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Le eccedenze alimentari per contrastare la povertà

Le eccedenze alimentari per contrastare la povertà

L'associazione Mt 25 Onlus in campo per unire azione sociale e impegno ambientale: «dal recupero dei freschi l'aiuto alle famiglie»

«Il problema principale dello spreco alimentare non è soltanto la gente che butta il cibo in eccesso. È la difficoltà a recuperare le eccedenze e soprattutto a redistribuirle, a farle arrivare in tempi utili a chi ne ha bisogno». A parlare è Maria Giovanna Pecoraro, fondatrice insieme al marito Gaetano Caruso dell'associazione Mt 25 Onlus, attiva sul territorio di Bergamo proprio per contrastare lo spreco alimentare e dare, al tempo stesso, una risposta concreta alla povertà diffusa. Nata dopo un'esperienza con il Banco Alimentare, l'associazione ha fatto della raccolta e della redistribuzione dei prodotti in scadenza – soprattutto freschi – la sua mission.

Con un'idea ben chiara in mente: aiutare direttamente le famiglie in difficoltà, creando un circolo virtuoso di attività sociale e ambientale nel quale gli sprechi potenziali diventano risorsa reale, contribuendo a migliorare la vita quotidiana di sempre più persone e a offrire un sostegno fattivo al reddito familiare. 

Sostegno diretto e lotta agli sprechi 

I primi contatti di Maria Giovanna e Gaetano con il mondo del contrasto alla povertà e del recupero delle eccedenze alimentari risalgono al 2012, quando hanno iniziato a dare una mano come volontari al Banco Alimentare, che recupera gli alimenti in via di scadenza ancora in buono stato e li dona a enti caritativi che, a loro volta, li distribuiscono gratuitamente ai loro assistiti. 

«Ma era qui che il meccanismo si inceppava - spiega Maria Giovanna -: mancava il contatto diretto con le famiglie in difficoltà». Ecco allora che nel 2016 nasce Mt 25 Onlus, con quattro volontari iniziali, un nome tratto dal capitolo 25 del vangelo secondo Matteo e la volontà di poter costruire il cambiamento a piccoli passi: «Abbiamo cercato i fondi e una sede – continua Maria Giovanna – e per gestire le attività abbiamo chiesto la collaborazione volontaria delle famiglie che sostenevamo. La partecipazione al bene comune è necessaria perché il progetto vada avanti». 

Oggi sono all'incirca 220 le famiglie di Bergamo e dell'hinterland che passano dal magazzino di Mt 25 Onlus per ritirare i prodotti freschi recuperati dall'associazione presso supermercati e aziende, a cui si aggiunge un altro centinaio di famiglie raggiunte tramite la Caritas di Valtesse e la Comunità Ortodossa di Bergamo. 

«Abbiamo scelto di non occuparci dell'estrema marginalità - aggiunge Maria Giovanna -. Ci rivolgiamo invece a quelle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, ma che spesso sono “rimbalzate” dagli enti caritativi perché non abbastanza povere». La scelta di recuperare soprattutto le eccedenze di freschi non è casuale: «Sono i prodotti che deperiscono più facilmente, i più difficili da trattare e quelli che chi è in difficoltà non compra al supermercato. A differenza delle collette alimentari, che comprano i prodotti da redistribuire, noi abbiamo fatto una precisa scelta di campo: il nostro contrasto alla povertà passa solo dal recupero di eccedenze, non dall'acquisto di nuovi prodotti dedicati». 

Nel 2018, l'associazione ha raccolto in totale oltre 400 tonnellate di prodotti, per un valore stimato di oltre un milione di euro: tutti prodotti che sono stati rimessi in circolo e dati a chi ne aveva bisogno.

Dicembre 2019

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