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Il futuro è la mia valle. A Cepino tappa conclusiva

Elaborata con i sindaci e gli attori del territorio un’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile della Valle Imagna

Dopo l’inaugurazione l’8 ottobre 2023 del “Cammino dei Petali”, il progetto “Il Futuro è la mia Valle”, promosso dal Dess di Bergamo con l’Istituto Maria Consolatrice di Cepino e Solidarius Italia e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo, sabato 2 dicembre ha raggiunto la sua tappa conclusiva.

Il lavoro condotto dagli allievi e docenti dell’IMC di Cepino a Sant’Omobono in Valle Imagna si è innestato con quello svolto dal Distretto di Economia Sociale e Solidale bergamasco che ha promosso interviste e incontri con l’intento di rimettere al centro gli Obiettivi di sviluppo sostenibili dell’Agenda 2030 dell’ONU e di declinarli sul contesto locale per lanciare un’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e solidale della Valle Imagna. Un’Agenda che, per essere credibile e realizzabile, non poteva certo essere proposta dall’esterno, bensì doveva essere realizzata a partire dalla visione dei diversi attori che nella valle vivono, lavorano, animano attività economiche, sociali, culturali o hanno responsabilità istituzionali, siano esse di enti locali o di altri organismi di governo del territorio.

Questo ha richiesto dunque un coinvolgimento diretto dei diversi interlocutori che - a partire da una traccia - è avvenuto attraverso colloqui-intervista che hanno preso avvio nell’estate e che hanno coinvolto prioritariamente i sindaci dei Comuni della Valle. Accanto a queste interviste condotte in presenza, è stato realizzato un format on line inviato sia a chi non era stato possibile raggiungere in presenza, sia ad altri interlocutori, operatori economici, insegnanti, cittadini, membri di associazioni, senza alcuna pretesa né di scientificità, né di esaustività. Un primo sondaggio qualitativo con “testimoni privilegiati” che facesse emergere temi di maggiore interesse e che, insieme ai maggiori punti di criticità, facesse risaltare quelli di possibile valorizzazione da porre al centro di proposte, appunto, di sviluppo sostenibile e solidale.

Questo sondaggio, concluso nel mese di ottobre, ha raggiunto circa un centinaio di persone, offrendo un panorama ricco su cui iniziare a lavorare. Le risposte sono state analizzate e collegate, per quanto era possibile, proprio con i macro-Obiettivi dell’Agenda ONU e i punti di criticità e di forza sono stati anch’essi sintetizzati con un ordine di rilevanza.

Tutto questo lavoro preliminare è stato la base della convocazione di un incontro che si è svolto il 2 dicembre nell’Auditorium dell’IMC di Cepino, a Sant’Omobono. Sono stati invitati tutti coloro che, in presenza o on line, sono stati interpellati per esprimere la loro visione e a chi è intervenuto è stato chiesto di coinvolgersi in un lavoro ulteriore. Dopo i saluti e le introduzioni iniziali, infatti, sono stati presentati i risultati del sondaggio, i punti di criticità e di forza rilevati e una bozza di Agenda 2030 specifica per la Valle Imagna, con 5 obiettivi, emersi come prioritari e in linea con quelli tracciati dall’Agenda ONU:

  • Città e comunità sostenibili;
  • Lotta al cambiamento climatico;
  • Lavoro dignitoso e crescita economica;
  • Istruzione di qualità;
  • Partnership per gli obiettivi.

Ad ogni obiettivo erano affiancati dei micro-traguardi e degli strumenti di attuazione, ovvero delle strategie concrete da poter mettere in atto per raggiungerli e proprio a partire da queste è iniziato un confronto. Non un tradizionale dibattito ma un lavoro partecipato, gestito con lo strumento del world-café: attorno a cinque tavoli - uno per obiettivo - gli intervenuti si sono alternati a piccoli gruppi, mentre i cinque facilitatori li stimolavano ad approfondire i singoli obiettivi con proposte concrete per ricavare indicazioni su modalità di attuazione, possibili attori e interlocutori che sarà necessario coinvolgere e responsabilizzare perché gli obiettivi ritenuti prioritari divengano realizzabili, da oggi al 2030.

Molte le proposte emerse e sottoposte al confronto di punti di vista differenti: dall’istituzione di un biennio unico per la scuola superiore per contrastare l’abbandono scolastico all’aumento degli asili nido, dalla realizzazione di un mercato agricolo settimanale che valorizzi i prodotti della Valle alla creazione di un portale unico per l’offerta turistica, dalla creazione di una centrale a cippato alla realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili condivise nei vari comuni, dall’implementazione di centri diurni per anziani all’implementazione di strutture sanitarie, nonché alla moltiplicazione di eventi e momenti formativi e culturali su questi temi. Ma soprattutto, quanto è emerso con forza è stata la necessità di rafforzare la rete e la partnership su questi obiettivi, attraverso strumenti condivisi e una regia comune in primis tra le amministrazioni locali.

Le proposte hanno avuto al centro lo sviluppo economico della Valle, ma ugualmente la qualità di vita dei suoi abitanti, sottolineando la necessità di avviare una trasformazione anche e prima di tutto culturale per superare localismi e individualismi: un lavoro, quindi – ne sono tutti consapevoli – che è solo all’inizio. Il progetto Cariplo si concluderà, come da programma, il 31 dicembre 2023 ma il processo che ha innescato è destinato a continuare e ad intensificarsi nei mesi a venire.

L’impegno è, ancora una volta, quello di restituire i risultati di questa giornata per rimetterli al centro di un dibattito più allargato che, infatti – come sottolineato da Matteo Rossi, presidente del DessBg, nelle conclusioni – non rimarrà chiuso nei confini della Valle ma interrogherà le istituzioni che potranno dare input e risposte, prime fra tutte Provincia e Regione, per sostenere questo processo di co-progettazione di sviluppo locale partecipativo. E in questa ottica, come qualche amministratore locale sta già facendo, la Valle Imagna inizia anche a guardare all’Europa.

Solidarius Italia

Dicembre 2023

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