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Alla scoperta del Matitone con gli Amici del Campanile di Lecco

Alla scoperta del Matitone con gli Amici del Campanile di Lecco

Con i suoi 96 metri d'altezza e 380 gradini il Campanile di San Nicolò è tra i più alti d'Italia

A Lecco lo chiamano affettuosamente “il Matitone” per la sua singolare forma appuntita. La sua sagoma si staglia sopra la città, ne disegna lo skyline e lo rende immediatamente riconoscibile anche quando si arriva dal lago. Il campanile di San Nicolò di Lecco non è “solo” un campanile: è uno dei simboli della città, uno dei suoi monumenti più amati e con i suoi 96 metri e 380 gradini è tra i dieci campanili più alti d'Italia e il secondo di Lombardia (al primo posto c'è il Torrazzo di Cremona).

Proprio in virtù del valore simbolico e delle numerose richieste di visita che giungevano sempre più numerose, nel 2015 un gruppo di giovani lecchesi ha deciso di valorizzarlo e di renderlo fruibile e visitabile alla popolazione e ai turisti: impegno, amore per il territorio e volontariato hanno così portato alla nascita dell'associazione “Amici del Campanile”, che organizza visite guidate, sensibilizzazione e manutenzione ordinaria della struttura.

Il tutto in un'ottica di solidarietà: i fondi raccolti con le offerte libere per visite ed eventi vengono infatti destinati a progetti di impegno e solidarietà sul territorio.

Storia di un simbolo

Oltre all'altezza, il campanile di San Nicolò è particolare anche perché è situato all'interno dell'oratorio parrocchiale, in posizione isolata rispetto all'edificio della chiesa originaria. Le motivazioni di questa scelta singolare vanno ricercate nella storia recente della città e nei lavori di ristrutturazione e ampliamento della chiesa, avviati nel 1862.

La realizzazione del “Matitone” iniziò infatti nel 1882, quando il precedente piccolo campanile con la sua loggia seicentesca venne inglobato nel nuovo edificio e divenne necessario costruire una nuova torre campanaria.

L'attuale campanile poggia infatti su un vecchio torrione difensivo di forma circolare di origine quattrocentesca, già facente parte della vecchia fortificazione muraria della città in epoca medievale.

I lavori per la realizzazione della prima parte della torre proseguirono fino al 1889, mentre nel 1894 furono interrotti per motivi economici: ci vollero varie iniziative di raccolta fondi e la ridefinizione del progetto per poter riprendere i lavori e portarli a termine nel 1903, con la posa della croce.

Ma mancava ancora un ultimo tassello perché il campanile potesse dirsi ufficialmente pronto: le campane. Le cinque vecchie furono calate e spedite in Valtellina per la realizzazione del nuovo concerto, quello tutt'ora in funzione, composto da nove campane di diversa misura.

Fu nella notte di Natale del 1904 che i lecchesi poterono finalmente ascoltare il nuovo concerto dalla sommità del loro nuovo campanile.

Visite guidate e solidarietà

Il gruppo “Amici del Campanile” si propone di far conoscere e rendere fruibile al pubblico – italiano e straniero - questa identità cittadina, ma anche di prendersi cura del campanile nel suo complesso, dalla pulizia alla verifica dei necessari interventi di manutenzione, in modo da «garantire ancora una lunga vita a questa torre campanaria che svetta nel panorama da favola della nostra città – spiegano i referenti dell'associazione -. Ci rivolgiamo, oltre che ai nostri concittadini, ai turisti e a quelle scuole che, complice la realtà manzoniana, visitano annualmente le nostre rive».

Le visite guidate organizzate dall'associazione sono su prenotazione obbligatoria, che si può effettuare tramite il sito di riferimento (http://www.campaniledilecco.it).

La salita al campanile è gratuita e a offerta libera: oltre al mantenimento del decoro del monumento, il ricavato delle visite viene destinato ad alcuni progetti di solidarietà e impegno sul territorio sempre legati alla parrocchia di San Nicolò, come la mensa della Caritas, la scuola dell'infanzia o le missioni. 

Novembre 2019

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