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Il Delta del Po: Riserva della Biosfera e patrimonio Unesco

Un luogo unico dove uomini e natura si incontrano da secoli

La sfida di un turismo green nel Polesine per salvaguardare ambiente e biodiversità

Al termine del suo lungo percorso attraverso la Pianura Padana, il Po si apre verso il Mar Adriatico in un ricco sistema di diramazioni fluviali dando origine all’unico delta esistente in Italia: il Delta del fiume Po. Anticamente si presentava come una vasta area paludosa e, solo con il passare dei secoli, il lento lavorio delle correnti marine, i sedimenti del fiume, le alluvioni, i terremoti, gli interventi di bonifica e l’attività antropica hanno trasformato la regione deltizia ridisegnando i corsi d’acqua e creando le condizioni necessarie per vivere dei prodotti di queste terre.

Caratteristica peculiare del bacino geografico del delta è la sua crescente espansione ad est, fenomeno dovuto al costante scivolamento dei detriti dal fiume sul fondale marino con conseguente prolungamento del letto delle diramazioni fluviali. A questo proposito una curiosità: Rovigo è l’unica provincia italiana che necessita di aggiornare periodicamente i dati relativi alla sua superficie.

Qui, dove il fiume cerca il mare e l’acqua dolce si mescola a quella salata, l’uomo e la natura hanno imparato a coesistere. Già patrimonio dell'Unesco dal 1999, questo rapporto virtuoso tra uomo e ambiente è valso nel 2015 al Delta del Po l’ulteriore riconoscimento internazionale di “Riserva della Biosfera” per la conservazione e la protezione dell’ambiente, conferito nell’ambito del programma MaB-Unesco. Le Riserve della Biosfera sono aree terrestri, costiere e marine in cui la conservazione dell’ecosistema e la sua biodiversità si associa con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali.

Meta preferita per gli appassionati di birdwatching, il Delta del Po esprime un’enorme ricchezza in termini di biodiversità con circa 1000 specie di piante e quasi 400 specie di animali, molte di queste rare. Come per esempio il cervo della Mesola, sopravvissuto solo in questa colonia grazie all’inaccessibilità delle sue paludi che ha reso impossibile la caccia massiccia. Tuttavia, non sono mancati in passato errori umani che stanno avendo conseguenze pesanti sull’ecosistema di questi luoghi. Per esempio, per ovviare al problema dei fagiani mangiati dalle volpi, alcuni agricoltori decisero di liberare dei conigli nella zona, fiduciosi che le volpi avrebbero orientato il proprio interesse verso i leporidi. Il risultato fu che le volpi continuarono a mangiare i fagiani perché più saporiti e più facili da catturare, mentre i conigli, in assenza di un predatore pericoloso, cominciarono a riprodursi in maniera totalmente incontrollata, costringendo ancora oggi gli agricoltori a recintare gli orti per proteggerne le colture.

Decalogo del Turista Green

È evidente che la biodiversità del Delta del Po sia una ricchezza naturalistica importante da custodire e preservare, non solo con progetti mirati alla salvaguardia del Parco, ma anche con politiche di promozione del territorio orientate all’educazione del cittadino e del turista. Educare al territorio significa da un lato far conoscere la geografia di una regione, raccontarne la storia e sperimentare la cucina locale, dall’altro rispettare le risorse che lo caratterizzano per comprenderne il valore.

Con questa finalità è stato concepito il decalogo del turista green, una serie di consigli eco-compatibili per far sì che i comportamenti dei turisti non impattino negativamente sull’ambiente: dalle indicazioni più ovvie, come quella di non disturbare gli animali o abbandonare rifiuti, alle indicazioni più scrupolose come quella di usare repellenti per insetti che non rilascino nell’ambiente componenti chimiche potenzialmente dannose.

Per saperne di più sul decalogo e sulla riserva visitate il sito www.visitdelta.eu.

Archeologia e agriturismo nel Parco del Delta

Valorizzare il territorio, la sua biodiversità e la sua storia, è uno dei principi di un agriturismo che prende il nome dalla cosiddetta “forcella”, ovvero una biforcazione, in riferimento alle diramazioni fluviali che caratterizzano il paesaggio del delta. Situato ad Ariano nel Polesine, nella provincia di Rovigo, la storia dell’Agriturismo Forzello attraversa ben quattro generazioni familiari. Erano gli anni Ottanta quando, dopo aver iniziato alcuni interventi di miglioramento fondiario nei terreni dell’azienda agricola (inizialmente incentrata sulla produzione esclusiva di pere) venne fatta una scoperta emozionante: durante gli scavi emersero dei ritrovamenti archeologici di una villa romana che testimoniavano un insediamento risalente addirittura al II secolo a.C.

Si pensa che questa villa romana, situata lungo l’antica via Popilia che collegava Rimini ad Adria, sia nata come punto strategico di sosta per i viandanti che potevano riposarsi e nutrire i cavalli. A seguito della scoperta venne immediatamente attivata la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto per i dovuti sopralluoghi. Così come i viandanti romani, anche gli operatori della Soprintendenza e i ricercatori dell’Università di Padova trovarono qui ospitalità “occasionale” per il periodo necessario alla predisposizione degli scavi e ai lavori.

Questo avvenimento sancì un nuovo inizio per l’azienda che, grazie al coraggio e all’ambizione dell’attuale proprietaria Maura Rocchi, si trasformò da mera azienda agricola in un agriturismo che fece dell’ospitalità la sua caratteristica principale. A partire dagli anni Novanta cominciarono le ristrutturazioni dei rustici che componevano la proprietà agricola e che oggi ospitano 6 appartamenti e 28 posti letto. Curiosa è la vicenda dell’edificio prospicente il sito archeologico che, per venire incontro alle esigenze della Soprintendenza di scavare in quell’area per riportare alla luce un’ulteriore sezione della villa romana, venne demolito e ricostruito a distanza di 30 metri!

Non solo un agriturismo pertanto, bensì, come lo definisce Maura, un sito “agroarcheologico” che connette aspetti archeologici e aspetti naturalistici della Riserva in cui è inserito. Per questa ragione uno dei servizi proposti è quello di scoprire l’area circostante della località San Basilio (frazione di Ariano Polesine) in sella alle biciclette, con l’intento di promuovere la mobilità lenta. In fondo, per godersi appieno la pace di un territorio unico come il parco del Delta, occorrono tempi distesi e uno spirito predisposto al relax. L’attenzione alla sostenibilità inoltre non è collegata solo alla promozione del turismo sostenibile come le proposte dei tour in barca o in bicicletta, ma anche a molti altri ambiti come l’utilizzo di fonti di energie rinnovabili per l’azienda o l’utilizzo di prodotti di pulizia ecologici. Per tutte le info: www.agriturismoforzello.it

Produzioni tipiche e locali

E se la conoscenza del territorio passa anche dalla cultura culinaria locale, poco distante dall’agriturismo Forzello potrete assaporare la cucina autentica polesiana alla trattoria San Basilio di Ketty. Nella vicina cittadina di Adria si trova invece il museo archeologico nazionale dove sono conservati gran parte dei reperti recuperati all’agriturismo Forzello. Da non perdere una tappa al ristorante enoteca allo Scalo, chiamato originariamente così perché in fondo alla via c’era (e c’è) uno scalo ferroviario, testimonianza di questo antico luogo di passaggio che fungeva da crocevia per uomini e merci, in virtù delle caratteristiche del fiume e del delta che unisce l’entroterra agli itinerari marittimi. Neanche a dirlo la specializzazione riguarda prodotti locali e ittici in particolare, secondo i dettami della stagionalità e della freschezza.

Che visitiate il Parco del Delta del Po in estate, con i suoi colori vivaci, o in inverno, avvolti nei suggestivi vapori che salgono dalle superfici acquee, il fiume Po vi accoglierà con tutti i suoi sette bracci aperti e tutta la sua immensa ricchezza di paesaggi e biodiversità. A voi tocca solo aprire la mente per conoscere e scoprire questo inconfondibile territorio nel pieno rispetto dell’ambiente.

Giugno 2022

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