’unico pregio della Giunta Tentorio è quello che non ha fatto: non ha avuto i soldi per la risalita in Città Alta con ascensore in via porta Dipinta e la mancata ristrutturazione del Donizetti, 18 milioni di euro è una cifra davvero eccessiva. Tentorio ha fatto bene il ragioniere ma non il Sindaco. Un sindaco deve far vivere la città, portare idee, arricchirla dal punto di vista culturale oltre che economico. Tentorio invece ha messo il commercio in ginocchio, senza considerare gli effetti già devastanti della crisi.

Quindi quali sono i vostri obiettivi se verrete eletti?

Bergamo è una città morta, che deve rinascere. Questo è l’obiettivo di “Rinasce Bergamo”. La nostra ambizione è vincere, anche se sappiamo che è difficile. Ma in caso di ballottaggio appoggeremo chi sosterrà il nostro programma, a noi interessano le idee.

La prima iniziativa che fareste?

Creare una vera squadra tra la giunta, i dipendenti pubblici e i funzionari, perché il sindaco e la giunta portano le idee ma sono i tecnici e i funzionari a doverle mettere in pratica.

Come si descriverebbe gli elettori?

Sono schietto, diretto, non ho peli sulla lingua, ma so anche rinunciare. Se non posso realizzare il programma della mia lista non ha senso che continui. A differenza dei rappresentanti dei partiti e delle coalizioni, io non ho vincoli, posso lasciare. Sono sempre stato libero e liberale.

Maggio 2014

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