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Il giro del mondo in 145 padiglioni

Il giro del mondo in 145 padiglioni

Come previsto, all’inaugurazione il sito era ancora da ultimare ma tra i visitatori vincono stupore e incanto

Non era ancora tutto perfettamente ultimato nel sito espositivo, ma la curiosità e la voglia di esserci era tanta, come hanno dimostrato gli indici di ascolto televisivi registrati durante la cerimonia di inaugurazione e soprattutto le 400 mila persone che hanno visitato il sito nei primi due giorni di apertura.Diversi gli ingressi ancora in allestimento, così come le strutture di servizio che dovranno accogliere i visitatori.

Qualche polemica sulle scarse coperture del Decumano che lasciavano passare la pioggia battente, rendendo indispensabile l’ombrello e generando un po’ di malcontento per l’impossibilità di visitare alcune aree dei padiglioni, non ancora ultimate.

Non tutti i Paesi ospitati nei Cluster erano presenti e tante strutture di sorveglianza e di servizio (bagni, uffici, bookshop) non erano ancora ultimate o erano inaccessibili al pubblico. Se il Cardo e il Decumano, i due assi principali di Expo, si presentavano relativamente pronti per i riflettori, in alcuni punti delle vie laterali erano ancora ammassati i detriti da portare via e tante erano le strutture chiuse, come il Biopark. Fa eccezione l’annunciato e comprensibile ritardo del padiglione del Nepal, che dopo la tragedia del terremoto è rimasto senza operai, rientrati per raggiungere le famiglie. A portare avanti i lavori hanno collaborato tanti operai italiani anche a titolo volontario. E proprio al padiglione del Nepal, il premier Renzi ha voluto rendere omaggio con una visita dopo l’inaugurazione.

Nonostante i lavori ancora da ultimare, largamente previsti e annunciati, Expo sembra essere partito col piede giusto e le prime impressioni dei visitatori tra i padiglioni sono di meraviglia e stupore. Ora restano 6 mesi per vincere la scommessa e altrettanti per visitare il mondo in 150 tappe.

 

Arianna Corti

Maggio 2015

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