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La bellezza dell'abbandono

© Jonhatan della Giacoma per Ascosi Lasciti, Lombardia

I ragazzi del blog “Ascosi Lasciti” hanno fatto della caccia ai luoghi in rovina una filosofia: tra decadenza e tesori nascosti, un movimento di esplorazione urbana che si fa arte

Raccontare la bellezza celata nei luoghi abbandonati, puntare l'obiettivo della macchina fotografica nelle viscere di edifici, abitazioni, fabbriche scivolati nell'oblio dell'uomo ma non del tempo.

Quello che dal 2012 portano avanti i ragazzi e le ragazze di “Ascosi Lasciti” non è solo una velleità estetica, ma una vera e propria filosofia underground, un movimento che unisce arte, caccia al tesoro (fotografico) ed esplorazione e che è stato ribattezzato “urbex”, cioè urban exploration. Ascosi Lasciti è uno spazio virtuale, un blog che vede la partecipazione di una quindicina di persone e raccoglie oggi fotografie e racconti da location abbandonate in Italia ma anche in Europa e nel mondo.

«Il sito nasce un po' per gioco come mio progetto personale – racconta Alessandro Tesei, fondatore del blog -. Ho sempre amato gironzolare in posti abbandonati e quindi ho semplicemente portato avanti questa passione anche una volta cresciuto». Videomaker e fotografo di origine marchigiana, diplomato in arti visive e multimediali all'Accademia di Belle Arti di Macerata, Alessandro ha aperto il blog per «dare un minimo di ordine all'incredibile quantità di materiale raccolto in questi anni. Poi pian piano il gruppo è cresciuto – spiega – e ora siamo circa una quindicina di persone tra Italia ed estero, tutti appassionati di luoghi abbandonati».

Urbex, hobby o movimento artistico?

Il movimento dell'urbex non è cosa nuova. Fenomeno proliferato inizialmente all'estero e legato alla fotografia di viaggio e al reportage, l'esplorazione di location abbandonate sta prendendo sempre più piede anche in Italia.

«È un hobby? Un movimento artistico? L'urbex si può vivere in molti modi – continua Alessandro Tesei -. Per me esplorare e fotografare luoghi abbandonati significa ridare loro dignità. Mi definisco un po' un cercatore di storie. Mi appassionano ad esempio i palazzi nobiliari in rovina: al di là della bellezza estetica, fotografare questi edifici porta a riflettere intimamente sull'inutilità dell'accumulo, sulla caducità dell'esistenza. La realtà dell'uomo è fatta di passaggi, e noi cerchiamo di raccontarli e riprenderne le fila».

Sul sito di Ascosi Lasciti è così possibile trovare foto di fabbriche in disuso, vecchi palazzi, addirittura chiese sconsacrate o prigioni abbandonate.

Tanto in Italia quanto nel resto del mondo. Certo, nell'urbex non mancano i rischi: si parla pur sempre di proprietà private, anche se in rovina, quindi spesso si potrebbero rischiare denunce, sebbene l'intento sia soltanto quello di scattare foto. Inoltre, i luoghi in stato di abbandono possono essere pericolanti e pericolosi. Per questo il team di Ascosi Lasciti è chiaro: non ci si improvvisa. E soprattutto, il rispetto è basilare: si entra quasi in punta di piedi, non si tocca niente e non si diffondono le localizzazioni esatte dei luoghi fotografati per evitare che diventino preda di turismo invadente e sconsiderato.

«Ascosi Lasciti significa letteralmente doni nascosti, celati. Ho scelto questo nome perché mi fa pensare a qualcosa da riscoprire, alla necessità del silenzio quando si entra in questi luoghi. È l'unico modo per coglierne e preservarne la bellezza».

Per approfondimenti: www.ascosilasciti.com

Erica Balduzzi

Copyright foto:

© Marianna Arduini per Ascosi Lasciti, Emilia Romagna

© Jonhatan della Giacoma per Ascosi Lasciti, Lombardia

 

Ottobre 2018

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