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Lo Spirito del Pianeta: la meraviglia oltre i confini

Lo Spirito del Pianeta: la meraviglia oltre i confini

Ritorna a Chiuduno (Bg) il festival etnico dei popoli indigeni, l’unico in Italia

Più di 250 mila persone nelle edizioni passate, 10 ristoranti etnici e regionali, 170 espositori di artigianato da tutto il mondo, 3 palchi, 30 gruppi, 7 percorsi in bus o con mountain bike e moto con partenza dal festival alla scoperta delle zone limitrofe (Val Calepio, Franciacorta etc) e 17 giorni indimenticabili. Sono solo alcuni dei numeri del festival “Lo Spirito del Pianeta”, una manifestazione tra le più ricche e colorate che sta per tornare a Chiuduno (BG) dal 24 maggio al 9 giugno per la sua diciannovesima edizione, ancora più coinvolgente e ricca di quelle precedenti.

Recuperare le radici

Il Festival Etnico “Lo Spirito del Pianeta” nasce da una necessità dell'Associazione Chicuace In Tonatiuh Sesto Sole che ha voluto, con questa manifestazione, dare una testimonianza diretta di tutte quelle persone che vivono quotidianamente secondo la propria cultura, condividendola e integrandola con le altre, ma preservando le proprie radici storiche, culturali, folkloristiche. Obiettivo del festival è mostrare le danze, le preghiere, la spiritualità dei diversi popoli indigeni del mondo, nella speranza di cancellare quegli stereotipi che spesso accompagnano il confronto con l’altro. Tanto più in questo momento storico in cui, volenti o nolenti, tutti noi viviamo già immersi in molte culture: le nostre scarpe sono americane, il nostro sapone francese, i nostri abiti probabilmente cinesi e il nostro cellulare giapponese; e allora qual è il diverso? Dove arrivano i confini? Manifestazioni come Lo Spirito del Pianeta dimostrano quanto la conoscenza e il rispetto verso le altre culture non cancellino le rispettive tradizioni bensì arricchiscano tutti. Non solo: favoriscono anche il confronto su tematiche che ci interessano direttamente: i popoli indigeni del pianeta possono proporre nuovi (e antichi) paradigmi rispetto a questioni quali clima, ambiente, economie di condivisione.

Uno sguardo al programma

Ecco allora che il focus di questa diciannovesima edizione sarà incentrato sui soprusi alla Madre Terra e su chiunque - per un mero interesse economico - si senta padrone di avallarli, sfruttando e sfinendo il nostro pianeta. Particolare attenzione sarà data anche alle violenze che molte minoranze continuano a subire, come ad esempio i brasiliani Guaranì e Shuar o i cileni Mapuche, o molte altre popolazioni che saranno presenti a questa edizione del festival. Sull’onda dei #Fridayforfuture lanciati da Greta Thunberg lo scorso agosto, il 2 giugno verrà data parola ai ragazzi, i quali interrogheranno i politici presenti in materia di clima e politiche ambientali. Tutte queste tematiche saranno affrontate con la concretezza dei fatti e con la naturalezza della condivisione per dimostrare che le alternative esistono e che un altro sguardo sul mondo è possibile, basta guardare. Tra i protagonisti musicali di questa diciannovesima edizione spiccano poi i nomi di Eugenio Bennato, musicista ricercatore di musica popolare oltre che interprete, cantautore e autore di musica per cinema e teatro. Nel 1969 fonda con Carlo D’Angiò la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell'Italia del Sud. La cornamusa, considerata strumento nazionale, accompagnerà invece le note di un gruppo che con la sua grinta e con i suoi tamburi sa far respirare ogni volta l’aria della Scozia autentica: gli Saor Patrol, il cui nome gaelico significa letteralmente "la pattuglia della libertà". Dalla Bretagna poi arrivano gli Startijeen (“energia” in bretone), con la loro unica data in Italia. Infine il grande ritorno di Davide Bernasconi, in arte Davide Van De Sfroos, cantautore e scrittore nato a Monza e cresciuto sul Lago di Como, molto apprezzato e già ospite del festival in passato.

Un fitto programma di eventi e conferenze sarà invece proposto da oltre centoquaranta associazioni italiane che lottano per il rispetto e la tutela dell'ambiente. Diamo infine buona nota di come nell'edizione 2018, avendo usato materiale in Mater-bi di mais con piatti, bicchieri, posate e altro, il Festival è riuscito a riciclare ben il 68% dei rifiuti.

Informazioni:

www.lospiritodelpianeta.it

Elisa Troiani

Maggio 2019

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