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Sindrome da Rientro

Sindrome da rientro

Che cos’è e come si combatte, per tornare in perfetta forma e pieni di energia al rientro dalle vacanze

Per la maggior parte delle persone, le classiche villeggiature estive si sono già concluse e non sono pochi coloro che soffrono della cosiddetta “sindrome da rientro” (gli americani la chiamano Holiday Blues), cioè quell’insieme di sintomi di natura psico-fisica che colpisce diversi soggetti a vacanza conclusa e che perdura solitamente per un periodo di tempo che va da pochi giorni, settimane o addirittura oltre un mese.

I segnali possono essere diversi; nervosismo, irritabilità, insonnia, emicranie, ansia, dolori muscolari, ma anche disturbi digestivi, difficoltà di concentrazione, momenti melanconici e così via. Il più delle volte sono proporzionati alla durata della vacanza, quindi più le ferie sono state lunghe più sono accentuati i disturbi, anche per chi ha semplicemente trascorso la pausa estiva a casa, senza spostamenti particolari. Talvolta questi malanni possono essere anche la conseguenza di aspettative deluse rispetto agli obiettivi sperati, oppure il risultato dello stress dei viaggi per raggiungere le varie destinazioni o il rammarico per una linea perduta oppure, in alcuni casi, il risultato di qualche spiacevole imprevisto che può aver rovinato la tanto desiderata villeggiatura.

Per molte persone ciò che invece accomuna in positivo l’intramontabile vacanza è l’essere riusciti a rompere gli schemi: infatti, la sindrome da rientro non è necessariamente da intendersi come “ritorno al lavoro”, ma come chiusura di un periodo di relax o di tempo esclusivo dedicato a se stessi o ai propri cari. Insomma, si è staccata la spina a tal punto che diventa difficile “riconnettersi”. Anche la meta può influire negativamente sulla sindrome da rientro, soprattutto se ha consentito un netto distacco rispetto alle usuali abitudini, come ad esempio viaggi avventurosi o totale abbandono dei mezzi di comunicazione. Il dopo-vacanze pare inoltre colpire maggiormente la fascia d’età compresa tra i 25 e 45 anni (soprattutto il sesso femminile) e da statistiche risulta che le categorie più a rischio sono quelle delle casalinghe, degli operai, degli impiegati, dei commercianti, ma soprattutto i precari.

Cosa si può fare per ritrovare nuovamente la forma psico-fisica ottimale e combattere questa sindrome?

Non preoccupatevi eccessivamente: con un po’ di pazienza i sintomi spariranno, soprattutto se si adotteranno i giusti accorgimenti. Un efficace espediente può essere una graduale ripresa lavorativa, cercando di affrontare le varie incombenze con la consapevolezza che tutto ciò che è rimasto in sospeso non può essere concentrato o recuperato in soli pochi giorni. Un altro stratagemma è riuscire a concedersi ogni giorno piccoli attimi di “vacanza” dedicando del tempo a se stessi, facendo qualcosa di piacevole e rilassante, in modo da poter recuperare quello spirito vacanziero che tanto rimpiangete e vorreste riavere.

Tempo permettendo, praticate ogni giorno dell’esercizio fisico all’aperto, in modo tale da consentire al vostro organismo di giovare degli effetti positivi che esso produce. Il movimento, infatti, aumenta la produzione di endorfine – sostanze euforizzanti e antidepressive prodotte dal nostro cervello – tonifica l’organismo, migliora la respirazione, scarica le tensioni e, in caso di necessità, contribuisce a smaltire qualche chilo di troppo accumulato proprio durante le vacanze.

Molto importante è anche il ruolo dell’alimentazione, che può influire positivamente sul recupero psico-fisico. Per molti, infatti, le vacanze sono anche sinonimo di eccessi alimentari, soprattutto per chi ha trascorso periodi di relax presso alberghi o strutture estive, dove sono a disposizione una varietà e una ricchezza di alimenti a cui è stato quasi certamente difficile rinunciare. Altri possono invece accusare disturbi di vario genere come stitichezza, gonfiori addominali o acidità di stomaco, proprio come conseguenza di un’alimentazione sbilanciata: è quindi tempo di tornare a un corretto equilibrio nutrizionale abbandonando i disordini alimentari e rispettando anche i pasti della giornata.

Introducete soprattutto abbondanti quantità di verdure fresche e di stagione che favoriscono la pulizia dell’intestino, combattono la stipsi e riducono l’apporto calorico dando inoltre un elevato senso di sazietà. Consumate ogni giorno frutta fresca e centrifugata, evitate alimenti piccanti che potrebbero irritare ulteriormente l’intestino e procurarvi acidità di stomaco, riducete il consumo di affettati a una sola volta alla settimana, evitate i fritti, le bibite zuccherine e gassate e le bevande nervine, come tè e caffè. Consumate cereali integrali (preferibilmente da agricoltura biologica) che migliorano il colesterolo buono e riducono quello cattivo; inoltre il chicco integro possiede tante sostanze nutritive e vitali che potenziano il sistema immunitario, favoriscono la crescita di cellule sane e il buon funzionamento del sistema nervoso. Limitate invece le carni rosse, che potete sostituire con il pesce, e privilegiate i formaggi freschi che sono meno calorici di quelli stagionati e a ridotto contenuto di grassi.

Cercate di introdurre almeno una volta la settimana i legumi e contemplate nella vostra alimentazione anche i semi oleosi che contengono sostanze antiossidanti, combattono i radicali liberi, favoriscono la concentrazione, mentre se siete disturbati da gas intestinali contenete il consumo di legumi e introducete quotidianamente una porzione di yogurt (anche di soia) per riattivare la flora batterica intestinale. Non preparate piatti troppo elaborati e fate pasti frequenti e non abbondanti, che potrete arricchire di sapore con erbe aromatiche e infine riducete drasticamente l’utilizzo del comune sale da cucina.

Per chi soffre d’insonnia il consiglio è di favorire il riposo notturno anche con l’assunzione di tisane rilassanti, come ad esempio camomilla, tiglio, meliloto e melissa, mentre per lo stress sono particolarmente indicate la passiflora, escolzia, lavanda e, anche in questo caso, la melissa. Garantite inoltre un buon apporto idrico giornaliero costituito da sola acqua naturale che favorisce l’eliminazione delle tossine.

E se il malumore non vi da proprio tregua o lo spirito vacanziero è irrefrenabile, iniziate già da ora a pianificare le vostre prossime lunghe vacanze, vagliando anche le occasioni del “first minute”, oppure date uno sguardo al calendario considerando le festività più vicine che a volte concedono anche qualche bel ponte. A volte tener occupata la mente in qualcosa di piacevole aiuta a star meglio.

Rossana Madaschi
Dietista e Docente di Scienza dell’Alimentazione

 

 
 
Dicembre 2014

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