feedFacebookTwitterlinkedinGoogle+

infoSOStenibile

È arrivato l’inverno. Le malattie da raffreddamento

È arrivato l’inverno. Le malattie da raffreddamento

Che fare in caso dei tipici malanni invernali quali raffreddore, mal di gola e tosse?

Negli articoli dei mesi scorsi abbiamo dedicato attenzione alle strategie per difendersi contro le malattie stagionali da raffreddamento e al problema del corretto utilizzo dei farmaci: proviamo ora a coniugare le due questioni per affrontare le malattie stagionali.

Tipicamente, nel corso della stagione fredda, i problemi di salute occasionali riguardano principalmente l’apparato respiratorio: mal di gola, raffreddore, tosse, febbre possono essere conseguenza di infezioni di origine microbica (virale o batterica) oppure semplicemente di uno stato infiammatorio causato o peggiorato dagli sbalzi di temperatura e dall’aria secca e spesso viziata degli ambienti chiusi troppo spesso eccessivamente caldi.

Dato per assodato che bere molto e mangiare molta frutta e verdura, alimenti ricchi di vitamine e minerali contribuisce ad aumentare la protezione contro gli agenti patogeni, si intende in questa sede dedicare attenzione ai sintomi delle più comuni manifestazioni patologiche stagionali e a come sia possibile farvi fronte.

Il tipico raffreddore

Uno dei principali malanni che si sviluppano d’inverno è il raffreddore, assolutamente benigno nel suo decorso e nelle possibili conseguenze, quasi sempre causato da infezioni microbiche di carattere virale: non richiede alcuna cura specifica, spesso si dice che deve semplicemente “fare il suo corso”; in effetti la cosa migliore da fare è avere pazienza, dedicando un minimo di attenzione a che non si sovrappongano altre possibili infezioni che potrebbero peggiorare un quadro altrimenti destinato a risolversi completamente nel giro di pochissimi giorni.

Non sono necessari farmaci in quanto raramente il semplice banale raffreddore (sostenuto da una infezione da Rinovirus) si accompagna a stati febbrili significativi.

L’approccio più utile può riguardare i sintomi da costrizione delle vie aeree (il “naso chiuso”) o la rinorrea eccessiva (“naso che cola”), entrambi sintomi che possono creare disagio durante lo svolgimento delle attività quotidiane non procrastinabili.

Dunque il ricorso ai farmaci è giustificabile solo ed esclusivamente se non ci si può permettere di sopportare i sintomi durante il normale decorso.

Mal di gola

Parzialmente diverso è il discorso legato al mal di gola, altro problema molto comune: prima di tutto va verificata, soprattutto nei bambini o nei soggetti più predisposti, la presenza di segni riconducibili a una infezione batterica (tipicamente Streptococco, per il quale è opportuno eseguire un tampone oro-faringeo) quali febbre e placche sulle tonsille, perché in caso di infezione batterica è opportuno ricorrere a una terapia antibiotica (assolutamente su prescrizione del medico) abbinata a rimedi sintomatici.

Tra i rimedi più noti per alleviare i sintomi del mal di gola si annoverano gli spray e le compresse orosolubili, rimedi davvero molto diffusi; va sottolineato il vantaggio delle terapie antinfiammatorie condotte con pastiglie orosolubili rispetto agli spray grazie al tempo molto più prolungato di contatto del medicinale con la zona infiammata.

Tendenzialmente è comunque sempre opportuno evitare l’eccessiva secchezza: senza necessariamente ricorrere a pastiglie medicate, qualora la scelta della forma farmaceutica dell’antinfiammatorio a uso topico dovesse ricadere sugli spray, è utilissimo sfruttare la cosiddetta azione emulcente indotta dalle caramelle orosolubili, cioè la proprietà antinfiammatoria e lenitiva della fisiologica saliva.

La tosse

Il panorama dei rimedi proposti oggi in farmacia per far fronte alla tosse è estremamente vasto: spazia dai mucolitici, agli espettoranti, ai sedativi, passando attraverso rimedi di origine fitoterapica, sempre più diffusi ai giorni nostri.

Comunemente tendiamo a distinguere la tosse in “secca” o “grassa” a seconda della presenza o meno del cosiddetto catarro, che altro non è se non filamenti di muco, nelle vie respiratorie medie e/o basse; questi filamenti mucopolisaccaridici possono essere legati fra loro oppure sciolti e quindi più facilmente espettorabili, cioè espellibili grazie al movimento delle ciglia, di cui sono rivestite le pareti delle vie respiratorie, attivate tramite il riflesso della tosse e coadiuvate da sostanze come l’ambroxolo o i guaiacolati.

Sedare la tosse non è assolutamente necessario: certamente è opportuno evitare le irritazioni causate dai troppi colpi di tosse, per cui dietro consiglio del medico o del farmacista si potrà ricorrere agli opportuni calmanti.

Se la tosse non si accompagna a febbre, nei primi giorni si può scegliere di ricorrere a rimedi puramente sintomatici opportunamente suggeriti dai farmacisti: alla presenza di un rialzo febbrile o al perdurare dei sintomi oltre le 72 ore, si suggerisce invece una visita medica per scongiurare la presenza di infezioni di origine microbica.

Ricordando il quesito che ci ponemmo il mese scorso: è necessario ricorrere a terapie farmacologiche durante la stagione fredda in presenza di tipiche manifestazioni invernali?

«Non necessariamente» è la risposta più corretta, ma può essere imprescindibile se i sintomi dovessero perdurare: in questo caso è sempre necessario consultare previamente il proprio medico curante.

Dott. Michele Visini, Farmacia Visini

Dicembre 2016

Articoli Correlati

Settimana Europea della Mobilità. Come spostarsi nell'era post-Covid?
A settembre torna l’appuntamento europeo annuale. Focus sulla mobilità del futuro e sulle...
Adelante, con juicio
Mobilità in transizione… ecologica. Accelerare le soluzioni, per rallentare i ritmi...
Mare chiama terra. È tempo di invertire la rotta
Riportare i mari europei a un buono stato ambientale: obiettivo mancato. L'allarme dell'...
Tavoli e piante in Piazza Vecchia come simbolo di rinascita
Torna anche quest'anno a Bergamo “I Maestri del Paesaggio”. Nell'incontro tra natura e...