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Lombardia verde, tra piccole oasi e recupero ambientale

Nella nostra regione l'attenzione all'ambiente inizia nel piccolo, come testimoniano le esperienze dell'Oasi di Sant'Alessio (PV) e del Bosco dei Cento Passi (MI)

Preservare la biodiversità e recuperare gli spazi verdi, ma anche offrire possibilità di riscatto a persone in difficoltà, trasformando così la natura in un'opportunità di rinascita sotto tutti i punti di vista. Nella Lombardia dalla vocazione industriale, i parchi e le aree naturali protette hanno smesso da tempo di essere eccezioni: tra grandi spazi verdi e piccole oasi verdi indipendenti, nella nostra regione si celano vere e proprie perle, la cartina al tornasole di un substrato silenzioso (ma attivo) che per la valorizzazione e la tutela dell'ambiente si batte da anni. La Lombardia è stata tra le prime regioni italiane a dotarsi di una normativa per proteggere il suo territorio. Con la legge regionale n. 86/1983 venne infatti istituito il sistema delle aree protette regionali, anticipando di qualche anno la legge-quadro nazionale n.394/1991 per la conservazione coordinata del patrimonio naturale del paese. Nel sistema delle aree protette lombarde troviamo oggi 24 parchi regionali, 105 parchi di interesse sovracomunale, 3 riserve naturali statali e 66 riserve naturali regionali, 33 monumenti naturali e 242 siti Rete Natura 2000, per una percentuale pari al 22.83% del territorio regionale.

Oasi di Sant'Alessio, un angolo di paradiso alle porte di Pavia

“Un giardino dell'Eden”. Così Ermanno Olmi descrisse l'Oasi di Sant'Alessio, minuscola e preziosa area protetta nata nel '73 a Sant'Alessio con Vialone (PV). Con poco più di 30 ettari e un terreno che ospita le ricostruzioni dinamiche degli habitat naturali umidi della Pianura Padana, l'Oasi di Sant'Alessio nel corso degli anni ha reintrodotto in natura più di 700 cicogne bianche e 250 cavalieri d'Italia, ma anche svariati esemplari di martin pescatore, spatole, gheppi, upupe e gru europee. Ma ci sono anche daini, scoiattoli, aironi, fenicotteri. «Ricostruzione dinamica dell'ambiente significa partire dalle piante, terrestri e acquatiche, per ricreare le catene alimentari delle specie animali che ospitiamo – spiega Harry Salamon, uno dei fondatori di questo piccolo paradiso -. La ricerca dell'habitat è un atto di amore per i nostri animali, ma è anche una scelta tecnica: allevare animali nel loro ambiente significa liberare animali pronti alla vita selvaggia». Un successo silenzioso, costruito anno dopo anno con tenacia e impegno: oggi l'Oasi di Sant'Alessio accoglie mediamente 10mila bambini all'anno grazie ai progetti con le scuole e più di 15mila visitatori singoli. Due i percorsi possibili: quello europeo - la ricostruzione cioè degli ambienti umidi dell'Europa meridionale – oppure quello tropicale.

Dalla confisca al riscatto: il Bosco dei Cento Passi

Un altro esempio tutto lombardo di area verde che diventa riscatto naturale e umano è il Bosco dei Cento Passi a Gaggiano (MI), in pieno Parco Agricolo Sud di Milano. Nato grazie alla sinergia tra Comune di Gaggiano, Regione Lombardia, Ersaf Lombardia e Provincia di Milano, il bosco è nato su un terreno confiscato nel 2002 al narcotrafficante Salvatore di Marco: destinato ad una speculazione edilizia, è oggi un'area verde di 17 ettari con più di 1500 alberi, un laghetto attrezzato per il bird watching e alcuni stagni per i progetti di reinserimento di anfibi e uccelli acquatici. Non solo: parte del bosco è stata assegnata alla Comunità Cascina Contina di Rosate (MI) per la piantumazione di un frutteto atipico con alberi di fichi, cachi, giuggiole, nocciole e azzeruoli – le antiche varietà dell'area padana, ormai quasi scomparse – e la realizzazione di confetture da parte degli ospiti della comunità, persone segnate da storie di marginalità e tossicodipendenza. Un'occasione di riscatto tutta verde.

Erica Balduzzi

Luglio 2018

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