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C'era una volta il lupo

Canilupus Italia ripresa

La popolazione del Canislupus è in ripresa ma i problemi non sono finiti, anzi!

Il lupo italico è, per dimensioni, simile a un grosso cane. In genere un adulto arriva a pesare fra i 25 ed i 35 kg. Il suo mantello è di colore variabile e va dal grigio al bruno rossiccio, crema chiaro sul ventre. Ha le orecchie corte e arrotondate, splendidi occhi gialli dal taglio obliquo e la punta della coda, molto folta d’inverno, nera. Le zampe, così come la muscolatura del collo, sono estremamente potenti.

Vita da lupi

L’habitat preferito dal lupo è per lo più montagnoso e ricoperto da fitte foreste in grado di offrire cibo, tranquillità e un sicuro rifugio. Generalmente il lupo si riposa durante il giorno e dedica le ore notturne alla caccia, quando è meno probabile un incontro con il suo peggior nemico: l’uomo. La ricerca del cibo in un ambiente degradato e impoverito come quello italiano porta il lupo a compiere lunghi spostamenti lontano dalla tana, andando incontro a non pochi pericoli. Il fiuto del lupo è particolarmente sviluppato e, grazie al suo grosso, tondo e umido “nasone”, avverte l’odore della preda anche a grande distanza. Per restare in forma il lupo dovrebbe mangiare circa 2 kg di carne al giorno, un’impresa non sempre facile in un ambiente naturale reso sempre più povero dall’uomo e aggredito da cemento e asfalto. Per questo, in Italia, mangia un po’ di tutto, adattandosi alla disponibilità dell’ambiente. Nei boschi, dove le prede selvatiche sono abbondanti, si nutre di cinghiali, daini, caprioli, cervi e piccoli mammiferi, come lepri, conigli e talpe; può anche catturare fagiani e altre specie di uccelli, e al bisogno finiscono nella sua pancia anche bruchi, insetti e farfalle oltre a mele, pomodori, zucchini, uva, bacche della rosa canina e diversi tipi di vegetali! Solo in rari casi, se la fame è tanta e le prede naturali scarseggiano, può ricorrere al bestiame domestico mal custodito come pecore, capre o galline.

L’ululato

È un suono profondo, continuo, cupo e lamentoso che dura per diversi secondi. Lo si può ascoltare nei boschi al tramonto o nel cuore della notte, quando i lupi si preparano alla caccia e hanno bisogno di comunicare tra loro. Gli ululati sono parte del loro linguaggio: avvertono gli altri lupi che quello è il territorio del branco e non si ammettono intrusi, chiamano a raccolta i compagni prima di una battuta di caccia oppure servono nei “dialoghi” fra adulti e cuccioli.
A volte diversi lupi ululano insieme, in una sorta di “ululato corale”, comunicando con altri gruppi vicini.

Il WWF per il lupo

In Italia vivono circa 800-1.000 lupi sulle Alpi e sugli Appennini. Ogni anno oltre 100-200 finiscono nei lacci dei bracconieri, sono vittima dei bocconi avvelenati, vengono impallinati senza scrupoli o sono vittime di incidenti stradali. Il WWF per il lupo è impegnato contro la crudele pratica del bracconaggio. Nei Centri di Recupero per Animali Selvatici si prende cura di tutti quei lupi feriti dai bracconieri, trovati in difficoltà o investiti sulle strade. Favorisce l’impiego di tecniche tradizionali di pastorizia per scoraggiare eventuali attacchi del predatore agli allevamenti dell’uomo e diminuire in questo modo il conflitto uomo-lupo. Sta creando corridoi verdi protetti, in modo che i lupi possano spostarsi da un tratto di bosco all’altro, al riparo da pericoli e minacce, con la volontà di aumentare la sorveglianza dei luoghi dove è più frequente la presenza del lupo.

Dicembre 2014

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