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Nuovo calore pulito da Rea Dalmine per il teleriscaldamento di A2A

Un investimento da 30 milioni di euro che evita 15mila tonnellate di CO2 e spegne 11mila caldaie attraverso il recupero di calore

Un concreto e notevole esempio di come allontanarsi dall’economia fossile, o meglio ancora, di come il settore industriale può essere il motore della transizione ecologica. Grazie all’accordo per il recupero del calore generato dal termovalorizzatore Rea Dalmine, A2A ha potuto ampliare la rete del teleriscaldamento del capoluogo orobico senza dover utilizzare combustibili fossili. Dal prossimo autunno, A2A Calore e Servizi potrà infatti portare calore pulito in città, riscaldando fino a 11mila appartamenti in più, grazie al calore di scarto dell’impianto Rea Dalmine.

Il progetto, avviato nel 2019, con la stipula dell’accordo tra le due società, è arrivato alla conclusione ed è stato presentato a Dalmine l’11 settembre dal Presidente di Rea Dalmine, Marco Sperandio e dall’Amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente e al Clima Giorgio Maione, della sindaca di Bergamo Elena Carnevali, del sindaco di Dalmine Francesco Bramani e del consigliere delegato della Provincia di Bergamo Gianfranco Masper.

“Il completamento di questo progetto rappresenta un traguardo strategico di assoluta rilevanza per il Gruppo Greenthesis e per l’intero territorio. Il recupero di calore dal nostro impianto di termovalorizzazione è la dimostrazione concreta di come l’innovazione tecnologica e la sostenibilità possano convergere per generare valore, ridurre lo spreco di risorse e promuovere una gestione più efficiente dell’energia – ha spiegato il presidente di Rea Dalmine Marco Sperandio -. Questo intervento non solo contribuisce ad aumentare la resilienza energetica della città di Bergamo, ma rappresenta un notevole vantaggio ambientale: grazie al recupero di calore, evitiamo l’immissione in atmosfera di circa 15.000 tonnellate di CO2 all'anno. Il nostro impegno, reso possibile attraverso una solida collaborazione con A2A, dimostra la nostra capacità di rispondere efficacemente con soluzioni concrete alle sfide che il tempo presente ci pone, contribuendo in modo significativo agli obiettivi di decarbonizzazione. Questo progetto è così un esempio virtuoso di come il settore industriale possa essere il motore della transizione ecologica”.

“Nel recente studio che abbiamo elaborato con Ambrosetti, “Sostenibilità urbana. Decarbonizzazione, elettrificazione e innovazione: opportunità e soluzioni per città future-fit”, è emerso in maniera evidente come il teleriscaldamento sia una delle leve più efficaci per decarbonizzare le città – ha commentato Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A -. Un teleriscaldamento di nuova generazione, che non utilizza fonti fossili ma cascami termici. Il recupero di calore è infatti uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile che A2A sta perseguendo in tutte le sue filiere. Stiamo lavorando affinché il teleriscaldamento utilizzi sempre più il calore di scarto dei grandi impianti industriali, termovalorizzatori, ma anche acciaierie e data center, per riscaldare e rinfrescare le abitazioni senza produrre ulteriore CO2. Con il collegamento a Rea Dalmine, Bergamo potrà ampliare la propria rete grazie a calore pulito: un contributo importante per vincere la sfida del Climate City Contract e raggiungere la neutralità climatica già nel 2030”.

Le fasi e i numeri del progetto

Il progetto si è articolato su tre livelli di intervento: la realizzazione della sezione cogenerativa presso il termovalorizzatore di Dalmine, in modo che l’impianto possa produrre non solo energia elettrica ma anche calore da cedere alla rete del teleriscaldamento; la posa di una dorsale di oltre 5,6 chilometri per portare il calore da Dalmine a Bergamo e da lì poterlo portare nei nuovi quartieri cittadini raggiunti dalla rete; il potenziamento della stazione di pompaggio all’impianto A2A di via Goltara, in città, dove è stato anche realizzato un nuovo accumulo termico, un grande serbatorio in grado di immagazzinare 5mila metri cubi di acqua calda per gestire al meglio il calore in arrivo da Rea e distribuirlo nel territorio urbano. Il risultato è un aumento di circa il 50% del calore disponibile per il teleriscaldamento di Bergamo, che significa un aumento in 5 anni di 2,6 milioni di metri cubi di volumetria riscaldata. Il termovalorizzatore Rea Dalmine, impianto modello del Gruppo Greenthesis, tratta ogni anno 150mila tonnellate di rifiuti.

Il collegamento di 5,6 chilometri per portare il calore Rea in via Goltara ha visto l’attraversamento dei comuni di Dalmine, Lallio e Bergamo, con la posa di una doppia tubazione. Questa specifica opera ha potuto contare su un finanziamento ottenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di 3,8 milioni di euro, visto che l’intervento consente di ampliare la copertura e la capacità di servizio della rete di teleriscaldamento e aumentare il numero di utenze allacciabili. Dopo l’accordo sottoscritto nel 2019 e i tempi tecnici per le autorizzazioni, i lavori di posa della nuova rete sono iniziati nel 2022 e si sono conclusi a settembre 2024. Nel complesso, il progetto ha comportato un investimento di circa 30 milioni di euro, di cui oltre 20 per la realizzazione del collegamento con la rete del teleriscaldamento e per le opere alla centrale Goltara (accumulo e sistema di pompaggio), di competenza di A2A Calore e Servizi; e di circa 9,5 milioni per la realizzazione della nuova sezione cogenerativa, di competenza di Rea Dalmine.

Il teleriscaldamento a Bergamo

Oggi il sistema di teleriscaldamento di Bergamo si sviluppa per oltre 87 chilometri, riscalda circa 37mila appartamenti equivalenti evitando l’emissione in atmosfera di 20mila tonnellate di CO2. Con il calore recuperato da Rea Dalmine, sarà possibile servire ulteriori zone della città come i quartieri Colognola, Malpensata e San Tomaso, la nuova area ChorusLife oltre alla zona dello stadio, compreso il nuovo Gewiss Stadium. In 5 anni, A2A Calore e Servizi prevede di ampliare la rete di altri 22 chilometri, con benefici ambientali ed economici per le famiglie. Grazie al recupero di calore da Rea Dalmine, verranno spente 11mila caldaie, eliminando la stessa quantità di CO2 che eliminerebbe un impianto di 25.000 pannelli fotovoltaici. La nuova estensione del teleriscaldamento consentirà di diminuire le emissioni di anidride carbonica di circa 15.000 tonnellate all'anno.

Per tutte queste ragioni, il progetto A2A-Rea Dalmine è inserito nelle azioni previste dal Climate City Contract di Bergamo. Il capoluogo orobico è infatti tra le 100 città europee (9 italiane) che hanno aderito alla missione della Commissione UE per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Un contributo fondamentale alla decarbonizzazione del Paese considerando che le città occupano il 3% della superficie terrestre ma sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni di CO2. Il recente studio A2A-Ambrosetti stima che, nel 2050, i residenti nei capoluoghi italiani supereranno l’80% della popolazione nazionale. Secondo i dati Ispra, il riscaldamento degli edifici pesa sulle emissioni di anidride carbonica per quasi il 18%. In questo quadro, il teleriscaldamento di nuova generazione, in grado di recuperare calore da fonti non fossili (termovalorizzatori, data center, cascami termici) si configura come una scelta di sostenibilità ambientale: grazie a questa tecnologia, si spengono migliaia di caldaie a gas e si utilizza calore ad alta efficienza.

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I benefici

Investimento da oltre 30 milioni di euro per sfruttare il calore di scarto dell’impianto di Dalmine e poter ampliare la rete del teleriscaldamento di altri 22 km

Con il nuovo sistema saranno serviti 11mila appartamenti equivalenti, evitando l’emissione in atmosfera di circa 15mila tonnellate di CO2

Recupero di calore aumenterà l’energia termica a disposizione della rete del 50%

 

 

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