feedFacebookTwitterlinkedinGoogle+

infoSOStenibile

La creatività sostenibile dell’errore

La creatività sostenibile dell’errore

Sbagliare non solo è umano, di più

Come accogliamo gli errori? Siamo davvero convinti che sbagliare sia la fine? E se invece fosse l’inizio, citando la maieutica socratica, “in ogni errore giace la possibilità di una storia”? Occorre quindi una rivalutazione coraggiosa dell’errore, da frustrante momento di rabbia a occasione di creatività, da momento regressivo a passaggio progressivo e prezioso.

Quante volte siamo rimasti bloccati di fronte a una scelta per paura che si trasformasse in uno sbaglio? È importante non drammatizzare l’errore, ma utilizzarlo come mezzo chiave per conoscersi, lasciandosi condurre verso l’accettazione e la mutua correzione nella consapevolezza di se stessi.

L’errore è dunque uno degli strumenti per eccellenza che abbiamo a disposizione per imparare e la capacità di apprendere concretamente dai nostri sbagli dipende in maniera determinante dal nostro atteggiamento mentale di fronte a essi.

Ciò è stato dimostrato nello studio condotto da alcuni scienziati della Michigan State University, partiti da una semplice riflessione: perché alcune persone imparano più facilmente dai propri errori? Tutti sbagliamo, ma l’importante è ciò che avviene dopo. Ignoriamo l’errore per salvaguardare la fiducia in noi stessi?

Oppure approfondiamo l’errore cercando di imparare da esso? Se iniziamo a pensare che sbagliare sia utile, apprendiamo meglio dalle nostre esperienze di chi evita di dare rilevanza a uno sbaglio commesso per un eccesso di autostima.

Quindi abituarsi a vedere nel fallimento una possibilità di crescita, piuttosto che una semplice mortificazione, è determinante per la capacità futura di apprendere. D’altro canto, la parola errore viene dal francese antico errer, che significa viaggiare, superare i confini; in questo senso errore e creatività vanno a braccetto.

Un errore può essere allora fonte di scoperta, punto di partenza per andare avanti nella conoscenza, stravolgendo il punto di vista tradizionale e uscendo dagli schemi. Si parla di serendipity, attitudine a osservare anomalie e errori, a capirne il potenziale creativo vedendo nello sbaglio un punto prospettico diverso.

Vera Zanchi

Psicoterapeuta dell’équipe TheClew

Giugno 2016

Articoli Correlati

Incontri, scambi, momenti formativi e ludici hanno arricchito la nuova edizione della...
Dal 21 giugno al 12 luglio torna il festival organizzato da Legambiente Bergamo che...
Il recente libro di Elena Granata evidenzia come le donne abbiano sempre maturato un...
Al Polaresco l’1 e il 2 giugno un fine settimana dedicato ad ambiente, natura e cura del...