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L’agenda del Dess Bg per le politiche del territorio

A un anno dalla fondazione del Distretto di Economia Sociale Solidale il punto in un’intervista al presidente Matteo Rossi

Proprio un anno fa, nel settembre 2021 durante il festival della SOStenibilità sul Sentierone a Bergamo, venne lanciata la costituzione del Distretto di Economia Sociale Solidale della bergamasca per fare un salto in avanti rispetto al coordinamento delle realtà economiche e no profit che operano attorno a questi temi. Dopo 12 mesi esatti, con Matteo Rossi, eletto presidente del Dess Bg lo scorso anno, vogliamo passare in rassegna i vari ambiti in cui la nuova associazione ha lavorato.

Cominciamo da uno dei principali focus del mondo politico nazionale e internazionale ma anche locale e del Dess Bg: le comunità energetiche rinnovabili, quale strumento per affrontare un elemento problematico per la situazione sociale ed economica. Presidente, a che punto siamo con la loro implementazione?

La realtà sociale ci parla di un aumento delle povertà e in questo senso l'aggravio delle spese famigliari per l'energia è una voce che pesa. È quindi urgente proseguire con la costituzione delle comunità energetiche rinnovabili, uno strumento concreto e innovativo, fortemente voluto e sostenuto dal mondo dell'economia solidale, capace di tenere insieme la questione sociale e quella ambientale.
Il lavoro di disseminazione iniziato un anno fa con la Provincia sta dando i suoi frutti e molti Comuni si stanno attrezzando per non mancare all'appuntamento. Il bando di Regione che finanzia il processo delle Cer è aperto, quelli del Pnrr che spesano gli impianti arriveranno subito dopo i decreti attuativi rallentati dalla crisi di Governo.
La bergamasca è molto attiva in questa direzione, c'è in campo un lavoro di squadra tra società civile, istituzioni e operatori del mercato che fa ben sperare per il futuro.

Che ruolo ha il Dess in questo processo e quali i prossimi appuntamenti?

Sensibilizzare e informare il territorio, connettere i diversi attori per una maggiore efficacia nel lavoro di rete. Entro novembre organizzeremo altri appuntamenti per presentare l’opportunità delle Comunità Energetiche Rinnovabili in tutta la provincia.

Oltre all'energia quali sono altri ambiti di proposta e di azione per un’economia sociale e solidale?

Sull'agroalimentare sosteniamo i patti locali del cibo per offrire alimenti di qualità nelle mense scolastiche, valorizzare il turismo sostenibile, premiare i produttori locali, temi che svilupperemo soprattutto in pianura, insieme a quello del consumo di suolo, del limite agli insediamenti della logistica e di una mobilità che premi il mezzo pubblico e rilanci la cura del ferro realizzando nuove reti tramviarie.
La legislazione nazionale potrebbe fare molte cose in questa direzione.

Sono temi che possono interessare anche le nostre valli?

Assolutamente sì. Penso alle filiere energetiche che devono incrociarsi con una nuova idea di gestione dei boschi, alle produzioni alimentari dei piccoli produttori vallari che vanno sostenute per aumentarne la produttività e la capacità commerciale, all'architettura rurale applicata ai terrazzamenti così come alle costruzioni, alle filiere dei nuovi servizi di vicinato che coniugati alle nuove tecnologie possono trovare spazio nelle piccole comunità, ad un'offerta di accoglienza turistica basata sulla qualità dei prodotti e dei percorsi.
Noi come Dess siamo nati anche per sostenere e diffondere queste buone pratiche e per connetterle alle istituzioni trasformandole in buone politiche.

Come si pone il Dess verso il tema del lavoro e dell’occupazione, così urgente di questi tempi?

L’economia sociale solidale crea lavoro, lo confermano tutti i dati, con particolare attenzione alle donne e alle nuove generazioni. Rafforzare le filiere delle economia sociale solidale significa da un lato aumentare la buona occupazione e dall’altro diminuire l’impatto sociale e ambientale rispetto a molte altre attività economiche che guardano solo al profitto.

La politica sta dando la giusta attenzione a questi temi?

Sicuramente più di prima, ma non ancora abbastanza. La sostenibilità è ormai entrata nel dibattito politico, ma occorre fare attenzione alle proposte “greenwashing”.
Il rapporto con le istituzioni è un tema sfidante per il nostro movimento, occorre superare le distanze e saper dialogare, senza però rinunciare a stare nei conflitti. Dall’altra parte auspico che la politica riconosca maggiormente l’innovazione di cui siamo portatori. Cosa che non è ancora successa, ad esempio è ancora ferma in Regione da tre anni la proposta di legge di iniziativa popolare firmata da oltre 9mila persone sul riconoscimento istituzionale dell’economia sociale solidale.

Quali “alleanze” sta costruendo il Dess per raggiungere i propri obiettivi?

La prima e fondamentale è con i giovani e i luoghi della formazione. In questo senso siamo impegnati con le scuole della calciana, delle valli Imagna, Brembana e Seriana e abbiamo sottoscritto un patto di collaborazione con l’Università di Bergamo.
La seconda alleanza è quella con gli enti locali del territorio, la terza punta ad allargare la nostra rete coinvolgendo sempre più soggetti. Il viaggio nelle diverse zone della bergamasca svolto tra la primavera e l’estate ha offerto a questo proposito diversi spunti di lavoro che riprenderemo a partire dal 18 settembre con il primo Forum della Cittadinanza Sostenibile, all’interno del Festival della SoStenibilità.

Quali sono i temi in discussione il 18 settembre?

Partiremo da quanto emerso dalle ricerche della prof.ssa Francesca Forno e dal viaggio sui territori del Dess, insieme alla rete dei Gas, coordinato dalla vicepresidente del Dess Bg Laura Norbis: idee che ci spingono a stimolare la rete dal punto di vista culturale e politico, ma anche a migliorare dal punto di vista organizzativo, creando, ad esempio, una specifica area di lavoro dedicata ai mercati all’interno della quale mettere maggiormente in sinergia produttori e consumatori o creando una rete tra i diversi mercati esistenti.

Oltre al territorio, quali sinergie e appuntamenti aspettano il Dess nei prossimi mesi?

A novembre parteciperemo al ventennale del social forum di Firenze, saremo impegnati con la Ries (la Rete italiana dell’economia solidale) in una serie di incontri con i vari Dess in Italia, proveremo a costruire nuove partnership europee attraverso i bandi dell’Ue, staremo dentro i percorsi delle reti locali e nazionali per la pace e in occasione di “Bergamo-Brescia capitale della cultura 2023” lavoreremo insieme per mobilitare la popolazione nella costruzione di percorsi nei quali il valore della Pace sia declinato in scelte per un’economia di giustizia e per il disarmo.

In conclusione, e guardando al futuro, qual è il senso più profondo del progetto complessivo del Dess Bg?

La forza delle Economie Sociali Solidali sta nella loro capacità di ricostruire legami, di riconnettere le persone tra loro e con il proprio ambiente. Una società che prende e getta, senza chiedersi da dove arriva quel che prende e dove va quel che getta, è una società che non apprezza più la qualità e che perde il senso della propria storia e la capacità di costruire futuro. Noi facciamo resistenza a questa deriva, costruendo spazi economici alternativi, cercando di influenzare le scelte politiche, generando fratellanza tra chi partecipa a questo percorso. Il Dess Bg, in sintesi, vuole provare ad essere una palestra di partecipazione e di nuova democrazia, come racconta bene il titolo che abbiamo voluto dare al forum del 18 settembre.

Settembre 2022

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