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Verso un'architettura del futuro

8 Tallet, Copenaghen

Nei progetti degli studi internazionali BIG e MVRDV, ospiti al meeting de “I maestri del Paesaggio” a Bergamo, un'architettura che integra natura e ambiente costruito

Un nuovo concetto dell'abitare e del costruire, nel quale natura e architettura non sono opposti ma complementari. È la sfida dell'architettura del futuro, sfida che sempre più studi di design e progettazione stanno facendo propria per rispondere a esigenze precise: sostenibilità, attenzione all'ambiente e interrelazione con il mondo del green in tutte le sue forme. Una progettualità, dunque, che si muove su piani diversi e propone soluzioni altamente innovative, frutto di una concezione dell'architettura sempre più sistemica e attenta a integrarsi costruttivamente con ciò che la circonda.

Natura e paesaggio, parti integranti della nuova architettura

Basta guardare quindi ad alcuni tra i più importanti studi internazionali di architettura per rendersi conto di quanto la relazione tra paesaggio naturale e ambiente costruito sia di fatto un dialogo in continua evoluzione e costantemente alla ricerca di nuovi stimoli.

Un esempio è il BIG, acronimo per Bjarke Ingels Group, studio danese di architettura d'avanguardia e sperimentazione fondato nel 2006 dal giovane architetto Bjarke Ingels e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

Nelle progettazioni dello studio BIG, grande importanza è rivestita dalla necessità di coniugare praticità, vincoli strutturali degli edifici e approccio giocoso e integrato con l'ambiente circostante, ma anche dall'unità di visione nelle varie fasi progettuali: ecco allora che landscape, engineering, design sono parte integrante della progettualità complessiva di BIG. Il risultato è un'architettura quasi mobile, al tempo stesso eterea e radicata, come ben dimostra per esempio “8 Tallet” di Copenaghen, noto anche come “Big House”, uno dei progetti più significativi della visione di Ingels: un edificio a funzione residenziale e commerciale a forma di 8, caratterizzato da un tetto verde che sale dal terreno fino al decimo piano e da un percorso ciclo-pedonale continuo, che permette di accedere alle residenze fino all'ultimo livello.

La relazione con il paesaggio è centrale anche nelle visionarie costruzioni dello studio olandese MVRDV, fondato a Rotterdam nel 1993, che fin dall'inizio ha fatto del dialogo con l'ambiente circostante la cifra distintiva delle sue costruzioni.

Dislivelli, piani inclinati e continua innovazione e versatilità - uniti a una grande passione per la dimensione geometrica e cubica degli spazi e delle architetture - fanno sì che le proposte dello studio MVRDV siano sempre non solo ecocompatibili e perfettamente integrate nella dimensione del paesaggio che le ospita, ma anche votate all'ampiezza e alla luce. Tra i progetti più significativi dello studio troviamo, per esempio, il Padiglione Olandese a EXPO 2000 ad Hannover, la biblioteca “Book Mountain” a Spijkenisse in Olanda oppure la celebre (e contestata) “The Cloud” a Seoul.

L'International Meeting of the Landscape and Garden a Bergamo

Le visioni architettoniche dello studio BIG e dello studio MVRDV sono state portate rispettivamente da Giulio Rigoni e Kristina Knauf anche sul palco dell'International Meeting of the Landscape and Garden, svoltosi a Bergamo lo scorso 21 e 22 settembre nell'ambito della manifestazione “I Maestri del Paesaggio” e che ha visto intervenire personaggi del calibro di Piet Outdolf, Louis Benech e Sarah Eberle. Giunta alla sua ottava edizione, la manifestazione bergamasca dedicata all'architettura del paesaggio ha avuto come filo conduttore “Plant Lanscape” e ha dialogato con i diversi attori presenti sul tema proprio dell'importanza delle piante e della relazione tra natura e architettura guardando verso il futuro.

Erica Balduzzi

Ottobre 2018

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