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Acqua di valore

Acqua di valore RAGAZZI 22 APRILE

A Bergamo la Giornata mondiale dell’acqua con le scuole. In tour alla scoperta delle fontane di Città Alta

Il 22 marzo, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 si è celebrato in Città Alta a Bergamo, presso la sala Curò di piazza Cittadella, l’evento “Acqua Chiara, Acqua Pura”, organizzato da UniAcque in collaborazione con Cea servizi onlus.

L’invito rivolto agli studenti e agli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Bergamo ha offerto l’opportunità di ripercorrere, partendo dagli antichi insediamenti urbani, il ruolo dell’acqua, allo scopo di infondere una maggiore consapevolezza sull’utilizzo di questa risorsa.

La conferenza mattutina ha fornito spunti di riflessione attraverso i numerosi interventi, arricchiti dalla visione di video multimediali, foto e documenti storici.

Alla presenza di oltre 170 studenti, il presidente di UniAcque, Paolo Franco, ha descritto il ruolo dell’azienda e ha illustrato il ciclo integrato dell’acqua; inoltre, attraverso un’efficace video-animazione, ha reso fruibili e divertenti i complicati processi di captazione, potabilizzazione, distribuzione, collettamento, depurazione e restituzione all’ambiente dell’acqua.

Acqua, forza motrice e distruttrice

A seguire, l’ingegnere Claudio Merati, già dirigente dello Ster (Sede Territoriale della Regione) di Bergamo, ha presentato “L’acqua come forza motrice e distruttrice”, illustrando l’alto livello di produttività ottenuto da un uso etico della risorsa e fornendo una panoramica sulle fonti, laghi, sorgenti e fiumi che nel corso dei secoli, grazie a scoperte tecno-ingegneristiche, hanno dato vita a una complessa e strutturata rete di distribuzione idrica nel territorio.

Tra le tante menzioni si ricordano: la fonte di Aldua in media Val Brembana, le fonti Costone e Nossana, il lago d’Iseo e di Endine, il fiume Serio, che grazie alla diga del Barbellino fornisce energia elettrica per tutto l’anno, i fiumi Cherio, Brembo e Imagna, che forniscono anch’essi energia elettrica prima di sfociare nell’Adda, e il torrente Morla, che attraversa la città di Bergamo e che fino a pochi anni fa, causa maleodorante, è stato a rischio copertura.

Oggi lungo il torrente, grazie all’intervento di depurazione del Morla, è stato ricostruito l’habitat ideale per aironi e anatroccoli. Sono stati anche descritti gli esempi distruttivi causati da una gestione errata della risorsa: il caso più emblematico è stato quello del disastro della diga del Gleno del 1923, che causò la morte di 356 persone e la distruzione di diversi centri abitati.

L’acqua nella storia

Ha proseguito poi Marcello Eynard, della biblioteca Angelo Maj, il quale, prendendo spunto da una recente mostra appena conclusasi, ha sottolineato come quello dell’acqua sia diventato un tema multidisciplinare e onnipresente nella nostra quotidianità. Eynard ha ripercorso la storia dell’acqua nel territorio bergamasco attraverso uno studio oculato di diversi testi.

Partendo dalla facciata stessa della biblioteca, che con le sue statue in marmo rappresenta le principali attività umane: il lavoro, l’agricoltura, l’industria l’artigianato, il ruolo dell’acqua è simboleggiato dalle due figure centrali che rappresentano l’allegoria dei due principali fiumi della bergamasca: il Brembo e il Serio.

Quanto alla bibliografia esistono diverse testimonianze, risalenti alla fine del 1400, tra cui quella del giurista Bartolo Ferrato da Ancona, che stilò le prime regole in materia di utilizzo dell’acqua in relazione ai confini e alle proprietà dell’epoca; per poi passare al Rinascimento, a cui sono state fatte risalire opere importanti come il volume “Archimedis”, dal nome del grande Archimede Pitagorico, che tratta le problematiche relative alle acque stagnanti.

Proseguendo nella storia, altri scienziati hanno sviluppato ricerche nel campo, come Niccolò Tartaglia, Agostino Monelli, il quale studia l’impiego di attrezzature e macchine per la canalizzazione dell’acqua e Francesco Domenico Michelotti, che sperimentò alcuni sistemi di idraulica.

Dalla documentazione e dai manoscritti che registrano la storia del comune di Bergamo risalenti al 1758, si viene a conoscenza che all’agrimensore Tommaso Botelli fu commissionata la realizzazione di una mappa dei confini e delle proprietà del territorio: una vera e propria rappresentazione della città con i suoi canali, corsi d’acqua, durante il periodo del dominio veneziano.

Eynard ha concluso il suo intervento mostrando parte del patrimonio fotografico della biblioteca Angelo Maj, in particolare la collezione Paolo Gaffuri, fondatore dell’Istituto Italiano d’Arti Grafiche; attraverso scorci caratteristici e riprese della vita quotidiana è stato possibile apprendere come si presentasse la città di Bergamo alla fine del XIX secolo: un esempio sono i lavatoi di San Lorenzo in Città Alta e la zona delle cinque vie di piazza Pontida, nella quale svettava la Fiascona, la fontana successivamente rimossa e spostata in luogo non ancora identificato. Anche il Borgo Santa Caterina un tempo era attraversato dai canali a cielo aperto delle Seriole, che attualmente sono solo in parte visibili.

Biodiversità garanzia di salute dell’acqua

La conferenza si è conclusa con gli interventi di Marco Valle, responsabile dei Musei Civici, tra cui il Museo Caffi, oltre che direttore dell’Istituto di Zoologia, insieme ad Anna Paganoni, direttrice dell’Istituto di Geologia e Paleontologia, i quali hanno portato le proprie competenze scientifiche sugli usi dell’acqua, sottolineando come la ricchezza faunistica sia elemento primario dello stato qualitativo e di salute delle acque. In quest’ottica il mantenimento della biodiversità non può prescindere dalla tutela della risorsa.

La proiezione di un filmato sulle principali risorse idriche di Bergamo ha consentito ad Anna Paganoni di chiudere l’incontro, focalizzando l’attenzione sulla preziosità della risorsa acqua e delle varie forme in cui la si può trovare da minerale a cristallo, non tralasciando gli effetti dei cambiamenti climatici.

Al termine di questo momento “teorico” i ragazzi sono stati accompagnati dalla guida turistica Tosca Rossi alla scoperta delle principali fontane di Bergamo Alta, alternando momenti di storia a nozioni sul consumo idrico, mirati a far riflettere sul senso di questa giornata celebrativa. Le tappe alla riscoperta dell’acqua “di casa” sono state: Fontana Contarini, il Fontanone, il Lavatoio di Via Mario Lupo, la cisterna di piazza Mercato delle Scarpe, la fontana di S. Rocco, le fontane della Vicinìa di S. Michele.

Francesco Cocca 

Aprile 2017

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