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Io l’ho fatto. E tu cosa aspetti?

Iscriversi a una comunità energetica è semplice, gratuito e conviene!

La mia esperienza con la CER Flander, nel territorio di Martinengo-Cavernago

Iscriversi a una comunità energetica rinnovabile non è solo un atto di attenzione all’ambiente, è un gesto concreto, pratico e sorprendentemente facile. L’ho fatto anch’io, da casa, in pochi minuti, aderendo online alla CER Flander Italia Ets, una delle prime configurazioni territoriali attive nel mio territorio: vivo a Martinengo, nella pianura bergamasca e tra i comuni limitrofi nel perimetro della stessa cabina primaria c’è il comune di Cavernago, che ha già attivato una CER aperta a tutti coloro che intendono aderire. È sufficiente andare sul portale di Flander Italia e inserire il proprio comune e verrai indirizzato sulla comunità energetica di riferimento del tuo territorio.

Procedura semplicissima

La procedura? Semplicissima. Nessun contratto o fornitore da cambiare, nessun cavo da installare, nessun impianto fotovoltaico da possedere. Io stesso non ho il fotovoltaico e continuerò a consumare energia esattamente nelle stesse modalità di prima, alle stesse condizioni con lo stesso fornitore.

L’adesione alla CER è completamente gratuita e non comporta alcuna modifica tecnica: si compila il modulo on line, si caricano i dati richiesti (occorre solo avere sotto mano una bolletta e la visura catastale del proprio immobile, scaricabile in pochi click dal web) e l’iscrizione finisce lì. Tutto il resto lo fa automaticamente il GSE, il Gestore del Servizio Elettrico, che ogni ora dell’anno calcola quanta energia viene prodotta dai membri produttori (prosumer) e quanta viene consumata da chi, come me, è solo utilizzatore (consumer). Attraverso la CER, Flander Italia erogherà periodicamente un contributo economico sulla base dell’energia virtualmente condivisa. Nessun costo, solo benefici. Questo perché il GSE premia la CER come sistema virtuoso, in cui l’energia rinnovabile prodotta in zona viene valorizzata con un incentivo se consumata nello stesso intervallo temporale. È il concetto di “condivisione virtuale”: non passa fisicamente dall’impianto del vicino di casa alla mia presa elettrica, ma viene riconosciuta la coincidenza temporale di produzione e consumo, che genera un incentivo ventennale da parte dello Stato.

I vantaggi

Prima di tutto, vantaggi ambientali: più energia pulita viene prodotta e consumata localmente, meno ricorriamo alle fonti fossili e alle importazioni dall’estero. Significa minor impatto sul clima e maggiore indipendenza energetica nazionale. Poi c’è l’effetto sulla rete elettrica: produrre e consumare nello stesso territorio riduce i picchi, le dispersioni e i sovraccarichi, migliorando la stabilità complessiva del sistema. Infine, il beneficio economico, che non guasta mai: sociale e personale. Il GSE difatti riconosce un contributo per ogni Kwh di energia condivisa. Nel caso della configurazione territoriale di Cavernago (e dintorni), il regolamento prevede che il 5% del contributo statale venga destinato a finalità sociali, mentre il 10% serva a coprire la gestione amministrativa. Del restante 85%, il 55% del contributo viene erogato ai prosumer (a chi produce energia rinnovabile), mentre il 45% viene distribuito tra i consumatori puri, quindi anche chi come me non possiede nessun pannello fotovoltaico. L’entità del contributo dipenderà dalle fasce orarie in cui si consuma e dalla quantità di energia rinnovabile disponibile dai produttori: potrebbe trattarsi di qualche decina o centinaia di euro all’anno. Siamo alle prime attivazioni, non si può ancora sapere, i calcoli verranno fatti ogni trimestre sulla base dei consumi energetici che si realizzeranno nei prossimi mesi.

In ogni caso è molto più semplice farlo che spiegarlo. L’adesione è immediata e trasparente, e i benefici - ambientali, territoriali ed economici - si sommano senza richiedere costi o impegni ulteriore e nemmeno cambi di forniture o di abitudini. Per questo, non essendoci controindicazioni ma solo vantaggi, il pensiero è venuto naturale: perché non farlo? Io l’ho già fatto. E tu cosa aspetti?

Diego Moratti

 

Dicembre 2025

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