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Light is Life: L’arte illumina Bergamo e Brescia

Folla di pubblico per lo spettacolare evento immersivo organizzato da A2A in occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura

Ben 27 installazioni luminose, opere d’arte visiva ideate da 17 artisti di fama internazionale in un percorso attraverso i centri storici di Brescia e Bergamo: nel mese di febbraio 2023, dapprima a Brescia e dalla settimana successiva a Bergamo, le due città Capitale Italiana della Cultura hanno proposto “Light is life”, un evento artistico eccezionale, come eccezionale è l’anno in questione. All’insegna della “Città illuminata” - motto che riassume tutti gli eventi culturali 2023 - monumenti, piazze e palazzi dei due capoluoghi si sono realmente illuminati di arte visiva e sonora, con luci ed effetti cromatici sensazionali e spettacolari, ispiratori di messaggi, di emozioni e di bellezza.

La Festa delle Luci, oltre al valore artistico che trasforma in gallerie a cielo aperto gli scrigni storici delle due città, sono improntati anche alla solidarietà e alla sostenibilità: come nella mission di A2A, organizzatore di tutta l’iniziativa, l’energia utilizzata non poteva che provenire da fonti rinnovabili, unendo quest’aspetto a molti spunti e consigli per ridurre e ottimizzare i nostri consumi energetici. A questo primo aspetto se ne aggiunge un altro di stampo sociale, attraverso il sostegno al Banco dell’energia, da anni impegnato a contrastare la povertà energetica in Italia. A2A dona alla Fondazione Banco dell’energia una somma equivalente al volume di energia utilizzata per illuminare la manifestazione, oltre alle donazioni raccolte tramite l’iniziativa “Adotta un’opera”, la vendita di merchandising e il saltafila del Castello di Brescia. I fondi raccolti permetteranno di supportare progetti destinati alle famiglie di Bergamo e Brescia in difficoltà.

Venerdì 10 febbraio l’evento è stato inaugurato in piazza della Loggia a Brescia, con un percorso di 15 installazioni visitabili per 2 settimane, concentrate soprattutto nel Castello, alla presenza del campione olimpionico Marcell Jacobs. Il venerdì successivo è stato il turno dell’inaugurazione di Bergamo, in piazza Vecchia, con un percorso di 12 opere in un itinerario distribuito tra diverse location di Città Alta, con la presentazione di Neri Marcorè e la performance del Coro del Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo. Entrambi gli Opening hanno visto l’intervento dei Sindaci Giorgio Gori ed Emilio Del Bono, dei rispettivi assessori alla Cultura, Nadia Ghisalberti e Laura Castelletti, e per il Gruppo A2A del Presidente Marco Patuano e dell’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini.

La direzione artistica del festival è stata affidata ad Angelo Bonello, light artist di fama mondiale e fondatore di Kitonb Creative Studio, e Pam Toonen, che vanta una preziosa collaborazione con LAC – Light Art Collection, parte della Amsterdam Light Festival Foundation che dal 2012 progetta e realizza festival delle luci in tutto il mondo.

Light is Life a Brescia

A Brescia l’evento, organizzato in collaborazione con il Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei e ispirato all’esperienza di successo di Cidneon (il festival di light art organizzato del Comitato Amici del Cidneon nel triennio 2017–2019), ha coinvolto in primo luogo Piazza della Loggia, una delle principali piazze della città, dove un suggestivo 3D mapping ha animato Palazzo della Loggia per tutta la durata della manifestazione. Il festival ha coinvolto anche il Capitolium, il tempio romano situato in Via dei Musei, il decumano massimo dell’antica Brixia romana. Al Capitolium era collocata la prima opera di luce: una scultura ispirata alla celebre Vittoria Alata, rivisitata in chiave contemporanea, appositamente studiata per creare un dialogo di contrasti con le architetture classiche del luogo.

Il vero cuore dell’evento è stato il Castello, fortificazione di origine medievale, arroccata sul colle Cidneo, a ridosso del centro storico. All’interno dell’area del Castello si poteva entrare in un mondo fantastico, onirico, dove la luce e i colori sono protagonisti indiscussi della notte. Tra le opere che animavano il Cidneo l’installazione “Hello Goodbye” di Marco Lodola, uno degli artisti contemporanei italiani più celebri e influenti, nonché uno dei fondatori e dei maggiori esponenti del Movimento del Nuovo Futurismo. Il Castello ha accolto anche “Storie di luce”, un progetto corale di opere luminose dagli studenti delle Accademie d’Arte delle città – SantaGiulia e LABA, in collaborazione con l’associazione culturale Cieli Vibranti – sul tema “Risorgimento: una storia comune”. Il Risorgimento era inteso in questa occasione non soltanto come periodo storico, ma anche come metafora della resilienza e della rinascita dei due territori. Gli studenti inoltre hanno raccolto alcune testimonianze vocali che andranno a costituire l’opera “Le cose che non si possono dimenticare”.

Nel cortile del mastio è stata allestita l’opera “Remembering a Brave New World” dell’artista britannica Chila Kumari Burman, una straordinaria installazione site-specific in technicolor con un chiaro richiamo alla mitologia, a Bollywood, al femminismo radicale, all’attivismo politico e ai ricordi di famiglia. Angelo Bonello, direttore artistico dell’intero festival, ha portato a Brescia altre due opere: “Big ballerina”, una ballerina classica intesa come icona di bellezza ed eleganza esteriore, ma anche emblema della dura disciplina necessaria per avvicinarsi a un ideale di perfezione che costa sacrificio, e “Run Beyond”, un’opera che, attraverso le sagome luminose di un uomo che si prepara a spiccare un salto, invita gli osservatori a superare i propri limiti e ad abbracciare con fiducia ogni sfida.

La luce ha toccato anche il Termoutilizzatore di A2A: la sua torre dalla riconoscibile colorazione azzurra cangiante, progettata negli anni ’90 da Jorrit Tornqvist, è stata valorizzata da un’illuminazione artistica caratterizzata dai forti toni blu.

Light is Life a Bergamo

A Bergamo protagonista di Light is Life è stata Città Alta, attraverso un percorso che partendo da Piazza della Cittadella aveva termine a Palazzo Moroni, toccando alcuni dei principali e più suggestivi luoghi culturali. Lungo questo percorso si possono ammirare 12 installazioni luminose.

Superata piazza della Cittadella e passando attraverso Piazza Mascheroni, il pubblico raggiungeva la Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti. Nel Chiostro Maggiore è stata allestita “Traffic”, scultura mobile di Ivan Navarro, artista cileno che realizza installazioni luminose che riportano al valore simbolico e sociale dell’energia e della luce. Nel Chiostro Minore della stessa Biblioteca si trovava invece l’emblematica “The time machine” di Federica Marangoni, una clessidra dorata alta tre metri che riflette sul concetto di tempo: un oggetto vitale ed effimero, celebrativo della vita stessa. Ivan Navarro è autore di una seconda installazione, “Bed”, che richiama le fattezze di un pozzo. La collocazione nel Tempietto di Santa Croce è stata ideale per la presenza, al piano inferiore della piccola cappella, dell’antica fonte battesimale della Basilica. L’opera, dialogando idealmente con la sorgente sottostante, si è trasformata in una rivisitazione contemporanea della fonte.

Attraversando Piazza Vecchia ci si ritrovava immersi in un suggestivo 3D mapping omaggio alla cultura del territorio, proiettato sulla facciata principale di Palazzo Nuovo, sede della Biblioteca Civica Angelo Mai. Nel Chiostro Maggiore del convento di San Francesco era allestita l’opera “Frame Perspective”, dell’artista francese Oliver Ratsi, ideata per immergere il visitatore in un ambiente fluttuante, che collega le tecnologie digitali con gli spazi fisici. Infine la Rocca è stata illuminata da diverse opere, tra cui una seconda installazione di Federica Marangoni, “Go Up”, realizzata in cracked tube neon, un tubo che produce un effetto visivo di continua scarica elettrica, come quello di un fulmine. Dalla scala, alta più di 12 metri, emergeva la scritta Go Up: un invito a non fermarsi di fronte alle sfide della vita. La Rocca, inoltre, ha accolto “Storie di luce”. Come per Brescia, si tratta di un progetto corale di opere luminose, realizzate in questo caso dagli studenti dell’Accademia d’Arte Carrara.

Infine fuori dal centro città, la Torre dei Venti, uno dei simboli di Bergamo, dal 2010 dichiarata bene di interesse storico artistico e culturale, è diventata un segno distintivo della Festa: l’illuminazione architetturale di grande impatto visivo ha rappresentato simbolicamente il faro del progresso, di cui la città è da sempre protagonista.

Marzo 2023

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