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Frozen - Il regno di ghiaccio

Frozen - Il regno di ghiaccio

Un percorso di accettazione delle parti nascoste del Sé

Elsa e Anna sono le principesse bambine del regno di Arendelle, molto diverse tra loro ma unite da un solido amore fraterno.

Chiusa e silenziosa la prima, quanto impacciata, istintiva, chiacchierona ed espansiva la seconda. Protagoniste dai caratteri molto sfaccettati e lontani dall’immaginario della tipica principessa, rappresentano pienamente la forza e la determinazione di ragazze indipendenti che possono farcela da sole.

Nel cartone animato Frozen, Il regno di ghiaccio predomina il tema dell’amore tra le due sorelle, immutabile nonostante le vicissitudini che trasformano le loro vite da spensierate bambine a adulte così diverse tra loro. La principessa Elsa è nata con un dono magico, all’apparenza divertente ma dalla forza dirompente: può creare neve e ghiaccio con il solo movimento delle mani.

Durante un gioco con la sorellina Anna, rilascia un getto di ghiaccio che colpisce la testa della sorella facendole perdere i sensi. Per il bene di entrambe, i genitori isolano Elsa nelle stanze del palazzo, allontanandola da tutti e convincendola della necessità di nascondere la sua vera natura.

Elsa cresce nella paura e nella vergogna di mostrare ciò che è realmente, senza mai imparare a usare il suo dono e arrivando a odiare se stessa. Insicura e sola, sopraffatta dal suo potere, questo diventa un’arma distruttiva incontrollabile in occasione della sua pubblica incoronazione, tanto da congelare l’intero regno e farlo cadere in un rigido inverno.

Accusata di stregoneria, ma soprattutto per il timore di far del male a sé e agli altri, Elsa decide di scappare e isolarsi sulla montagna del nord. È in questa occasione che si assiste a una incredibile trasformazione della protagonista, che sentendosi libera di esprimere la sua forza interiore, abbandona i sensi di colpa e fiorisce in tutta la sua bellezza.

«Non è un difetto ma una virtù e non la fermerò mai più, nessun ostacolo per me perché d’ora in poi troverò la mia vera identità e vivrò per sempre in libertà...».

Questa presa di coscienza sarà fondamentale ma sarà solo grazie ad Anna - che non smette mai di dubitare della bontà della sorella - che Elsa si accetterà e verrà accettata. Il tema che emerge da questa favola è dunque quello dell’accettazione di sé e dell’acquisizione progressiva di una consapevolezza interiore, attraverso un percorso di crescita e conoscenza che parte dall’infanzia e sfocia nell’età adulta.

Frozen ci insegna infatti che solo amando anche quelle parti di noi che spaventano o che si preferisce nascondere, si può entrare nel mondo adulto e governare senza paura il proprio “regno”.

Diventa fondamentale, in primo luogo, riconoscere le proprie emozioni, accoglierle e non giudicarle e in seguito imparare a gestire l’impulso e a reagire.

La storia di Elsa ci aiuta a capire quanto sia dannoso per noi stessi porci come giudici supremi di tutto ciò che pensiamo e sentiamo, con la pretesa di controllare o negare un’emozione perché ritenuta sbagliata o coprendoci di sensi di colpa per aver reagito in un determinato modo.

Quanto più cercheremo di nascondere, rifiutare e giudicare noi stessi e quanto sentiamo, tanto più questo sentire represso si ritorcerà contro di noi, sopraffacendoci e debilitandoci. Se invece saremo pronti ad accogliere, accettare e capire, queste parti di noi diventeranno adattive e funzionali alla crescita evolutiva del nostro Io.

Questa profonda conoscenza di sé è un atto d’amore verso noi stessi, come espressione di pura accettazione incondizionata.

Vera Zanchi, Psicoterapeuta e formatrice dell’équipe TheClew

Febbraio 2018

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