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Stress, il pericolo di non riconoscerlo

Stress, il pericolo di non riconoscerlo

Respirazione, concentrazione, buon umore e corretta comunicazione per imparare a gestire lo stress

Rientrare dalle vacanze significa per molti ritornare a immergersi nelle consuete dinamiche lavorative. Riprendere a pieno regime può diventare un vero stress, che va ad accumularsi su persone già fin troppo abituate alla condizione fisica che lo stress porta con sé, fino ad arrivare a possibili conseguenze che lo stress da lavoro correlato può causare: ansia, rischio di depressione, possibili abusi di sostanze nocive come alcol o sigarette.

Proprio ora che si torna dalle vacanze bisognerebbe quindi investire un po' di energia nella formazione. Per questo motivo Cres Italia srl – centro di formazione AiFOS (Associazione Italiana Formatori e Operatori della Sicurezza sul lavoro) – ha organizzato per il 21 settembre a Bergamo un convegno dedicato proprio al tema dello stress, per capire come riconoscerlo, gestirlo e superarlo.

Una risposta concreta allo stress

Grazie all'esperienza maturata nel corso degli anni di affiancamento a manager e aziende nell'ambito della sicurezza e qualità sul lavoro, Cres Italia Srl ha infatti strutturato il progetto RICCO, un percorso specifico per la gestione dello stress che le è valso il Premio Innovazione 2017. «Il percorso è pensato per imprenditori, manager e professionisti – spiega Francesco De Lucia di Cres Italia Srl, ideatore del progetto - ma può essere utile a tutti coloro i quali intendono approfondire e gestire il fenomeno.

Consiste in 5 tappe, ciascuna di 4 ore, impostate per approfondire le cause, le conseguenze e soprattutto le possibili soluzioni per prevenire e gestire lo stress, affinché non diventi cronico». Per capire meglio in cosa consiste il percorso, basta sciogliere l'acronimo che ne costituisce il nome: RICCO deriva infatti da Respirazione, Inventarsi (il buon umore), Concentrazione, Comunicazione e Organizzazione, cioè i cinque step necessari per non lasciarsi sopraffare dallo stress.

Si parte quindi dalla respirazione, atto vitale e necessario ma proprio per questo dato per scontato, e dall'importanza del “breath work” per il rilassamento.
La lotta allo stress passa poi dalla capacità di inventarsi il buon umore (per migliorare il clima di lavoro, la lucidità e l'efficacia riducendo così i conflitti) e dalla concentrazione intesa come unione di corpo, mente e anima: da qui, l'utilizzo dello yoga. Gli ultimi due step del percorso passano poi dalla comunicazione – l'uso cioè delle parole giuste e del tono migliore per non accrescere le tensioni – e dal cosiddetto “benessere organizzativo”, che identifica la capacità dell'organizzazione di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale sul luogo di lavoro, favorendo in tal modo un clima sereno e aumentando quindi la produttività.

Le ricadute dello stress

Già, perché lo stress – lungi dall'essere soltanto un problema individuale – ha pesanti ricadute anche sul piano sociale, sanitario e produttivo.

Una recente ricerca riportata nel report Eu-Osha (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) ha stimato che lo stress da lavoro correlato costerebbe all'Europa più di 617 miliardi di euro all'anno, mentre uno studio effettuato in Gran Bretagna ha dimostrato che il costo complessivo di stress, ansia e depressione costi alle imprese 1.230 € per dipendente all'anno. «Nella gestione dello stress molto dipende da ogni singolo individuo – spiega ancora De Lucia -. Ognuno risponde in modo diverso e personale ai fattori stressogeni. Lo stress è una brutta bestia.

È “infettivo”! Ma lo sono anche il buon umore, la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità. Per questo il miglioramento del benessere coinvolge, a cascata, anche l’organizzazione del lavoro, la famiglia».

 

I costi dello stress

Lo “stress da lavoro correlato” è la “percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste” (definizione dell'European Agency for Safety and Health at Work).

Lo stress da lavoro correlato costa all'Europa 617 miliardi di euro all'anno, di cui:

• 272 miliardi di euro = costi per i datori di lavoro;

• 242 miliardi di euro = perdita di produttività;

• 63 miliardi di euro = costi dell'assistenza sanitaria;

• 39 miliardi di euro = costi per prestazioni previdenziali sotto forma di sussidi di inabilità al lavoro

Il costo dello stress ricade anche sulle aziende. In Gran Bretagna, il costo complessivo dello stress a dipendente è pari a 1.230,00 € all'anno, di cui:

• 32,4% dovuti all'assenteismo;

• 58,4% dovuti al calo di prestazioni dei dipendenti;

• 9,2% dovuti all'avvicendamento del personale.

(fonte dei dati: rapporto Eu-Osha “Calculating the cost of work-related stress and psychosocial risks”) 

 
Convegno a Bergamo per presentare il percorso RICCO

Presentare il percorso RICCO punto per punto in modo articolato, chiaro e comprensibile per offrire strumenti in più al fine di riconoscere lo stress quotidiano e combatterlo: è questo l'obiettivo dell'evento che si svolgerà il 21 settembre alle ore 14.30 a Bergamo, presso lo Starhotels Cristallo Palace in via Betty Ambiveri 35 a Bergamo.

La partecipazione al convegno è gratuita, ma è obbligatoria l'iscrizione entro il 18 settembre.

Si può comunicare la partecipazione scrivendo all'indirizzo info@cresitalia.it.

Per maggiori informazioni si veda il sito www.cresitalia.it oppure telefonare al numero 035 4520088. 

Settembre 2018

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