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Comuni Ricicloni. Le province di Bergamo e Mantova prime in Lombardia

Comuni Ricicloni

Crescono in Italia i comuni premiati da Legambiente. E ora, obiettivo rifiuti zero 

Giunto alla venticinquesima edizione, il Premio Comuni Ricicloni è ormai la cartina al tornasole per un numero sempre maggiore di Comuni italiani, che vedono nell'iniziativa di Legambiente - patrocinata dal ministero per l’Ambiente - un importante momento di verifica e riconoscimento degli sforzi compiuti nella gestione dei rifiuti.

Comuni Ricicloni premia infatti le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti, non solo per quanto riguarda la differenziata, ma anche per la valorizzazione dei materiali recuperati. Dal 2016, per entrare in classifica non basta aver superato il 65% di raccolta differenziata: il riconoscimento va infatti solo ai Comuni Rifiuti Free, ovvero quei comuni in cui ogni cittadino produce, al massimo, 75 Kg di rifiuti indifferenziati annui. L'obiettivo è incentivare la riduzione totale delle quantità di rifiuti. 

Da Nord a Sud un trend che migliora

Le classifiche dei Comuni Ricicloni sono stilate su base regionale. Per ogni regione vengono definiti i vincitori assoluti in quattro categorie: Comuni sotto i 5 mila abitanti, Comuni tra i 5 mila e i 15 mila abitanti, Comuni sopra i 15 mila abitanti e Comuni capoluogo. Per l’edizione 2019 sono 547 i Comuni Rifiuti Free, ben 42 in più dello scorso anno. A condizionare l’incremento sono prevalentemente le regioni del Nord, dove si passa dai 386 Comuni del 2018 ai 421 del 2019. Al Sud invece si passa dai 76 del 2018 agli 84 del 2019, mentre restano invariati al Centro.

Gli incrementi principali si registrano in 4 regioni del Nord: aggiungono 25 Comuni Rifiuti Free il già virtuoso Trentino Alto Adige, 11 l’Emilia Romagna, 10 il Piemonte e il Veneto, mentre la Lombardia ne perde ben 16. Tra i capoluoghi di provincia sono solo 3 quelli che rientrano nei parametri: Treviso, Pordenone e Belluno. Tra i Comuni non capoluogo più grandi ci sono Carpi (Mo) ed Empoli (Fi). Da segnalare il caso di Ragusa e Agrigento, che hanno raggiunto il 70% di raccolta differenziata, nonostante la Sicilia resti il fanalino di coda a livello nazionale nella gestione dei rifiuti. Dei 547 Comuni Rifiuti Free, ben 294 appartengono all’area del Nord-Est, dove la raccolta e la gestione dei rifiuti sono basate quasi totalmente su sistemi consortili, con sistema di raccolta porta a porta e tariffazione puntuale, ovvero meno scarto si produce meno si paga.

Ricicloni in Lombardia: provincia di Bergamo in testa 

In Lombardia la media regionale di raccolta differenziata per i rifiuti urbani è intorno al 70%, mentre 308 Comuni su 1507 hanno raggiunto il traguardo dei 75 kg annui per abitante di residuo secco indifferenziato, entrando così nella classifica dei Comuni Ricicloni 2019. Questi rappresentano il 20,3% dei Comuni lombardi e vedono coinvolti 1 milione e 660 mila abitanti, cioè il 16,5% della popolazione regionale. In vetta alla classifica dei Comuni Rifiuti Free 2019 lombardi si collocano le province di Bergamo, con 59 comuni, e Mantova con 57 comuni, seguite da Cremona (43) e Brescia (41). Nella Città Metropolitana di Milano sono 40, mentre sono 38 in provincia di Varese e 18 in quella di Monza Brianza.

Chiudono la classifica la provincia di Como con 6 Comuni, Lodi con 4, Pavia e Sondrio con un solo Comune. Emblematico il caso della provincia di Lecco, che nonostante il 70,8% di raccolta differenziata, non ha alcun Comune presente in classifica. 

«La Lombardia rappresenta una regione virtuosa nell’ambito della gestione della raccolta differenziata. Ora, però, deve agire con azioni concrete di prevenzione della produzione di rifiuti, presupposto essenziale per alimentare un circuito virtuoso e mettere in campo impianti innovativi di economia circolare - ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -, pur essendo tra le Regioni più significative nella gestione della risorsa rifiuto, vi sono ancora territori che superano di poco il 50% di raccolta differenziata o province in cui non vi è nemmeno un Comune che rientra in classifica».

Differenziare non basta più

«La raccolta differenziata non è che il primo passo propedeutico, ma non sufficiente, per superare i vecchi sistemi di smaltimento - sostiene il Direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti -. Gestione efficace e ben organizzata, raccolta porta a porta, politiche di prevenzione, tariffazione adeguata per disincentivare la produzione dei rifiuti e aumentare la qualità dei diversi materiali raccolti, sono gli ingredienti fondamentali. Ma perché gli sforzi, l’impegno e gli importanti risultati dei Comuni Rifiuti Free siano ripagati, occorre lavorare sulla chiusura del ciclo, sul riciclo e sull’utilizzo della materia prima seconda che ne deriva».

Secondo il Rapporto rifiuti urbani 2018 infatti, in Italia la produzione dei rifiuti rimane ancora alta, con 487 kg annui pro capite, e la raccolta differenziata intercetta mediamente a livello nazionale oltre la metà dei rifiuti prodotti con un divario importante tra le regioni di Nord, Centro e Sud. «Abbiamo di fronte una grande sfida, invertire la rotta del consumo indiscriminato di risorse fondato sull’egemonia dell’usa e getta e dello scarto. Lo spreco di materie prime ed energia non solo depaupera il capitale naturale e contribuisce ai cambiamenti climatici, ma crea sperequazioni ed emarginazione sociali profonde. È necessario, dunque, lavorare su processi che sempre più siano in grado di garantire da un lato l’uso efficiente delle risorse, dall’altro il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti». Perché il miglior rifiuto è sempre quello che non si produce.

Economia circolare

Finora l’economia ha funzionato con un modello lineare di produzione-consumo-smaltimento, diventato ormai insostenibile. L’economia circolare sposta l’attenzione sul riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare i materiali e i prodotti esistenti, trasformando quello che veniva considerato rifiuto in una risorsa.

Principi di base dell’economia circolare sono la progettazione di prodotti pensando fin dall’inizio al loro impiego a fine vita, quindi con caratteristiche che ne permetteranno lo smontaggio o la ristrutturazione, la modularità, versatilità e adattabilità del prodotto affinché il suo uso si possa adattare al cambiamento delle condizioni esterne,l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili, un pensiero olistico che abbia attenzione all’intero sistema e consideri le relazioni causa-effetto, la sostituzione delle materie prime vergini con materie prime seconde provenienti da filiere di recupero che ne conservino le qualità.

Dicembre 2019

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