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Sorella Terra 2016. L’incontro con Mario Tozzi

Sorella Terra 2016. L’incontro con Mario Tozzi

Un confronto sulle tematiche ambientali col noto divulgatore scientifico

Racchiusa dall’incoraggiante cornice di un auditorium gremito, si è conclusa in data 18 aprile la 7a edizione del progetto “Sorella Terra 2016”. A siglare il termine dell’ormai tradizionale percorso, costituito dall’avvicendarsi tra gennaio e marzo di laboratori formativi presso diversi istituti superiori, il convegno “Una nuova etica per la Terra: tra cambiamenti climatici e buone pratiche”.

Una mattinata assai intensa e ricca di interventi ha regalato all’entusiasta e giovanissima platea spunti di riflessione preziosi; sulla scorta dei temi scottanti discussi nell’Enciclica Laudato si’, degli accordi stipulati alla recente Cop 21 di Parigi e dell’eredità lasciataci da Expo, gli ospiti del simposio, accompagnati dal volto di Bergamo TV, Simona Befani, hanno dato voce alle più disparate sfaccettature della grande questione ambientale.

Così, dall’immancabile lectio a tutto campo del professor Valle, si è passati alle calorose esortazioni al cambiamento dell’assessore lombardo all’ambiente Claudia Maria Terzi, per arrivare al sentito discorso dedicato alla fame nel mondo del Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi.

Non sono mancati i suggerimenti figli di un’ottica industriale sana, come quelli di Roberto Sancinelli, Presidente di Montello S.p.a., che ha illustrato il lavoro di riciclo e rivalorizzazione svolto dalla sua azienda. Altrettanto sagge le parole spese da Giorgio Fornoni, audace inviato di Report, e Giangi Milesi, Presidente di Cesvi.

Fra tutti questi autorevoli nomi siamo riusciti a scambiare qualche battuta con Mario Tozzi, noto geologo, divulgatore, conduttore televisivo e saggista, da sempre coinvolto in veste di esimio esperto nei dibattiti riguardanti degrado ambientale, energie rinnovabili e stili di vita sostenibili.

Dottor Tozzi, un recente rapporto stilato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia ci dice che l’Italia è il paese al mondo dove l’energia solare è maggiormente utilizzata: l’8% dei suoi consumi energetici è coperto dal fotovoltaico. È il segno di un cambiamento finalmente in atto? Possiamo concederci uno spiraglio di ottimismo?

Sono sicuramente segnali molto positivi, soprattutto se pensiamo che fino a dieci anni fa nessuno ci scommetteva, era anzi opinione diffusa che col sole non avremmo mai combinato nulla. Ricordiamo però che la svolta riguarda per lo più le energie rinnovabili nuove, eolico e fotovoltaico, utilizzate ancora in modo decentrato. Per le centrali idroelettriche il discorso non vale, ad esempio.

Nel suo ultimo libro edito da Einaudi “Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri”, lei, da scienziato, prende posizione contro la tendenza della ricerca a sviluppare tecnologie superflue e dannose. Qual è l’opinione della comunità scientifica a riguardo?

La maggior parte dei miei colleghi accoglie sempre con gioia ogni nuovo ritrovato della tecnica. Spesso però il cosiddetto progresso tecnologico risulta futile, non migliora le nostre vite e serve solo ad alimentare i circuiti economici dei produttori. Eravamo più felici prima, forse.

Secondo lei una politica come quella della decrescita felice illustrata dal filosofo ed economista Serge Latouche è auspicabile?

La trovo già in atto. Quando un paese smette di crescere per 24 bimestri è già in decrescita. L’accrescimento eterno del PIL è fisicamente impossibile a causa della finitezza delle risorse. Il capitale economico si basa sul capitale naturale, ma quest’ultimo è fisso e destinato ad esaurire. È necessario anticipare i tempi per evitare i traumi, i risvolti infelici della decrescita.

Oggi si è parlato molto dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Ritiene che questo documento, al netto della sua originalità e della sua vis retorica, sortirà degli effetti concreti? Riuscirà a persuadere realmente cattolici e non a cambiare mentalità?

Dal punto di vista culturale la sua importanza è stata enorme, mentre le ripercussioni pratiche dei suoi contenuti sono prossime allo zero. Le politiche ambientali non sono state influenzate dalle rivoluzionarie parole del Pontefice, anche gli stessi cattolici ne ignorano l’insegnamento. Eppure il modo in cui l’uomo abita la terra dovrebbe essere il tema etico per eccellenza.

Crede che l’Italia riuscirà a tagliare le emissioni inquinanti del 50% entro il 2050, come stipulato alla recente conferenza sul clima di Parigi?

Per farlo occorre maggiore efficienza, riducendo gli sprechi a livello domestico e decentrando le fonti energetiche per utilizzare più consapevolmente le rinnovabili. Il problema è però prima di tutto culturale, dobbiamo uscire dall’era degli idrocarburi: oggi potremmo farne a meno, eppure continuiamo a importarne.

La prossima introduzione dell’ora di educazione ambientale nelle scuole riuscirà a invertire il trend culturale dominante?

È possibile ma deve essere una materia curriculare con voto e non un momento di ricreazione.

Progetti per il futuro?

Quest’estate ricomincerà la trasmissione “Fuori luogo”, in onda su Rai1 nella seconda serata del lunedì. Il filo conduttore del programma sarà la storia del territorio, cercheremo di capire come i cambiamenti della Terra hanno condizionato la comunità umana. Il passaggio dall’Italia agricola e pastorale a quella industriale ne è un esempio.

Davide Albanese

Maggio 2016

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