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Freddo, ghiaccio e… cadute

Freddo, ghiaccio e… cadute

Traumi di stagione imprevisti e possibili rimedi

La stagione invernale è caratterizzata da una serie di problematiche e malanni conseguenti al freddo: influenza, tosse, febbre, raffreddore, tutti sintomi e malanni molto comuni, contro i quali si può attuare una serie di misure preventive ben note a tutti che possono ridurne l’incidenza.

Un altro comunissimo rischio che l’inverno porta con sé, di cui invece si sente parlare poco, sono le cadute sul ghiaccio. A chi non è capitato almeno una volta di perdere l’equilibrio scivolando sul terreno ghiacciato e cadere letteralmente a gambe all’aria, in modo spesso goffo, senza conseguenze serie?

Certo, le cadute possono essere molto pericolose, soprattutto nelle persone anziane: una frattura agli arti inferiori (a rischio il bacino o il femore) o agli arti superiori, improvvisamente sollecitati a sostenere il corpo che cade rovinosamente a terra, sono eventi non certo improbabili e potenzialmente molto problematici da gestire.

In realtà scivolare o cadere sul ghiaccio è talmente comune e frequente che l’ipotesi più probabile è procurarsi un semplice trauma, fastidioso ma di breve decorso.

C’è trauma... e trauma

A seconda della parte del corpo interessata e della modalità di caduta, i traumi accidentali possono essere suddivisi in tre grandi categorie: contusivi, distorsivi, muscolari.

Ciascuna tipologia presenta caratteristiche molto differenti e quindi necessita di approcci e rimedi diversi e dedicati, in tutti i casi ad applicazione topica, siano essi creme, pomate, gel o cerotti transdermici.

> Traumi contusivi

Praticamente il classico ematoma che porta con sé il ben noto livido. La caduta in questo caso non provoca nessun’altra conseguenza; la parte interessata si gonfia (si produce un edema infiammatorio a livello locale), si arrossa, duole e in breve tempo si presenterà un livido scuro che nei giorni successivi lentamente si sgonfierà cambiando le gradazioni di colore (dal viola al verde al giallo, la ben nota degradazione degli elementi del sangue).

In casi come questi si può scegliere di non fare nulla e lasciare che il trauma contusivo guarisca da solo; oppure si può decidere di ricorrere a un rimedio specifico, come pomate o gel contenenti principi attivi che possono essere delle sostanze eparinoidi, in grado di far riassorbire l’edema prodotto dalla contusione, oppure rimedi fitoterapici, come per esempio arnica, bromelina, escina, iperico, ippocastano, sostanze antinfiammatorie con azione vasotonica che contribuisce a sgonfiare la parte interessata.

> Traumi distorsivi

Una caduta improvvisa proprio perché imprevista può generare torsioni innaturali e spesso violente agli arti inferiori e alle loro capsule articolari.

In casi come questi, scongiurato il rischio di possibili lesioni a carico dei legamenti (ginocchia e caviglie), le conseguenze sono rigonfiamenti e dolori localizzati.

I rimedi, oltre al ghiaccio, utilissimo sia nelle primissime fasi sia successivamente per agevolare il processo di riduzione del gonfiore e di riassorbimento dell’edema, sono antinfiammatori a uso topico: oltre alle sostanze fitoterapiche elencate prima, che si rivelano anche in questo caso perfettamente indicate, si possono utilizzare preparati a base dei comuni principi attivi antinfiammatori, quali diclofenac, ibuprofene, naprossene.

> Traumi muscolari

Un movimento innaturale può provocare un improvviso e violento movimento di iperestensione di un arto con conseguente allungamento improvviso e violento di uno o più corpi muscolari.

I muscoli sono tessuti elastici, appositamente creati per alternare, nello svolgimento della loro funzione fisiologica, contrazioni ed elongazioni; sono però tessuti che lavorano al meglio se tenuti ben in caldo e se sollecitati in modo graduale. Un brusco movimento crea invece i presupposti per un pessimo lavoro, da qui possibili stiramenti o contratture.

I rimedi in casi come questo prevedono terapia del caldo (nei precedenti casi era preferibile il freddo) e utilizzo di preparati contenenti sostanze in grado di agire sulla contrattilità muscolare, quali la tiocolchiside, in creme o schiume locali. In tutti i casi, se gli approcci iniziali di automedicazione non dovessero essere sufficienti, è opportuno rivolgersi al medico o eseguire esami specialistici più approfonditi.

Dott. Michele Visini

Febbraio 2018

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