BERGAMO SOSTENIBILE
Dirama chiude l’anno con uno spettacolo itinerante alla scoperta dell’area umida di Colognola e del parco a sud di Bergamo
Sabato 12 settembre un territorio naturale e di pregio della cintura di Bergamo è stato al centro di un appuntamento speciale che ha unito divulgazione scientifica, sensibilizzazione ed espressione artistica.
Un'esperienza tra arte e natura
L’evento, parte integrante del ciclo “Dirama” curato da Legambiente e inizialmente programmato per l'inizio dell'estate ma rinviato per impedimenti tecnici, ha concluso il programma annuale offrendo ai cittadini un’occasione concreta per immergersi nella biodiversità locale. Partendo dall’imbocco del percorso ciclopedonale presso le scuole medie del quartiere Colognola, i partecipanti hanno attraversato a passo lento i sentieri campestri accompagnati da uno spettacolo teatrale itinerante ideato e inscenato dalla compagnia Segnavento, che ha trasformando la passeggiata in una piacevole esperienza di immersione nell’ambiente circostante.
L'area umida, polmone di vita
Il punto d'arrivo dell'itinerario, l'Area Umida di Colognola e Grumello, è uno dei cuori pulsanti del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) Agricolo Ecologico "Madonna dei Campi". I volontari di Legambiente hanno illustrato le peculiarità della flora e della fauna permettendo di apprezzare il grande valore di questo ecosistema prezioso e complesso, nato specificamente per tutelare specie che altrimenti non troverebbero spazio nella pianura antropizzata: piccoli anfibi, insetti impollinatori fondamentali per l'agricoltura, e numerose specie di uccelli stanziali e migratori. Le zone umide sono un ecosistema talmente prezioso per la biodiversità che sono oggetto dal 1971 della Convenzione di Ramsar, un trattato internazionale dedicato alla loro conservazione. Oltre a svolgere una funzione di rifugio biologico, l'area umida è una vera e propria aula a cielo aperto. Qui, grazie a postazioni studiate per non disturbare la fauna, è possibile osservare e comprendere sul campo quanto la presenza dell'acqua regolamenti il clima micro-locale e la ricarica delle falde, quanto favorisca le specie animali e vegetali presenti e la salute complessiva dei quartieri limitrofi.
Dalla cementificazione alla tutela
La storia che ha portato alla nascita e al consolidamento di questo parco non è un fatto casuale, ma il risultato di una consapevolezza maturata dal basso e della collaborazione tra comunità e istituzioni. I quartieri periferici di Colognola, San Tomaso de' Calvi, Grumello e Grumellina, insieme al comune di Stezzano e alla prima cintura urbana a sud di Bergamo, hanno vissuto per decenni sotto una forte pressione infrastrutturale e industriale. La presenza dell'Autostrada A4, dell'Asse Interurbano, delle linee ferroviarie, dell'aeroporto di Orio al Serio e di impianti industriali complessi aveva progressivamente frammentato il paesaggio, spingendo la qualità dell'aria a livelli critici e minacciando la salute pubblica.
In passato, le schede urbanistiche tendevano a considerare i terreni agricoli superstiti come semplici "spazi vuoti" da occupare con nuovi insediamenti edilizi, come complessi commerciali, poli industriali, arterie stradali o il progetto del nuovo stadio, che avrebbe dovuto sorgere proprio qui insieme ai relativi interventi di contorno, quali attività commerciali, grandi parcheggi, ecc.. Questa impostazione avrebbe portato alla saldatura definitiva dei centri abitati in una conurbazione continua e priva di identità. A fronte di questo rischio, le associazioni ambientaliste e i comitati di quartiere hanno proposto una visione alternativa e sostenibile: trasformare quelle aree libere in un Parco Agricolo Ecologico.
Parco Agricolo Ecologico dal 2011
E’ così che a giugno 2011 viene istituito dalla Provincia il PLIS (Parco di Interesse Locale Sovracomunale, forma di tutela “leggera”), un’area che si estende oggi su una superficie di circa 700 ettari, distribuita tra i territori comunali di Bergamo e Stezzano. Un territorio che, pur frammentato da infrastrutture storiche, conserva la trama rurale dell'alta pianura bergamasca, solcata da antichi tracciati irrigui e corsi d'acqua come il Torrente Morletta e la Roggia Morlana, la cui canalizzazione risale all'epoca medievale e romana.
La creazione del parco ha permesso di centrare obiettivi strategici irrinunciabili: fermare l'inutile consumo di suolo, proteggere la continuità agricola e garantire un "polmone verde" attorno alla città, in grado di purificare l'aria e mitigare gli impatti climatici urbani. Un tassello fondamentale di questo percorso si è realizzato nel 2019 quando, grazie al co-finanziamento di Fondazione Cariplo nell'ambito del bando Comunità Resilienti, sono stati portati a termine due interventi: la piantumazione di un frutteto al margine di Colognola e la creazione di un'area umida contornata da un nuovo bosco in via San Giovanni Campi a Grumello del Piano.
Connessioni verdi verso il futuro
Oggi il Parco Agricolo Ecologico Madonna dei Campi sta vivendo un'ulteriore ed importante fase di evoluzione etica e amministrativa. Per la quota di territorio ricadente nel Comune di Bergamo (circa 257 ettari), è stato avviato il processo formale di accorpamento al Parco Regionale dei Colli di Bergamo, preceduto da un ampliamento dei confini di circa 50 ettari. Questa scelta strategica non è solo un atto formale, ma mira ad alzare il livello di protezione giuridica dei luoghi, integrando la pianura con la fascia collinare a nord della città.
L'obiettivo finale è la costruzione di un vero e proprio corridoio ecologico continuo, capace di far dialogare le diverse reti ambientali provinciali e regionali secondo la filosofia del “Sistema Green Way”.
Inoltre, l'integrazione punta a sviluppare una fruizione sociale sempre più inclusiva e attenta ai bisogni delle persone. Tra le righe di questo territorio si intrecciano infatti storia e valore sociale: dal Santuario della Madonna dei Campi a Stezzano - la cui origine risale al XII secolo e che custodisce opere d'arte di pregio - fino alle esperienze di agricoltura sociale e policoltura didattica.
Rendere fruibili questi spazi attraverso la rete di piste ciclabili e camminamenti significa restituire alla collettività luoghi di benessere, di mobilità dolce e di integrazione sociale. Custodire il Parco Agricolo Ecologico non significa quindi “soltanto” tutelare l'ambiente, ma praticare una pianificazione etica del territorio, dove la qualità della vita dei cittadini torna a essere il punto di partenza e il fine ultimo di ogni scelta pubblica.
Simonetta Rinaldi




























































