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Umidità di risalita

Umidità di risalita

Quali rischi per la salute e come intervenire

Gli inestetismi sono spesso un campanello d’allarme, ci indicano che qualcosa non va come dovrebbe. Questo vale anche per gli edifici. Quando le mura esterne o interne di antiche chiese o vecchie case sono attraversate da aloni scuri orizzontali, paralleli al terreno o con andamento a onda, ci troviamo di fronte a segni della così detta “umidità di risalita capillare”.

Purtroppo l’azione degradante dell’acqua può riguardare anche le nuove costruzioni, a causa dell’eccessiva esposizione dei materiali agli agenti atmosferici o per problemi legati alla loro messa in opera.

Conseguenze su comfort e salute

Il tasso di umidità e la qualità dell’aria all’interno di un’abitazione influenzano il comfort e la salute degli individui che vi abitano. L’eccesso di umidità generato da condensa, risalita capillare, infiltrazioni, muri umidi o ancora la presenza di muffa, acari e altri parassiti, possono causare delle infezioni respiratorie anche gravi.

Bambini, adolescenti e persone anziane sono maggiormente soggetti a sintomi come raffreddore, congiuntivite, tosse e, nei casi più gravi, asma e rinite. Per questo è importante intervenire al più presto quando si riscontrano problematiche di questo genere.

Umidità ascendente

In edilizia, il fenomeno che descrive la risalita capillare - quando cioè una soluzione acquosa entra in contatto con un materiale poroso, tendendo a diffondersi al suo interno – è denominato umidità ascendente. Risalendo attraverso i capillari della muratura, l’acqua porta con sé i sali sciolti nel terreno, normalmente cloruri, nitrati e solfati, che al momento dell’evaporazione vengono depositati sulla superficie dell’intonaco sotto forma di cristalli.

L’intonaco prima e la crosta della muratura poi, continuamente sottoposti all’azione logorante dei sali, finiscono per sgretolarsi.

La superficie della muratura può presentare allora efflorescenze, sfarinamento o distacco dell’intonaco. Se nei vasi comunicanti il livello è determinato dalla gravità, secondo la legge di Yurin l’acqua tende a salire verso l’alto in misura inversamente proporzionale alla dimensione di sezione dei capillari.

Quali rimedi

Un rimedio efficace per contrastare l’umidità di risalita è realizzare un rivestimento delle pareti dei capillari con una sostanza idrofoba, scivolosa che modifichi l’angolo di contatto dell’acqua al capillare, ne inibisca la forza di coesione/adesione e ne annulli la risalita verso l’alto.

Sui muri interessati dal dannoso inestetismo, dopo un’attenta lettura della composizione e disposizione della muratura, vengono fatti dei fori ripetuti per diverse porzioni, fino alla totale saturazione in lunghezza e in profondità delle parti interessate. Il tutto avviene senza compromettere o alterare la staticità degli edifici. I capillari devono rimanere aperti, liberi di traspirare, per permettere alla muratura di mantenere il proprio equilibrio termo-igrometrico. Durante il periodo di asciugatura, c’è la possibilità che l’evaporazione dell’umidità residua porti in superficie i sali per un’ultima volta.

Essi andranno semplicemente rimossi mediante spazzolatura o risciacquo prima del rifacimento degli intonaci. L’asciugatura deve essere lenta, a salvaguardia dei supporti superficiali più delicati e/o decorati. Esistono altri sistemi per eliminare l’umidità di risalita.

Tuttavia il metodo della barriera chimica è quello più sicuro e duraturo nel tempo. Isolando i capillari, il problema è risolto alla radice. Anche nel caso in cui, per varie ragioni, dopo anni si volesse rifare l’intonaco, si può essere certi di intervenire su muri in ottime condizioni.

È importante intervenire sull’umidità di risalita per fare in modo che i muri ritrovino la condizione di umidità specifica originale, oltre che per godere di ambienti più piacevoli alla vista.

Cristina Cireddu

Febbraio 2018

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