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Oceania

Oceania

Avventuriamoci nell’esplorazione del mare magnum dell’inconscio per riconnettere le isole dentro di noi

“Diventa te stesso, diventa ciò che sei!” è l’invito su cui verte il cartone animato Oceania, prodotto nel 2016 da Walt Disney Pictures. La cornice è quella della natura incontaminata e rigogliosa delle isole po-linesiane, con i loro meravigliosi paesaggi dai colori caldi e ammalianti. La ricerca del proprio Io, il coraggio di seguire le proprie passioni e di affrontare le proprie paure sono le colonne portanti di questo classico d’animazione che unisce temi attuali e personaggi moderni, in cui ogni spettatore può rispecchiarsi, con le antiche tradizioni delle isole del Pacifico, quali la protezione e il rispetto verso la natura e le sue creature.

Verso nuovi orizzonti

La protagonista del film è Vaiana, figlia del capo villaggio, destinata a succedergli al momento della sua morte e a portare avanti tradizioni radicate che legano inesorabilmente il popolo alla propria isola, in una condizione di assoluta staticità e avversione per il cambiamento.

Vaiana soffre di questa mancanza di prospettiva, sentendo dentro di sé il richiamo del mare, quell’Oceano che il suo popolo non ha più attraversato da anni limitandosi al reef, la barriera corallina che delimita la baia dell’isola dal mare aperto. Oltre tale limite, nell’immaginario collettivo della tribù, si annidano rischi e pericoli. Diventare se stessa implica per la giovane ragazza tradire le sue radici, disilludere le aspettative del padre iperprotettivo e intraprendere quel viaggio, reale ma soprattutto interiore, che da sempre la chiama. Vaiana incarna la forza dell’immaginazione, che permette di osare, di guardare dentro e guardare oltre quelle paure che ognuno tacitamente nutre.

Riuscirà in questa impresa grazie al supporto di nonna Tala, personaggio eccentrico, considerata la “matta del villaggio” che l’invita ad «ascoltare la voce dell’oceano che la chiama al suo destino, sentire cosa ha da dirle e prepararsi per il viaggio». Nonna Tala l’aiuta a riconoscere i suoi intimi bisogni di autorealizzazione e a disseppellire le sue potenzialità nascoste, assecondando il naturale processo di separazione dalla famiglia e individuazione del Sé.

Siamo i fautori del nostro destino

Assistiamo al cambiamento di Vaiana, da ragazza insicura e spaventata, a ragazza che prende coraggio e parte all’esplorazione dell’immenso oceano per far fronte all’emergenza di carestia che sta colpendo la sua isola. Lungo il viaggio incontrerà diversi personaggi, tra cui Maui, semidio egocentrico in grado di trasformarsi in ciò che desidera, ma che ha perso il suo magico amo e quindi anche i suoi poteri. Lui crede di non valere nulla senza quell’amo, ma Vaiana lo incoraggia a credere in se stesso. «Non sono stati gli Dei a fare di te Maui, sei stato tu».

Se gli Dei lo hanno scelto, è perché hanno visto qualcosa in lui, proprio come l’oceano ha visto qualcosa in lei. Un messaggio importante, quello di essere fautori del proprio destino. Puoi avere degli aiuti durante il tuo viaggio, ma, alla fine, se raggiungi la meta è sempre grazie a te stesso. Nel corso del film Maui imparerà dalla giovane ragazza il valore della speranza e della ricerca: Vaiana lo ispirerà a smettere di guardare al passato e a compiere grandi azioni nel presente. Sapere chi si è e sapere da dove si viene, senza mai negare le proprie origini perché fanno parte di noi e da qui intraprendere il proprio viaggio personale. «Si chiama orientarsi...è vedere dove vai con la mente, sapere dove sei, sapendo dove sei stato».

Vera Zanchi, Psicoterapeuta e formatrice dell’équipe TheClew

Giugno 2018

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