feedFacebookTwitterlinkedinGoogle+

infoSOStenibile

SPECIALE RITORNO ALLA MONTAGNA - I montanari di oggi e domani

Giovani, fieri, formati e “social”

Scarponi ai piedi e smarthphone nella mano. Paolo Valoti: «Un territorio rimane vivo e vitale solo se c'è gente che resta»

La montagna è di chi l'ha abitata, plasmata e lavorata per secoli. E di chi, oggi, rilancia nuovi modi per essere montanari, andando oltre gli stereotipi e la narrazione corrente e fuorviante, che racconta gli abitanti della media montagna secondo il modello “nonno di Heidi”. Oggi a far vivere le terre alte sono spesso giovani imprenditori appassionati, competenti, tecnologici, capaci di far dialogare mondi diversi senza per questo perdere le proprie radici. A delineare i tratti di questa imprenditoria in quota e di qualità - consapevole delle difficoltà quanto delle potenzialità di un modo altro di approcciarsi alla montagna - è Paolo Valoti, montanaro per scelta di vita prima che per nascita, presidente del Cai Bergamo nonché coordinatore dell'unione bergamasca sezioni e sottosezioni del Cai bergamasco e dell'osservatorio per le montagne bergamasche, che spiega: «per promuovere e tutelare un territorio difficile e articolato come quello montano, è necessario un dialogo continuo con chi vive di montagna, in montagna. Con chi vi abita e vi porta innovazione e capacità di visione sostenibile, anche economica».

Un'alleanza necessaria per le terre alte

«Quando si parla di montagna, è importante distinguere tra l'alta montagna, che è il terreno dell'incontaminato, cioè lo spazio oltre i rifugi e i sentieri, e la media montagna, laddove cioè per secoli uomini e donne hanno da sempre plasmato il territorio, definendo forme di agricoltura, allevamento e gastronomia peculiari. Senza chi la vive, la montagna è pietre e sassi: bellissima, certo, ma vuota. Per questo è necessario riconoscere il legame indissolubile che intercorre tra le terre alte e le loro genti», spiega Paolo Valoti.

Proprio in quest'ottica si inseriscono i progetti sviluppati negli ultimi anni dal Cai Bergamo, nella consapevolezza che le finalità di promozione, conoscenza e tutela della montagna promosse dall'associazione possono essere raggiunte soltanto con una concreta alleanza con i montanari. «All'interno del progetto “Save the Mountains and their cultural heritage – Salviamo le montagne e il loro patrimonio culturale”, realizzato tra sentieri, valli e rifugi delle Orobie Bergamasche per promuovere insieme valori comuni di educazione e sostenibilità per le genti e i territori di montagna, da tre anni proponiamo ad esempio il bando “Giovani imprenditori in montagna”, per premiare gli under 35 che scelgono di sviluppare la propria idea di impresa e lavoro nelle nostre terre alte». Quest'anno il bando sarà attivo fino al 30 novembre 2021, informazioni su caibergamo.it.

I montanari di oggi e domani: giovani, fieri, formati

«È fondamentale uscire dallo stereotipo che vuole il montanaro arretrato, ignorante, un po' grezzo. Non c'è niente di più errato», afferma Valoti. «A investire oggi in montagna sono soprattutto giovani, molto convinti e soprattutto molto radicati, orgogliosi della propria appartenenza e capaci di veicolare un'innovazione significativa in ottica ambientale, territoriale, culturale. Non solo: svolgono anche un importante ruolo nella narrazione della montagna, nella normalizzazione di attività lavorative prima distanti dalle masse e lo fanno grazie alla capacità di unire nella propria visione i saperi del territorio con le innovazioni della comunicazione e dei social».

Questo, secondo Paolo Valoti, è un aspetto da non sottovalutare: i montanari di oggi sono connessi alla modernità, scarponi ai piedi e smartphone in mano. Lavorare in quota non significa più isolarsi da tutto e da tutti: ecco allora che la montagna torna a essere attrattiva, a offrire spazi di azione e impresa prima impensabili: «Un ruolo fondamentale ce l'ha però la rete tra i vari attori che, a vario titolo, operano sul territorio», aggiunge Valoti. «Oggi l'abitare in montagna riscuote un crescente interesse, sia da parte dei singoli, sia da parte delle istituzioni. Sul territorio bergamasco riscontriamo una maggiore attenzione in questo senso: è importante continuare a costruire insieme altre opportunità, nel rispetto delle specificità dell'ambiente, delle società montane e nella consapevolezza condivisa che un territorio rimane vivo e vitale solo se c'è gente che resta».

Novembre 2021

Articoli Correlati

Clicca qui sotto per aprire la Newsletter:
Clicca qui sotto per aprire la Newsletter:
InfoSOStenibile partecipa come stakeholder del Comune di Mozzo, al progetto europeo Just...
Una pianta semplice ma ricca di proprietà La cicoria è diffusa in tutti i continenti e...