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Gita in Franciacorta

Gita in Franciacorta

Alla scoperta di un territorio dove la magia delle bollicine s’intreccia con la bellezza del paesaggio

Con la primavera, aumentano le occasioni per fare una gita fuori porta nei bellissimi territori della Franciacorta, dove le origini storiche, il metodo di produzione e la magia delle bollicine s’intrecciano con la bellezza del territorio d’origine.

Un paesaggio dove l’evoluzione della vite, la maturazione delle uve e i lavori nei vigneti avvengono in un paesaggio punteggiato da ville, castelli e abbazie sullo sfondo delle torbiere del Sebino e del lago d’Iseo. La coltivazione della vite è stata una costante della Franciacorta dove, dall’epoca romana al periodo tardo-antico fino al pieno medioevo, crebbero vigneti anche grazie alle favorevoli condizioni climatiche e pedologiche.

In Franciacorta si otteneva del vino “mordace” già nel XVI secolo e vini fermi da sempre, ma solo per un consumo locale, tuttavia alterne vicende nella viticoltura e nella commercializzazione non diedero smalto alla sua produzione: la rinnovata nascita dell’enologia in Franciacorta risale solo alla fine degli anni ’50.

Il Consorzio invece, nato nel 1990 con lo scopo di garantire e controllare il rispetto della disciplina di produzione del vino Franciacorta, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia (come lo Champagne), tutela anche la regione geografica, dove crescono le vigne Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.

Da quel momento il fascino del Franciacorta non ha mai smesso di risplendere, perché sintesi perfetta di tecnologia e terroir, come racconta l’intenso docu-film “F for Franciacorta”, proiettato in anteprima internazionale il 15 febbraio 2016, durante la Berlinale presso la Soho House di Berlino.

Il vino e la terra della Franciacorta sono raccontati attraverso le emozioni di chi ci vive da sempre e dai suoi produttori, durante lo scorrere delle stagioni dell’anno: la potatura invernale, la fioritura primaverile, la vendemmia estiva e le arature autunnali.

Questo docu-film, fortemente voluto da tutti i produttori del Consorzio Franciacorta, orgogliosi di un vino che in pochi decenni si è imposto per qualità ed eleganza, è stato realizzato da Massimo Zanichelli, regista ed esperto di enologia, che racconta il lavoro dell’uomo nei vigneti durante lo scorrere delle stagioni attraverso una serie di contrasti: esterno e interno, luce e penombra, individualità e coralità, terroir e tecnologia.

Una visione da non perdere per chi vuole scoprire il fascino, il mistero, la magia del Franciacorta e della sua effervescenza, ma anche della Franciacorta, un distretto che è cresciuto più velocemente di qualsiasi altro in Italia, trasformandosi da zona di pionieri del Metodo classico a un mondo dedicato all’enoturismo, che alle cantine ha affiancato ristoranti stellati, agriturismi, relais. Un esempio su tutti?

Era il 1981 quando Maurizio Zanella, oggi presidente del Consorzio e fondatore di Ca’ del Bosco, con il cuoco Vittorio Fusari aprì un’osteria a Iseo. Si chiamava il Volto ed era stata pensata come ritrovo per amici, un luogo in cui si potessero gustare grandi vini e mangiare ottimi bocconi. Questo esperimento enogastronomico fu il primo in Lombardia a ottenere una stella Michelin e da allora non è stato certo l’unico.

Alice Motti

Maggio 2016

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