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Biolago depurato dalle alghe grazie a un “biofiltro”

Biolago depurato dalle alghe grazie a un “biofiltro”

Al Parco dell’Acqua di Brescia il laghetto artificiale si rinnova grazie a un sistema tutto naturale

Il Parco dell’Acqua, noto anche come AmbienteParco, è una realtà ormai ben conosciuta nel Comune di Brescia.

Il suo laghetto artificiale che ospita pesci e piante acquatiche, dotato di tunnel subacqueo - che permette di ammirare la vita acquatica “da dentro” - affascina ogni visitatore e i diversi edifici immersi nel verde dedicati alle attività didattiche e scientifiche sono meta di un gran numero di scolaresche e di tutti coloro che vogliono godersi un angolino di natura a due passi dal centro storico della città.

Proprio per questo, quando qualche tempo fa l’acqua del laghetto ha rischiato di perdere la sua trasparenza a causa della presenza massiccia di alghe, diversi enti scientifici si sono messi all’opera per risolvere il problema. Il risultato del loro lavoro di ricerca è stata l’introduzione di un nuovo sistema di depurazione: un “biofiltro” basato sulla fitodepurazione.

La storia del parco in breve

La struttura che ospita attualmente il Parco dell’Acqua ha una storia secolare: edificata a fine Ottocento come Regia Stazione di Piscicultura è stata rinominata poi, nel 1921, Stabilimento Ittiogenico.

Abbandonata progressivamente nel secondo dopoguerra solo dal 1996 ne è cominciato il recupero, promosso da Comune di Brescia con ASM e concluso nel 2008. Dall’anno successivo, con la gestione dell’Impresa Sociale AmbienteParco, la struttura diventa un’occasione per proporre temi quali la sostenibilità, l’ambiente e la scienza a scolaresche e a cittadini di ogni età. Il laghetto resta probabilmente l’attrazione principale, soprattutto per il fascino del suo tunnel subacqueo.

Oltre alla sua importanza ricreativa, anche un piccolo bacino artificiale come questo costituisce a tutti gli effetti un ecosistema e un’importante scrigno di biodiversità inserito in un contesto urbano. E, in quanto ecosistema, il suo funzionamento complesso ricreato artificialmente necessita di numerosi accorgimenti. Per questo da diversi anni vari enti scientifici hanno prestato il loro servizio per indirizzare al meglio la gestione di questo particolare ambiente “lacustre”.

Un intervento di depurazione naturale

Da ultimo, un approfondito studio condotto dal Museo di Scienze Naturali di Brescia in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca e l’Istituto agrario bresciano “Pastori” ha voluto analizzare vari parametri chimici e fisici del lago per individuare le cause e le possibili soluzioni al problema della torbidità dell’acqua causata dalle alghe.

Ne è emerso che la principale causa della fioritura di queste piante è l’acqua che, prelevata da un pozzo è risultata eccessivamente ricca di nutrienti quali fosforo e azoto.

Un primo intervento è quindi stato quello di pensare a fonti diverse dalle quali attingere l’acqua, mentre un secondo è stato quello di integrare il sistema di filtraggio preesistente e di diminuire l’incidenza dei raggi solari sulla superficie del lago.

Proprio cogliendo questa ultima indicazione è stato inserito un nuovo filtro biologico – un “biofiltro”-, basato sull’azione depurativa delle piante e dei microorganismi che a esse si associano, in grado di sottrarre i nutrienti disciolti in acqua. Si è quindi creata una zona dove sono state messe a dimora delle specie autoctone e dove viene convogliata l’acqua del bacino per essere depurata. Inoltre sono state installate delle isole galleggianti, che hanno permesso la coltivazione di altre piante acquatiche, quali ninfee o tife.

Con il biofiltro si è arrivati a una soluzione che consente una depurazione naturale dell’acqua e un risparmio energetico dovuto alla minore necessità di manutenzione del sistema di depurazione preesistente. Questo, oltre a permettere di godere appieno della vista del lago e dei suoi abitanti, promette di aumentare la biodiversità del bacino, fungendo da rifugio per tante specie legate all’acqua, quali uccelli, pesci o anfibi.

Andrea Corti

Luglio 2017

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