feedFacebookTwitterlinkedinGoogle+

infoSOStenibile

Mediazione ambientale. La nuova frontiera per risolvere i conflitti ambientali

Mediazione ambientale. La nuova frontiera per risolvere i conflitti ambientali

La campagna promossa dall'Associazione Italiana Giovani Avvocati fa tappa a Bergamo

Promuovere l'istituzione della mediazione ambientale come risoluzione di conflitti ambientali in materia civile: è questo l'obiettivo della campagna promossa dall'Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) e presentata lo scorso 12 aprile a Bergamo nella Sala Viterbi della Provincia durante il convegno “Lo strumento della mediazione per un approccio virtuoso ai conflitti ambientali”, che ha visto una folta partecipazione di pubblico, professionisti e istituzioni e ha raccolto sostegno in vari ambiti, da quello politico a quello avvocatizio, da quello imprenditoriale a quello ambientalista.

La sperimentazione dell'istituto della mediazione rispetto ai conflitti ambientali è partita a Milano e si estende ora alle città di Bergamo, Vicenza, Venezia, Torino, Perugia e Velletri grazie alla collaborazione con l’organismo di mediazione Resolutia Gestione delle controversie, il cui responsabile per la sede di Bergamo è l'Avv. Paolo Savoldi.

Cuore della sperimentazione è la consapevolezza di quanti potenziali conflitti ambientali - locali, nazionali e internazionali - possano essere virtuosamente discussi in mediazione, coinvolgendo la pubblica amministrazione e un mediatore appositamente formato: un processo che permette di velocizzare le tempistiche e ottenere risultati più incisivi.

Il convegno a Bergamo

Al convegno di presentazione ha presenziato la senatrice Maria Alessandra Gallone, capogruppo in Senato per Forza Italia della Commissione ambientale e responsabile nazionale per il suo partito del Dipartimento ambiente, auto-definitasi “la Cenerentola delle Commissioni” per il fatto che soltanto recentemente ha acquistato una maggiore importanza, sulla scia dei movimenti per la salvaguardia dell’ambiente e dei casi di emergenza climatica.

Presente inoltre l’assessore all’Ambiente del Comune di Bergamo Leyla Ciagà, che ha sottolineato come lo Stato italiano elargisca 25 miliardi in sussidi ambientalmente dannosi a quelle aziende che per prime danno un grande apporto all’inquinamento del nostro pianeta: se questo circolo vizioso venisse smantellato, sarebbero liberate risorse molto importanti che potrebbero essere riversate in programmi di sensibilizzazione e in fondi per migliorare l’apporto ecologico delle imprese e aziende, per aiutarle in questa transizione. In caso di mediazione in conflitti ambientali, fondamentale è poi il contributo di organismi come il Systasis (il Centro studi per la prevenzione e la mediazione dei conflitti ambientali) e come Resolutia, realtà italiana che si occupa della gestione delle controversie e che sta attuando a Bergamo la sperimentazione della mediazione in materia ambientale già messa in campo anche all'estero.

La parola è passata poi all'avvocatessa Paola Brambilla, delegata della Lombardia per il Wwf Italia, che ha portato alcuni casi concreti in cui la mediazione ambientale ha effettivamente avuto i suoi effetti, casi che hanno per oggetto il danno ambientale da attività estrattiva abusiva ma anche il conflitto tra attività umane in parchi o zone protette. Analizzando questi casi è emerso come nelle varie costituzioni manchi una solida tutela dei diritti in materia ambientale.

Successivamente l'avvocato Vittorio Rodeschini, uno dei fondatori dell’Associazione Arketipos, ha ricordato l'importanza degli spazi verdi all’interno delle città, come testimoniato ogni anno dalla manifestazione “I maestri del paesaggio”, portando in Città Alta progetti di architetti e paesaggisti capaci di reinterpretare e sviluppare il tema del rapporto uomo-spazio-natura in contesti urbani e antropizzati, e di sollecitare così una riflessione sull'importanza della salvaguardia di tale rapporto.

Federica Pagliarini

Ripensare le città. A Bergamo il convegno di Cooperativa Cea Servizi sul recupero degli spazi urbani 

Lo scorso 8 aprile, presso l’Università degli Studi di Bergamo, si è tenuto il seminario organizzato dalla Cooperativa Cea Servizi dal titolo “Ripensare la città”, incentrato sul recupero degli spazi urbani e industriali nelle nostre città e continuazione ideale dei progetti pluriennali "Ma che disastro!" e "Paesaggio Fragile".

Durante l'incontro è stato innanzitutto affrontato il tema della sovrappopolazione urbana: secondo gli esperti, infatti, nel 2030 esisteranno almeno 100 megalopoli nel mondo e nessuna di queste conterà meno di 5 milioni di abitanti, rispetto alle 25 esistenti oggi.

Una questione che pone diversi interrogativi, tra cui come migliorare le condizioni di vita negli agglomerati urbani e cosa renda una città meritevole di essere vissuta e abitata.

Ma la vera svolta verso la sostenibilità ambientale e sociale dipenderà dalle decisione future.

Parlare di "Paesaggio fragile e trasformazione delle città" significa infatti lavorare per un cambiamento di paradigma e passare a una visione strategica: la crisi e la fragilità del "sistema città" richiedono infatti cambiamenti orientati alle persone e al sistema naturale con attenzione alla salvaguardia del pianeta, all'inclusione sociale e alle diversità spaziali e socio-culturali delle città.

In altre parole, cercare la propria strada verso un futuro sostenibile attraverso una "sostenibilità nella specificità".

Sono stati esaminati anche i temi connessi ai cambiamenti climatici e alla necessità di pensare le città del futuro in chiave più green e meno impattante.

Nel convegno è stata sottolineata anche l'importanza delle aziende nell'incremento della sostenibilità nelle nostre città e aree abitate: nel corso dell'incontro sono stati presentati alcuni esempi di imprese bergamasche che sono state in grado di mettere in campo il proprio know-how in materia di rigenerazione, economia circolare e attenzione alle problematiche dell'ambiente urbano.

Tra di esse, ci sono la Montello Spa - leader mondiale nel riciclo di rifiuti plastici e organici e produttrice di biogas dall’umido organico - e la Tenaris Dalmine Spa, che ha riqualificato aree antistanti le due discariche della sede Tenaris Spa a Piombino, trasformandole in aree verdi.

Giugno 2019

Articoli Correlati

Settimana Europea della Mobilità. Come spostarsi nell'era post-Covid?
A settembre torna l’appuntamento europeo annuale. Focus sulla mobilità del futuro e sulle...
Adelante, con juicio
Mobilità in transizione… ecologica. Accelerare le soluzioni, per rallentare i ritmi...
Mare chiama terra. È tempo di invertire la rotta
Riportare i mari europei a un buono stato ambientale: obiettivo mancato. L'allarme dell'...
Brescia: un video racconta la solidarietà in tempo di lockdown
Da febbraio a luglio 2020 distribuiti quasi 500 mila chili di cibo a scopo sociale. L'...