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Gli ambulanti del gusto; esportare cibo, cultura e tradizioni

Gli ambulanti del gusto; esportare cibo, cultura e tradizioni

Adriano Ciolli coordinatore nazionale dei venditori ambulanti di Confesercenti; una vita tra fiere e Mercato europeo dei sapori

“Carneade chi era costui?” Se lo chiedeva don Abbondio nei Promessi Sposi di manzoniana memoria. Anche la gente comune potrebbe farsi la stessa domanda quando nominiamo Adriano Ciolli, ma vien da sé che con un po’ di intraprendenza e curiosità, grazie al web, si riesce a carpire qualcosa.

Quando vediamo una fiera, un mercato, una qualsivoglia forma di somministrazione di alimenti e bevande all’aperto, spesso c’è lui, non tanto dietro al bancone, ma in qualità di Coordinatore nazionale A.N.V.A. (Associazione nazionale venditori ambulanti) nell’ambito dell’organizzazione della Confesercenti che vanta 1500 sedi in tutta Italia. La curiosità nell’intervistarlo è tanta ed è un piacere sentirlo parlare dell’associazione e della sua storia, che sciorina con gli occhi vividi e una strana eleganza che non si sofferma su particolari futili ma riesce a coinvolgerti con semplicità disarmante.

Nel 1972 nasce la Confesercenti e Adriano Ciolli viene candidato subito come responsabile nazionale ambulanti. Poco dopo diviene responsabile dei rapporti con l’Europa e in quegli stessi anni ricopre la carica di vice segretario europeo ambulanti, fino a divenire coordinatore nazionale A.N.V.A., associazione che in numeri rappresenta ben 42 mila ambulanti iscritti: «Se fossi stato un funzionario di banca non avrei conosciuto tante persone, né avrei avuto opportunità così numerose e di questo sono immensamente grato a Confesercenti».

Ma quali sono i compiti dell’associazione? «Il mio ruolo è duplice – spiega Adriano Ciolli - Da un lato vi è la realizzazione delle Fiere e degli eventi e dall’altro il lavoro sindacale a favore degli ambulanti, come ad esempio la tutela della categoria in termini legislativi, anche attraverso iniziative quali il rinnovo delle licenze fino al 2029 per chi già opera come ambulante». Inoltre l’associazione organizza corsi di formazione professionale per chi vuole diventare un professionista dello street food, prepara proposte di legge al governo contro la contraffazione, contro gli abusivi e gli organizzatori improvvisati di fiere, che rendono dura la vita a chi l’ambulante lo fa di mestiere, nel rispetto di tutte le normative.

Tra gli eventi di successo nella storia dell’associazione, da annoverare indubbiamente il Mercato europeo dei sapori con operatori italiani e stranieri provenienti da tutta Europa, ciascuno con i propri prodotti tipici. Come raccontano Adriano Ciolli e il suo braccio destro, Riccardo Roselli, si è capito da subito che l’idea avrebbe avuto un enorme successo, anche se non è stato facile perché ai tempi non esisteva l’Unione Europea come la conosciamo oggi, né tantomeno la moneta unica.

«Nel 1990 il primo Mercato a Strasburgo fu molto complicato perché c’erano le dogane e i trasporti delle merci da parte degli ambulanti erano visti come invasioni barbariche, soprattutto in Svizzera, dove in quella occasione alcuni operatori vennero trattenuti per tre giorni. Due anni dopo il Mercato si svolse a Manchester e così via ogni due anni fino al grande appuntamento italiano svolto a Firenze in Piazza Santa Croce nel 1996. Il Mercato Europeo si distingue da tutti gli altri mercati grazie alla mescolanza di profumi, colori, cibi e produzioni tipiche, preparati da chi in mezzo a quei prodotti ci è nato e con orgoglio li esporta in tutto il mondo: normalmente una fiera del Mercato europeo conta fino a un centinaio di banchi che attraggono incuriositi gli sguardi di grandi e piccini.

Passeggiando, si possono notare le specialità della Lapponia accanto a quelle degli spagnoli, sempre intenti a preparare esagerate dosi di Paella, oppure ancora il banco polacco con le sue salsicce lunghe un metro. Oltre al commercio delle produzioni tipiche per le vie di tutta Europa, questi eventi si propongono come obiettivo lo scambio e l’interazione tra gusti e culture, per creare occasioni di lavoro e di reciproca ospitalità, che prevedono spesso l’organizzazione di rassegne culturali tipiche del posto.

Se volete sapere dove il mercato europeo si muove potete consultare il sito dell’ANVA (www.anva.it) oppure tenete d’occhio la rubrica dell’angolo del gusto di infoSOStenibile, con l’elenco dei luoghi e delle prossime date, tutte da gustare!

Giuseppe Martelli

Diego Moratti

Marzo 2015

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