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Se la cucina buona passa dagli “scarti”

Valeria Bergamelli

Valeria Bergamelli sperimenta ricette con gli scarti di frutta e verdura e con il cibo in esubero

«Partendo dal cibo che portiamo sulla nostra tavola, possiamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente, e fare qualcosa per il nostro pianeta»: Valeria Bergamelli, 39 anni, appassionata di cucina vegetariana, molto attenta alle tematiche legate al consumo critico, è accompagnatrice nel progetto di educazione in natura Pachamama a Olera. Abita a Nembro, nella comunità familiare Cascina Solidale Terra Buona, dove il recupero del cibo è all’ordine del giorno: le verdure della Cooperativa Areté che non si riescono a vendere vengono recuperate, così come il cibo in esubero da una comunità di persone con disabilità. È lei ad occuparsene e a inventare ricette per riutilizzare il tutto. 

Cibo “second-hand”

Da questi “scarti” prendono così vita nuovi piatti, grazie a ricette semplici e gustose. Come i mini muffin con le carote grattugiate avanzate e nocciole, il paté con la buccia di zucca, il pesto o le frittatine con le foglie di ravanello, biscotti con scarti di centrifuga, crostini al pesto di sedano, bucce di kiwi caramellate

I piatti sono stati presentati lo scorso anno durante una serie di eventi al negozio Rivestiti di Bergamo, che si occupa proprio di economia circolare e second hand e che ha voluto proporre degli aperitivi con ciò che di solito viene quindi gettato via ma che potrebbe avere una seconda vita, proprio come gli abiti del negozio. «Realizzavo già ricette simili a casa - racconta Valeria -, ma la richiesta di cucinare per questi eventi mi ha stimolata e mi sono avventurata in altre sperimentazioni. La ‘sfida’ è piaciuta ai partecipanti che hanno assaggiato. Si scarta sempre molto cibo: pensiamo ad esempio alle bucce di patate, o alle foglie del sedano».

E aggiunge: «Oltre al recupero, bisognerebbe però lavorare alla riduzione a monte degli scarti, cercare di usare prodotti di stagione, anche all’interno delle mense scolastiche, ridurre il consumo di carne e pesce, abituare i nostri figli a merende sane». Le ricette proposte da Valeria sono semplici e intuitive. Un esempio? Quella del pesto di sedano: bisogna tritare le foglie dei gambi di sedano (che spesso vengono scartate) con 100 grammi di mandorle pelate, uno spicchio d’aglio, dell’olio evo, sale e sesamo. Lo si può utilizzare per farcire un panino vegano o per la pasta, allungandolo con un po’ di acqua. 

Giada Frana

Novembre 2019

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