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La psicologia nei cartoni animati. Alice apre le danze

La psicologia nei cartoni animati. Alice apre le danze

L’équipe TheClew riprende la sua rubrica con un’analisi psico-filo-pedagogica dei cartoni animati della nostra vita

Si delinea nascosta, come scritta nella trama delle immagini che scorrono davanti a occhi curiosi e ammaliati, la psicologia che alberga nei cartoni animati della nostra vita.

Quelli che da bambini ci hanno entusiasmato, quelli che da adulti ci hanno incuriosito e quelli che, ormai da genitori, impieghiamo come potente veicolo educativo. Così, da questo numero, l’équipe TheClew proporrà nella rubrica Sostenibil-Mente una digressione psicologica, filosofica ed educativa a partire dai cartoni animati.

Nel Paese delle Meraviglie

Ho deciso di cominciare da Alice, un’eroina in cui mi sono spesso rispecchiato.

Il cartone animato, prodotto dalla Walt Disney nel 1951, trasposizione cinematografica del sagace libro di Charles Lutwidge Dodgson (in arte Lewis Carroll), rimane a oggi un evergreen.

Alice è un racconto per tutti: un viaggio in cui i bambini rintracciano le prove da superare per divenire adulti, ma anche la necessaria regressione a un mondo che l’adulto rischia di perdere perché spesso stressato e incarcerato nella trappola dell’eccessiva razionalizzazione della propria vita.

Le possibilità interpretative di questo racconto sono svariate e sorprendenti, capaci di immergerci nel mondo della psicoanalisi e delle sue patologie, così come in quello del paradosso logico-linguistico o ancora nella parodia della società vittoriana.

Per deformazione e matrice personale ho scelto di approfondire qui l’interpretazione simbolico-pedagogica. In questo senso Alice nel Paese delle Meraviglie è la metafora di un viaggio dentro di sé in un percorso che conduce dall’essere bambini, privi di orientamento, a diventare adulti coscienti del proprio sé originale.

Bianconiglio, Brucaliffo, Stregatto

Stesa nel suo giardino, accanto alla sorella, Alice piomba nel sonno - e lì, in un pozzo - probabile simbolo dell’inconscio che ognuno di noi può ritrovarsi a esplorare. È il Bianconiglio, che “impersona” un evento inaspettato talvolta rivelatore di una realtà superiore, a trascinarla in questa dimensione: perdita, crisi o forse strada in grado di renderci adulti.

Tra gli incredibili personaggi che Alice incontra durante il suo viaggio c’è il Brucaliffo che insiste nel chiederle “Cosa essere tu?” costringendola a porsi di fronte a se stessa e a liberarsi a poco a poco dalle maschere che spesso indossiamo.

Sarà poi la volta dello Stregatto e di un altro grande tema: quello della scelta della direzione da prendere nella propria vita; non la strada giusta per eccellenza, ma quella che ci porta verso la nostra vocazione personale.

Cappellaio Matto e Regina di Cuori

Nel suo viaggio Alice incrocerà poi il Cappellaio Matto, voce capace di contrapporre il tempo frenetico – “è tardi, è tardi” dice il Bianconiglio - a un tempo che si ferma, propizio e interiore, che scorre nella ricerca del proprio ritmo personale.

Tra le ultime prove che Alice deve affrontare nel Mondo delle Meraviglie c’è quella rappresentata dalla Regina di Cuori: simbolo del potere che vuole dominare la nostra dimensione interiore con leggi sociali a volte non coerenti con la natura della nostra anima. Le persone sono carte, meri numeri privi di potere alcuno. Alice infatti, dopo aver riferito alla regina l’intento di trovare la propria strada, si sentirà rispondere che lì le strade sono solo sue.

Sarà la sua chiara visione delle cose, prodotto del viaggio fuori e dentro di sé, a farla crescere “a dismisura” per combattere e vincere la dispotica regina, inerme di fronte all’autenticità raggiunta da Alice. È così che termina il viaggio della nostra eroina. Ora invece, è tempo di cominciare il vostro. Buona visione, buona ricerca.

Alessandro Fortis, Fondatore e formatore dell’équipe TheClew

Ottobre 2017

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