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Dallo scarto alla boutique vintage. La sfida second-hand di Rivestiti

Dallo scarto alla boutique vintage. La sfida second-hand di Rivestiti

Più di 3.800 clienti l'anno nel negozio di Cooperativa Ruah, che rivende usato di qualità creando posti di lavoro e contrastando gli sprechi 

Ha quasi dieci anni di vita ed è nato per far sì che a Bergamo il concetto di second hand smettesse di essere un tabù e iniziasse a interessare sempre più persone (e non solo la fetta di popolazione meno abbiente): è nato così il negozio Rivestiti, che fa parte - assieme al Laboratorio Triciclo - dell’Area Economie di Solidarietà della Cooperativa Ruah, che mette in vendita vestiti usati di qualità, in particolar modo vintage, in un’ottica ambientale ed etica. Di strada in questi anni ne è stata fatta: da Seriate il negozio si è spostato a Bergamo, in via Broseta 79/a, diventando una vera e propria boutique a prezzi moderati (dai 5 ai 50 euro). 

Tutto secondo normativa

Ma come funziona la filiera dell’abito usato? «Tante persone portano in dono i vestiti che non usano più, che vengono selezionati con cura – spiega Federica Fassi, coordinatrice del Triciclo e di Rivestiti – e che, se considerati idonei, vengono messi subito in vendita. Quando i vestiti donati non bastano a rispondere alle richieste della clientela, entrano in campo quelli dai cassonetti gialli della Caritas.

La Cooperativa Ruah ha infatti tutte le autorizzazioni per poter raccogliere, trasportare, stoccare e igienizzare gli abiti dismessi che le persone inseriscono in quest’ultimi». Dall’anno scorso il 2% dei vestiti raccolti nei cassonetti viene portato al Triciclo, due donne selezionano la merce vendibile, e il tutto viene messo in una camera dove avviene il processo di igienizzazione tramite ozono, che dura circa 2 ore. Poi i vestiti – fino a quel momento considerati rifiuti – possono essere venduti. «L’eticità che sta dietro questo processo - continua Fassi - consiste nel fatto che il tutto si svolge secondo le regole previste dalla legge ambientale italiana. Non solo questi vestiti avranno una seconda vita, seguendo la filosofia di non spreco delle risorse già esistenti, ma grazie a questa filiera si sono mantenuti posti di lavoro. Potenzialmente il processo di raccolta e igienizzazione potrebbe essere incrementato e offrire nuove postazioni di inserimento lavorativo ed è questa la scommessa per i prossimi anni».

Nel 2018 sono stati raccolti 919.065 kg di vestiti, tra i quali ne sono stati selezionati e igienizzati 8.620 kg. Quest'anno, invece, al 31 ottobre, i chili erano 852.777 con 14.864 chili selezionati e igienizzati. La formula di Rivestiti, tra l'altro, piace: a rifornirsi presso il negozio non sono solo gli appassionati di vintage bergamaschi, ma anche persone provenienti da Milano e altre province. I clienti di Rivestiti - più di 3.800 all’anno - sono prevalentemente donne, di diversa nazionalità e professione: dalla commercialista all’insegnante, fino alla badante, con un’età dai 35 anni in su. A dimostrazione del fatto che la moda etica e il tema della sostenibilità ambientale interessano sempre più. 

Giada Frana

Dicembre 2019

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