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Capibara. Il maialino delle Ande

Capibara

Il più grosso roditore esistente è un simpatico animale semi-acquatico

Anche se i roditori non sono particolarmente amati, sembra impossibile che i capibara possano suscitare repulsione alcuna. Sarà senz’altro per via del musetto simpatico e dell’espressione buffa, oltre che dell’atteggiamento mite e rilassato. Qualche anno fa divenne anche virale un video divertente in cui sette capibara che vivono nello zoo di Saitama, in Giappone, si immergono con piacere in una vasca piena d’acqua bollente.

Noti anche come “maiali acquatici”, i capibara sono fondamentalmente dei grossi porcellini d’india, imparentati alla lontana coi cincillà e con gli aguti: possono superare il mezzo metro di lunghezza e raggiungere i settanta chili di peso, dimensioni che ne fanno l’esemplare più grosso della famiglia dei roditori. Hanno dei lineamenti tozzi e una corporatura massiccia, la testa pesante, il muso tronco e squadrato e il labbro superiore profondamente inciso.

I capibara si concentrano nelle zone tropicali e temperate del Sud America, a est delle Ande, dove vivono in prossimità di laghi, fiumi e paludi; per questo le loro zampe sono parzialmente palmate, caratteristica che li rende degli ottimi nuotatori. In acqua passano la maggior parte del loro tempo, rilassandosi, rotolandosi nel fango e sgranocchiando erbe e piante acquatiche, arrivando a ingerire fino a otto chili di vegetali in un giorno.

Occhi, orecchie e narici si trovano nella parte superiore della testa, quindi possono stare immersi quasi del tutto sotto il filo dell’acqua, proprio come fanno gli ippopotami; capita persino che in questa posizione si addormentino. Sono in grado di rimanere in apnea fino a cinque minuti, nascondendosi così dai predatori, quali giaguari, puma, alligatori e ocelot, che raramente riescono a sorprenderli, essendo i capibara dotati di udito e olfatto finissimi.

Come gli altri roditori, i capibara hanno lunghi incisivi che usano per rosicchiare piante acquatiche, cortecce, tuberi e canna da zucchero; possono superare gli otto centimetri e hanno una crescita continua per compensare l’usura provocata dall’uso costante.

Raggiungono la maturità sessuale intorno al quindicesimo mese di vita. Le femmine partoriscono, una sola volta l’anno, un numero di piccoli che va dai quattro agli otto, che in genere allattano standosene in posizione seduta.

I cuccioli sono molto precoci e in grado di seguire la madre già poche ore dopo il parto, ma si rendono indipendenti dopo molti mesi, quando ormai hanno raggiunto uno sviluppo corporeo considerevole. I capibara, di indole molto tranquilla, vivono solitamente in branco.

Nonostante siano animali selvatici, il loro comportamento mite ha indotto le popolazioni intorno al fiume Paranà, in Brasile meridionale, Uruguay e Argentina settentrionale, a catturarlo per servirsene come animale da compagnia, occasionalmente a mangiarlo per via della bontà delle sue carni, che pare assomiglino per aspetto e sapore a quelle del maiale.

Per evitare rivolte da parte degli Indios, nel XVIII secolo la Chiesa cattolica decise di omologare la carne di capibara a quella del pesce, consentendone il consumo durante la Quaresima. Il pretesto fu la considerazione che il capibara passa gran parte del suo tempo in acqua e il roditore divenne così la più inusuale delle deroghe alla regola dell’astinenza dalle carni. In Italia, la detenzione di capibara da parte di privati è vietata dal 1996.

Laura Spataro

 

 

Traduzione in inglese a opera di ViceVersa Group

Capybara: the Andes pig. The largest rodent in the world is a cute semi-aquatic animal

Whilst rodents are not especially well loved, capybaras must surely be impossible to hate. And this undoubtedly for their pleasant faces and funny expressions as well as their mild and relaxed attitudes. A few years ago, a fun video in which seven capybaras living in Saitama zoo in Japan sank happily into a tank of boiling water went viral.

Also known as ‘aquatic pigs’ capybaras are fundamentally large guinea pigs, distant relatives of chinchillas and agoutis. They can grow to over half a metre in length and weigh up to seventy kilos, which makes them the largest living rodents. They are stocky in build and have robust bodies, heavy heads, blunt faces and deeply divided upper lips.

Capybaras mostly live in tropical and temperate zones of South America, east of the Andes, where their habitats are near lakes, rivers and marshes. For this reason their feet are partially webbed, a characteristic which makes them excellent swimmers.

They spend most of their time in the water, relaxing, rolling around in the mud and munching aquatic herbs and plants, eating as much as eight kilos of plant matter per day. Their eyes, ears and nostrils are in the upper part of their heads and they can thus remain always entirely below the water level, just like hippopotamuses, and they sometimes even fall asleep like this.

They can hold their breaths for up to five minutes, thus hiding from predators such as jaguars, pumas, alligators and ocelots which only rarely manage to take them by surprise as capybaras have ultra-sensitive hearing and sense of smell. Like other rodents, capybaras have long incisors which they use to chew aquatic plants, bark, tubers and sugar cane. These can grow as long as eight centimetres and grow continually to compensate for the wear and tear prompted by constant use. They reach sexual maturity at around fifteen months.

Females give birth only once a year to four to eight pups which they generally suckle from a sitting position.

The pups are highly precocious and capable of following their mothers just a few hours after birth but do not reach independence for many months by which time they have developed considerable body size. Very easy going in character, capybaras usually live in groups. Although they are wild animals their mild behaviour has led to the peoples of the Paranà River in Southern Brazil, Uruguay and Northern Argentina capturing them for use as pets and occasionally for food as their meat is good and apparently tastes and looks like pork.

To avoid revolts from the Indios, in the 18th century the Catholic Church decided to put capybara meat on a par with fish and allow them to be eaten during Lent. The pretext was that capybaras spend much of their time in the water and they thus became the most unusual of exceptions from abstinence from meat eating rules. In Italy keeping capybaras as pets has been banned since 1996.

 

Aprile 2018

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