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Giotto torna a Milano

Giotto - Polittico di badia

La mostra a Palazzo Reale sarà visitabile fino al 10 gennaio

La mostra “Giotto, l’Italia” a Palazzo Reale chiude un cerchio aperto quasi settecento anni fa, alla fine della lunga e proficua carriera del pittore toscano: proprio in questo luogo, allora palazzo del signore della città, Azzone Visconti, Giotto dipinse le sue ultime opere.

Erano gli anni tra il 1335 e il 1337 e l’artista era stato mandato a Milano dal governo fiorentino per eseguire un ciclo di affreschi.

A quel tempo Giotto era una vera e propria star e la sua fama lo portò a operare ben lontano dal suo luogo nativo, fatto sbalorditivo per l’epoca.

Ottenne committenze di grande prestigio su tutto il territorio italiano del Trecento: prima di Milano, infatti, aveva lavorato a Bologna, Napoli, Assisi, Roma, Padova e Rimini oltre che nella sua Firenze, città in cui nacque nel 1267 e dove tornerà dopo ogni viaggio, nel quartiere di Santa Croce.

Giotto fu lanciato verso il successo dai francescani, per i quali dipinse alcuni affreschi della basilica superiore di Assisi quando era assistente di Cimabue. Fin dagli esordi dimostrò di essere un innovatore; l’intensità drammatica trasferita nelle figure, la rappresentazione razionale dello spazio, l’uso della luce per modellare i corpi e gli oggetti fecero immediatamente comprendere che stava nascendo un nuovo modo di rappresentare e raccontare: non più iconico e formale come era nell’arte bizantina, ma reale e carico di umanità.

Le opere successive confermarono questa tendenza ed evidenziarono come la ricerca di Giotto fosse incessante: l’artista osservava la realtà e cercava di riprodurne il vitalismo.

Questo comportò un rinnovamento anche nella raffigurazione delle fisionomie dei personaggi: dopo secoli di volti dallo sguardo fisso, grave e solenne, finalmente anche i sentimenti poterono entrare a pieno diritto nelle rappresentazioni.

La mostra di Milano presenta quattordici selezionatissimi capolavori ed è organizzata per tappe che documentano i quarant’anni di carriera dell’artista; è parte del progetto “Giotto, l’Italia. I luoghi” che ha come scopo la valorizzazione dei luoghi dell’Italia giottesca.

Per maggiori informazioni sulla mostra e sugli itinerari per conoscere il pittore sul territorio: www.mostragiottoitalia.it e www.luoghigiottoitalia.it.

Livia Salvi

 

Didascialie foto:

[1] Polittico Stefaneschi (secondo decennio del Trecento) - Tempera e oro su tavola dalla basilica di San Pietro (Città del Vaticano)

[2] Polittico di Badia - Madonna col Bambino, particolare dallo scomparto centrale (1295-1300) tempera e oro su tavola dalla chiesa di Badia (Firenze) Galleria degli Uffizi

[3] Polittico di Santa Reparata - Annunciazione, particolare dal verso (1310 ca) - Tempera e oro su tavola dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore (Firenze)

Ottobre 2015

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