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Cerchi con Ecosia o con Google? Quando il web sostiene l’ambiente

Piantare alberi navigando in internet e pulire gli oceani

Fino a qualche anno fa una frase come quella del sottotitolo sarebbe stata senza senso, oggi invece “Piantare alberi navigando in internet e pulire gli oceani con un braccialetto” è del tutto sensata e praticabile, grazie alla creatività e all’impegno di uno studente di Economia da un lato e una coppia di surfisti dall’altro. A distanza di pochi anni l’uno dall’altro e con obiettivi diversi, entrambi i progetti di Ecosia e di 4Ocean, nascono per promuovere una versione più green ed ecosostenibile di piccole azioni quotidiane per ridurre l’impatto ambientale di consumatori e utenti. Inoltre questi mirano ad offrire un ottimo esempio di scelte eco-friendly, sempre più difficili da compiere in un mondo in cui il cambiamento climatico, lo spreco di risorse e l’inquinamento atmosferico sono problemi all’ordine del giorno.

 

Ecosia: il motore di ricerca che pianta alberi

L’imprenditore tedesco Christofer Kroll fondò il motore di ricerca Ecosia a Berlino nel 2009, con l’obiettivo di limitare il consumo di energia elettrica richiesta dall’utilizzo di internet e contrastare l’eccesso di CO2 prodotta dall’accumulo di dati conservati dai server, attraverso la piantumazione di alberi. Ad oggi sono quasi 150 milioni gli alberi piantati da Ecosia in tutto il mondo, ognuno dei quali ha bisogno di un finanziamento pari a circa 45 ricerche on line, dalle quali il motore di ricerca trae profitti pubblicitari.

In questo modo Ecosia compensa il consumo dei server su cui si appoggia donando l’80% dei profitti pubblicitari ad associazioni partner in ben 32 Paesi, impegnate sia in progetti dell’organizzazione WWF, sia in piccoli progetti locali che mirano a salvaguardare gli habitat di alcune specie animali o dare nuove fonti di sostentamento economico alle comunità, contrastando il cambiamento climatico. Per garantire la trasparenza delle proprie attività, il motore di ricerca pubblica regolarmente gli aggiornamenti sullo stato dei progetti, insieme alle ricevute per la riforestazione e i report finanziari.

4Ocean: un chilo di spazzatura per ogni acquisto

4Ocean, con sede in Florida, è stata fondata nel 2017 dai surfisti Andrew Cooper e Alex Schulze, colpiti dalla quantità di rifiuti in cui si erano imbattuti durante un viaggio a Bali, in Indonesia. Oggi vantano un bacino di attività esteso a 11 basi operative tra le coste degli Stati Uniti, Caraibi, Canada, Indonesia, Haiti e Guatemala. Oltre ad un nucleo stabile di dipendenti e 15 collaborazioni attive con organizzazioni ambientaliste, 4Ocean vanta un numero elevato di lavoratori delle comunità costiere locali, volontari e turisti.

Gli sforzi ecologici sono finanziati dalla vendita di gioielli, articoli di abbigliamento e prodotti riutilizzabili, realizzati con pezzi di plastica e vetro recuperati dalle missioni di pulizia degli oceani. Ognuno di questi articoli aiuta l’azienda a rimuovere circa 1kg di spazzatura, per un totale di oltre 10,5 tonnellate raccolte fino ad oggi, mantenendo fede alla One Pound Promise che ne permette la certificazione B Corp e Public Benefit Corporation.

La mission di 4Ocean consiste nel diffondere, tra i consumatori ecologicamente orientati, una maggiore consapevolezza rispetto alla presenza di plastica negli oceani e, grazie ai loro acquisti, coinvolgerli nella rimozione di tali rifiuti in tutto il mondo, con l’obiettivo di diventare presto la prima azienda mondiale impegnata nel settore per grandezza e impatto.

Valeria Ferrari

Giugno 2022

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