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La farmacia dei servizi al servizio dei cittadini

Primavera 2022: facciamo rinascere la sanità per i pazienti con le farmacie quale presidio sanitario diffuso e vicino alle persone

Ogni anno torna la primavera, ogni anno riviviamo la magia della rinascita: le giornate tornano ad allungarsi, i prati tornano a colorarsi di verde, sbocciano i fiori, germogliano gli alberi, le rondini volano nel cielo e gli uccellini tornano a cinguettare, tutta la natura sembra rimettersi in moto e rinascere davvero a nuova vita! No, non siamo in un racconto fantastico e nemmeno tra le pagine di un bellissimo cartone animato ambientato nel magico mondo delle fate, tutte intente a far rinascere la primavera! Siamo nella vita reale e, per quanto possiamo sforzarci, non possiamo evitare di confrontarci con quanto è iniziato ormai quasi due anni fa e che probabilmente ci accompagnerà ancora per un po’. In questa sede però non voglio parlare strettamente di Covid; l’arrivo della primavera potrebbe consentirci di affrontare una serie di tematiche che ciclicamente si accompagnano a questa stagione dell’anno, dalla cosiddetta “sindrome da primavera” (quella strana stanchezza che spesso si avverte in questo tempo) alle allergie legate alle fioriture, fino alle problematiche causate dalla sindrome da reflusso gastroesofageo che vive, in questo periodo, una delle sue cicliche riacutizzazioni. Credo però che questa primavera 2022 possa e debba essere per tutti noi una ripartenza ancora più ampia e significativa: oggi vorrei parlare di ciò che come farmacisti osserviamo e viviamo lavorando tutti i giorni a contatto con la gente, con la sanità e con i problemi di salute della nostra società: riportiamo i pazienti al centro!

Oltre il Covid

Già un anno fa, sull’onda dell’allarme lanciato dalle autorità sanitarie e coerentemente con quanto pubblicato da Federfarma in seguito ai report sulle prescrizioni di terapie per malattie e disturbi cronici, scrissi un articolo che iniziava più o meno così: “riportiamo il paziente, con i suoi problemi di salute, cronici o acuti che siano, al centro dell’attenzione.”. Il senso di ciò che scrivevo era che, dopo alcuni mesi di totale sbandamento, con sostanziale chiusura dei centri ospedalieri e degli ambulatori dei medici, giustificato dalla situazione di emergenza senza precedenti in cui ci siamo trovati, era necessario ritrovare il focus su tutti i pazienti e su tutte le problematiche di salute, sia che si trattasse di eventi acuti, sia che si trattasse di problemi cronici, destinati inevitabilmente a peggiorare se non adeguatamente controllati e seguiti.

Purtroppo non siamo ancora tornati a regime e credo che molti di noi abbiano avuto modo di conoscere storie in cui le difficoltà di trovare posti liberi per visite, esami, ricoveri o interventi, hanno causato disagi molto seri ai pazienti: non mi permetto di entrare nel merito della questione esprimendo un giudizio su qualcosa che non vivo, non gestisco e non conosco; posso però osservare quanto l’attenzione generale sia ancora troppo condizionata unidirezionalmente da tutto quanto attiene al Covid. Negli ultimi anni la sanità si è concentrata sempre più sulla pianificazione, l’elaborazione e la realizzazione di strategie preventive: obiettivo chiaro è ridurre l’incidenza di nuove patologie croniche (soprattutto in stadio avanzato, con ovvie conseguenze potenzialmente pesanti sia per il paziente che per il sistema sanitario che poi se ne deve fare carico); in altre parole monitorare lo stato di salute dei cittadini con campagne di screening e controllo (diabete, ipertensione, cuore, circolazione, osteoporosi, sono solo alcuni degli esempi più noti e ancora diffusi) serve essenzialmente ad intercettare potenziali individui a rischio e sottoporli a controlli più approfonditi, prima che i segnali di allarme possano creare una condizione pericolosa.

La farmacia dei servizi

Da molti anni anche la farmacia ha intrapreso un percorso evolutivo per plasmarsi in modo da non essere solo un punto di distribuzione di farmaci e presidi sanitari, bensì un vero e proprio primo punto di riferimento sul territorio dove poter monitorare il proprio stato di salute attraverso una serie di servizi di screening, alcuni eseguiti in modo diretto, altri in collaborazione con le ATS locali: la farmacia dei servizi al servizio dei cittadini. Una stretta collaborazione tra tutti gli organi del sistema sanitario dovrebbe quindi diventare un efficiente network all’interno del quale l’individuo venga seguito e accompagnato nel decorso della sua malattia, mettendo in atto tutte le strategie possibili per evitare che lo stato di salute possa degenerare e portare a conseguenze pesanti.

Il punto cruciale intorno a cui ruota questa idea è l’attenzione al paziente cronico e alla cronicità in generale, a partire dalle strategie preventive, volte ad intercettare le patologie croniche prima che diventino invalidanti, fino alla verifica dell’aderenza terapeutica da parte del paziente.

In cosa consiste la farmacia dei servizi? In che senso si pone come presidio per la tutela della salute? Sono queste le principali domande che sorgono dinanzi a questo progetto. Il principio ispiratore è quello di fare in modo che il paziente si senta sempre accompagnato per mano durante la cura, sia essa cronica a lungo termine oppure di breve periodo, da parte non solo del medico di base, figura di insostituibile riferimento cui il farmacista si vuole semplicemente affiancare come supporto professionalmente qualificato, ma anche del farmacista di fiducia, che dovrà avere l’onere di verificare che il paziente si attenga correttamente nei tempi e nei modi alle terapie prescritte. A completamento della parte riguardante le terapie prescritte, il modello della farmacia dei servizi prevede che sia un polo dove poter trovare prestazioni di prima necessità rapidamente e facilmente accessibili.

Tabella di rischio

Se fare prevenzione significa provare a ridurre l’impatto di alcuni elementi che possono determinare la comparsa di una alterazione del corretto funzionamento dell’organismo, allora fare prevenzione significa sostanzialmente prendersi cura di sé. È chiaro che il fattore-tempo in ambito preventivo è fondamentale: più precocemente si evidenziano eventuali scostamenti dalla condizione ideale e maggiori sono le possibilità di successo nel ridurre i rischi per la salute. Come noto, tra i vari ambiti di interesse sanitario, probabilmente la sfera cardiovascolare è ancora quella in cui le farmacie possono giocare un ruolo più importante nell’ottica di supportare il cittadino nelle strategie di prevenzione. Senza addentrarci in modo specifico nella questione, potremmo brevemente ricordare che negli anni le autorità competenti hanno stilato una tabella dei fattori di rischio, suddivisi in fattori non modificabili (legati alla genetica e alla familiarità di ciascuno) e fattori modificabili (riconducibili ad abitudini di vita e parametri di salute).

In riferimento ai fattori modificabili (Pressione, Colesterolo, Peso, Diabete,….), la farmacia dei servizi può giocare un ruolo molto utile:

  • apparecchiature per le autoanalisi sempre più sofisticate ed affidabili sono oggi a disposizione quotidianamente dei clienti delle farmacie per consentire un controllo costante di questi parametri.
  • Per quanto riguarda la misurazione della pressione arteriosa, si possono trovare in farmacia sfigmomanometri in grado di evidenziare un potenziale rischio di fibrillazione atriale o comunque alterazioni della regolarità del battito che possono, di concerto con il medico di base, essere immediatamente valutati e analizzati con un elettrocardiogramma eseguito in farmacia e refertato in brevissimo tempo grazie alla telemedicina.
  • In ambito di telemedicina, oltre alla possibilità di effettuare elettrocardiogrammi, in farmacia è possibile eseguire monitoraggi nelle 24 ore sia della pressione arteriosa (Holter pressorio) sia dell’attività cardiaca (Holter dinamico): l’affidabilità è garantita da apparecchiature certificate e soprattutto dalla collaborazione con una equipe di cardiologi che referta i tracciati registrati. Il grande vantaggio ancora una volta è la comodità e quasi sempre anche la tempestività; se tutte le farmacie italiane aderissero a questo progetto, ogni paziente avrebbe a disposizione questi preziosi strumenti a poche centinaia di metri da casa, con tempi di attesa decisamente ridotti e senza il disagio di doversi recare in ospedale per applicare lo strumento, toglierlo e poi per ritirare il referto: la comodità e il tempismo spesso sono fattori che consentono di superare lo scetticismo di pazienti poco convinti.

I monitoraggi sopraelencati sono eseguibili in un numero sempre crescente di farmacie sul territorio (oltre che ovviamente nei centri ospedalieri), con considerevole aumento della fruibilità e della comodità: lo scoglio che la sperimentazione ora avviata dovrà superare è quello della creazione di una convenzione con il Sistema sanitario nazionale anche per le prestazioni eseguite in farmacia.

Il sistema di controllo, prevenzione e tutela della salute del cittadino deve essere uno solo e deve risultare dalla stretta e crescente collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: i presidi ospedalieri, i medici di base e le farmacie, sempre e solo nell’ottica di tutelare i pazienti e il loro stato di salute.

Un ultimo ma non meno significativo aspetto nella tutela della salute è l’informazione: un cittadino informato è potenzialmente soggetto a minore rischio rispetto a chi non lo è. Per questa ragione da qualche tempo abbiamo reso pubblico un sito internet (www.farmaciavisini.it) all’interno del quale, nell’apposita sezione, sono riversati regolarmente articoli di informazione sugli argomenti più frequentemente oggetto di consigli o richieste durante il lavoro in farmacia.

Dott. Michele Visini

Marzo 2022

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